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Formula E: il mondo dei motori è l’avanguardia di un futuro “green”

Il crescente interesse verso il campionato delle monoposto elettriche riflette la tendenza, sempre in crescita, a prediligere mezzi di trasporto alternativi alle auto convenzionali

Fino ad un paio di decenni fa, ipotizzare un futuro senza autovetture a benzina sarebbe apparsa come un’eresia delle peggiori. Eppure, è innegabile che la tecnologia degli ultimi anni abbia raffinato soluzioni alternative all’utilizzo del petrolio per i trasporti su strada che possono dare un contributo determinante nell’abbattimento delle emissioni atmosferiche di CO2. Le macchine ibride GPL/benzina o a metano e le controparti elettriche potrebbero rappresentare la scelta vincente nella difficile battaglia per ridurre l’inquinamento atmosferico. Una piaga sempre più attuale se si pensa soltanto alle nuvole di smog che asfissiano tante grandi metropoli, anche italiane, ed al drastico abbassamento della qualità della vita delle popolazioni interessate.

FORMULA “GREEN”. Lontano dal clamore dei grandi palcoscenici motoristici, ma non troppo, sta crescendo un sempre maggiore movimento attorno alla cosiddetta “Formula E”. Un campionato del mondo davvero originale che coinvolge esclusivamente monoposto elettriche. Se all’inizio della sua breve storia questa competizione contava pochissime partecipazioni, oggi si presentano ai nastri di partenza ben 10 squadre e 20 piloti. Tra questi, impossibile non sottolineare le presenze di Audi e Renault, blasonatissime case automobilistiche di portata mondiale. È importante citare l’esperienza della Formula E non soltanto per i crescenti volumi di investimenti pubblicitari e per lo sviluppo delle monoposto, ma anche perché questa esperienza può essere considerata come l’araldo di un futuro non più così lontano. Un futuro a tinte verdi i cui riflessi lasciano intravedere la possibilità di sfruttare fonti di energie alternative e pulite in misura crescente per soddisfare le nostre esigenze quotidiane.

AUTO ELETTRICHE: RIVOLUZIONE O SUGGESTIONE? Certo, ad analizzare qualche dato di primo acchito, verrebbe da pensare che probabilmente nemmeno i nostri figli arriveranno a vivere un’epoca popolata da sole autovetture elettriche. Nel 2017, le auto elettriche pesano ancora soltanto lo 0,8% del totale. Eppure, il numero di auto elettriche vendute da un anno all’altro continua a far registrare incrementi pazzeschi, a dimostrazione dell’interesse crescente verso la proposta. Entro il 2030, quattro auto su dieci, tra quelle vendute in Europa, saranno elettriche. Merito soprattutto dei prezzi sempre più bassi e in linea con quelli delle vetture tradizionali. L’impresa produttrice leader del settore è rappresentata dall’americana Tesla. Pesano parecchio gli incentivi statali che rendono più abbordabili prezzi di listino davvero molto alti per le tasche di una famiglia con un reddito medio. In Norvegia, ad esempio, grazie agli aiuti statali i prezzi delle auto elettriche sono abbattuti della metà. Che dire, invece, della ricarica della batteria? Un problema ficcante è rappresentato dalla non adeguata diffusione delle colonnine di ricarica nei territori dei vari stati nazionali. Poche e mal distribuite colonnine di ricarica rappresentano un disincentivo alla scelta di questo mezzo di locomozione. Fra l’altro, il capitolo batteria si arricchisce della questione legata alla durata della stessa. Per il momento, sono pochi i modelli che superano un’autonomia di 500 km, non proprio l’ideale per lunghe distanze.

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