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Fake news e social network: che fine ha fatto il pensiero critico?

Come è già successo per la Brexit e le presidenziali Usa le fake news potrebbero “inquinare” la campagna elettorale nel nostro Paese. Si torna a parlare di post-verità a seguito di un articolo del New York Times che ipotizza un collegamento tra siti della Lega Nord, del M5S e filorussi

Più volte quella che stiamo vivendo è stata definita l’era della post-verità, una fase in cui i fatti oggettivi influenzano l’opinione pubblica non per ciò che sono ma per il modo in cui vengono raccontati. La post- verità colpisce la sfera emotiva e fa leva sulle convinzioni personali a tal punto, che l’informazione, intesa nel senso più alto di ricerca della verità, cede il passo alla disinformazione. fake news, clickbait, eco chambers sono gli strumenti che creano quel “rumore di fondo” che oggi caratterizza Internet e i Social network e che ha finito per influenzare dalle elezioni di Trump alla Casa Bianca alla discussione sui vaccini.

FAKE NEWS ALL’ITALIANA. La polemica sulle fake news, o notizie costruite ad arte, che circolano su blog e social network è riesplosa con la diffusione di una foto che mostra Laura Boldrini, Maria Elena Boschi e altri esponenti del Pd al presunto funerale di Riina. Una fake news evidente, dal momento che il funerale non è mai avvenuto. Eppure la foto è diventata virale sul web ed è stata rilanciata anche dalla pagina Virus 5 Stelle, che fa propaganda online per il Movimento ma che non è la pagina ufficiale. Dopo l’inchiesta di BuzzFeed sui siti di notizie false in Italia, che aveva individuato una rete di siti che pubblicano notizie false di stampo populista, nazionalista e xenofobo, anche il New York Times si è occupato del tema. L’articolo, a firma corrispondente a Roma Jason Horowitz, racconta di una rete di pagine Facebook e siti politicamente vicini al Movimento 5 Stelle e alla Lega Nord e di una possibile interferenza russa nella politica italiana. Il rischio, sollevato dal giornale statunitense, è che queste false notizie possano “inquinare” le prossime elezioni politiche in Italia.

DISINFORMAZIONE E POLITICA. Nell’articolo del New York Times “Italy, Bracing for Electoral Season of Fake News, Demands Facebook’s Help” si fa riferimento ad un report della società di Andrea Stroppa, esperto di cyber security e consulente di Matteo Renzi, che evidenzia una corrispondenza tra l’ID di Google del sito “Noi con Salvini”, del segretario della Lega Nord, e quello del sito che sostiene il Movimento 5 Stelle, così anche con una serie di siti cospirazionisti dichiaratamente filorussi. Nonostante non dica cose particolarmente nuove, l’articolo è stato ripreso da tanti giornali ed ha finito per influenzare il dibattito politico nel week-end. Matteo Renzi dal palco della Leopolda 8 ha lanciato l’allarme: «Quello che sta accadendo è impressionante. alcune inchieste giornalistiche mostrano che in Italia esiste una vera industria del falso, con profili social altamente specializzati in diffusione di bufale, fake news, propaganda». Anche il candidato premier dei 5 stelle, Luigi Di Maio, si è detto però preoccupato del fenomeno è ha invocato il controllo dell’Osce sul voto affinché «monitori non solo le operazioni elettorali ma anche la libertà di stampa e le modalità di informazione». Matteo Salvini, invece, pone l’attenzione sul ruolo dei mezzi di comunicazione: «Sono fortemente preoccupato dalle fake news che possono inquinare la campagna elettorale ma non quelle su facebook ma quelle che vendono giornali e telegiornali sulle bugie del governo, tasse, immigrazione e falsa ripresa economica».

ATTENTI ALLE BUFALE! Anche l’Italia, dunque, sembra aver dichiarato guerra alle fake news. Ma le notizie false e inesatte sono sempre esistite. Quello che è cambiato sono i mezzi che si hanno a disposizione per diffonderle. Il web, Facebook e i social sono considerati come dei free market place of ideas, un luogo dove esprimere liberamente le proprie opinioni. Tra un commento sgrammaticato, un’offesa e un turpiloquio chiunque può dire la sua su tutto. Ma quanti sono davvero consapevoli del meccanismo che viene innescato ogni qual volta che si “condivide” o “pubblica” un post? Quello che davvero manca è il libretto di istruzioni della rete. Una educazione al digitale che fornisca gli strumenti per districarsi tra notizie vere e false, articoli e annunci, informazione e propaganda. Attenti, dunque, alle bufale! Non sempre quello che si legge su internet è vero. La linea tra verità e manipolazione della stessa è sottile. Bisogna sempre partire dalla verifica delle fonti ed aggiungere una buona dose di senso critico.

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