Italia

La Corruzione è una montagna di merda

Si celebra oggi la giornata internazionale contro la corruzione. In Italia si sono registrati dei miglioramenti negli ultimi anni, ma il fenomeno corruttivo continua a costarci miliardi di euro ogni anno

Mi scuseranno i lettori se l’impatto di questo titolo potrà urtare la sensibilità di qualcuno. Eppure, nella giornata mondiale contro la corruzione, in un paese dilaniato dalle diseguaglianze sociali ed assediato dal malaffare, qualche parola volgare farà forse meno male dell’immenso spreco di risorse che la compravendita di favori e diritti costa a tutti noi ogni anno che passa.

LA CORRUZIONE IN ITALIA. Uno studio recente condotto da “Transparency International” afferma che se L’Italia avesse la stessa percentuale di corruzione che c’è in Germania, i tedeschi sono al 10° posto di questa speciale classifica contro il 60° dell’Italia, il nostro Pil pro capite sarebbe più alto di 110.000 euro all’anno, 586 miliardi di euro di ricchezza in più prodotta. Cifre spaventose in un contesto nazionale dove si fatica a raccogliere qualche briciola per dare ai cittadini dei bonus “una tantum”, come i famosi 80 euro o come il bonus cultura, certamente lontani da quelle soluzioni strutturali che servirebbero per rilanciare definitivamente l’economia italiana e produrre, magari, una più equa distribuzione della ricchezza prodotta. La corruzione mette in dubbio anche i diritti che consideriamo acquisiti, il 7% dei nostri connazionali ha pagato una tangente negli ultimi anni per accedere ai servizi fondamentali che gli spetterebbero normalmente, secondo i dati del comitato “Io riattivo il lavoro”. La corruzione è un fenomeno culturale. Un cancro che attecchisce nel tessuto sociale e si diffonde come tante metastasi. In quanto tale, lo strumento più efficace per combatterlo, in aggiunta agli utili interventi normativi degli ultimi anni, è certamente la cultura. L’insegnamento nelle scuole che possa far interiorizzare ai nostri ragazzi l’immoralità di qualsiasi fenomeno corruttivo e la sua enorme dannosità per tutta la comunità. La corruzione è un fenomeno normativo, nonostante i grandi passi avanti compiuti grazie alle leggi sulla trasparenza e sull’accesso agli atti nelle pubbliche amministrazioni (Testo Unico sulla trasparenza e Freedom of Information Act) o grazie alle leggi sul whistleblowing (corruzione nella pubblica amministrazione) e sul riciclaggio, le associazioni e gli osservatori che si occupano di analizzare il fenomeno se da un lato assegnano un punteggio sufficiente all’attività legislativa in sé, dall’altro denotano la difficoltà nell’applicare praticamente le norme esitate dalle aule parlamentari. La corruzione è un fenomeno mafioso. Il biglietto da visita di una criminalità organizzata che dismette la lupara per armarsi di anonime buste bianche, allungate sotto banco al pubblico dipendente di turno. Una piaga pervasiva, difficile da contrastare, ecco perché quel 60esimo posto su 170 paesi analizzati, che corrisponde al terzultimo in Europa davanti soltanto a Grecia e Bulgaria, non può lasciarci soddisfatti. Numeri che contribuiscono, purtroppo, a continuare la veicolazione di stereotipi negativi sul nostro paese, considerato affetto da un “familismo amorale” da cui non sembra riuscire a destarsi.

IL MONITO DI MATTARELLA. Nell’ambito delle attività previste per la giornata internazionale contro la corruzione, si è espresso anche il presidente della repubblica Mattarella con un duro monito. Mattarella ha chiesto a tutti gli italiani di essere in prima linea contro la corruzione, alfieri di un rinnovamento culturale non più procrastinabile. La politica deve tornare ad essere una politica del buon esempio perché come si può pretendere dagli italiani che rispettino le regole quando la classe dirigente è la prima a non farlo? In questa difficile opera non può e non deve mancare il supporto attivo delle associazioni, i protagonisti di quel terzo settore che è vero motore dell’Italia. L’onestà, dunque deve tornare ad essere di moda. Deve farlo nel più breve tempo possibile perché, come riconosciuto anche da Mattarella, la corruzione è un fardello pesantissimo sia per la crescita economica che per la reputazione internazionale del nostro paese.

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