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Juve e Inter si spartiscono un punto a testa nel derby d’Italia

Il superclassico del calcio italiano indossa un paio di occhiali. Allo stadium è 0-0 nel match scudetto tra la squadra lombarda e quella piemontese

Allo Juventus Stadium si respirava l’aria delle grandi occasioni ieri sera. Parliamoci chiaro, un match tra Juventus e Inter è sempre una grande occasione a prescindere, quando però il risultato pesa come un macigno nella lotta scudetto, l’atmosfera che si viene a creare è unica.

LA PARTITA. Visi tirati, tensione alle stelle, adrenalina in quantità industriale, gli ingredienti per una serata memorabile c’erano tutti. Accade spesso, però, che lo spettacolo debba lasciare il passo al pragmatismo, ai calcoli. Il primo tempo di Juventus – Inter è stata una frazione di studio, stretta fra i tatticismi di due allenatori molto esperti come Allegri e Spalletti, infuocata da un pressing alto e preciso praticato da entrambe le squadre, un pressing che ha imbrigliato il gioco lasciando poco spazio alla dinamicità. Unico verso squillo, la traversa fatta vibrare dall’incornata del croato Mario Mandžukić. È nella seconda parte della partita, quando la tonalità fisica degli avversari è incominciata a calare, che la Juventus si è imposta per maggiore brillantezza e condizione atletica. Gli undici di Allegri hanno progressivamente guadagnato campo, chiudendo i nerazzurri nella loro metà campo e concedendogli qualche sparuto contropiede che ha però causato qualche brivido ai tifosi bianconeri assiepati sugli spalti. Per fortuna della banda di Big Luciano, la porta nerazzurra è blindata da un signore, Samir Handanovič, che è sempre stato una sicurezza e che quest’anno sta rasentando la perfezione sportiva. Il numero uno nerazzurro non ha palesato alcuna incertezza contro le bordate degli avversari dando fiducia ad un reparto, quello difensivo, estremamente sotto pressione nell’ultima mezz’ora di gara. L’inter di Spalletti, la squadra di lotta e di governo che si è imposta nella serie A di quest’anno, si è scoperta un po’ meno di governo e un po’ più di sofferenza. Ma ha retto l’urto, esce dallo Stadium con un punto preziosissimo, un punto che vale più per l’Inter che per la Juve che è costretta a rincorrere, e dunque a vincere.

OCCASIONE MANCATA PER LE INSEGUITRICI. Napoli e Roma erano attese da partite non facili sotto diversi profili. I giallorossi affrontavano il Chievo su un campo che è stato sempre tabù e che anche questa volta ha inchiodato la squadra di Di Francesco su uno 0-0 frustrante quanto poco funzionale alla classifica della Roma. Il Napoli dell’esperto Sarri, invece, sembra aver finito quella benzina raffinata che gli aveva permesso di esprimere il gioco forse più bello della serie A. Contro una Fiorentina abbastanza modesta è arrivato soltanto un punto con l’aggravante di non essere riusciti a vincere di fronte ai propri tifosi. Occasioni perse per le inseguitrici che certificano, con i loro mezzi passi falsi, il primato nerazzuro, almeno per un’altra giornata. Manca ancora la Lazio all’appello che, vincendo un match per niente scontato contro il Toro ed il recupero con l’Udinese, potrebbe inserirsi di prepotenza in quel mucchio selvaggio che si sta contendendo lo scudetto di quest’anno. Una lotta di vertice serrata ed appassionante, un girone di ritorno che si prospetta a dir poco avvincente, tutto da vivere.

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