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Abete vero o albero di plastica: qual è la soluzione che fa meno male all’ambiente?

Ogni anno, in tutte le case degli italiani si ripropone il solito dilemma: meglio un abete sintetico da riporre in cantina insieme agli addobbi alle fine delle feste o uno da ripiantumare? Vi proponiamo una serie di consigli utili e alternative green: a voi la scelta!

C’è chi rispetta la tradizione della festa dell’Immacolata, chi segue i tempi dettati dai negozi e chi come me arriva alla vigilia. Addobbare l’albero di Natale è il primo passo per essere catapultati nel clima delle feste. Ma è facile dire albero di Natale. Ogni anno si ripropone il solito dilemma: abete vero o albero finto, di plastica? Una questione non solo di gusti, ma anche di attenzione all’ambiente. Secondo i dati diffusi da Codacons il 65% delle famiglie italiane opterà per l’albero sintetico, una tendenza in linea con le scelte degli ultimi anni, sempre più tese verso l’abete finto per fattori come la comodità, la varietà di modelli in commercio e la possibilità di riutilizzarlo negli anni.

ALBERO FINTO. Prima di scegliere l’albero artificiale è bene innanzitutto conoscerne i componenti e la provenienza. Gli alberi di Natale sono realizzati in PVC e metallo, materiali che hanno un impatto ecologico in termini di emissioni di gas serra e di costi per lo smaltimento, e nella maggior parte dei casi vengono importati dai paesi asiatici, trasportati per migliaia di chilometri con relative emissioni di anidride carbonica. Secondo quanto calcolato dall’associazione Carbon Trust, un albero artificiale ha un impatto ambientale di 40 chili di CO2. Un albero vero produce invece 16 chili di CO2 se viene gettato in discarica. Ma destinare le piante alla discarica ha un risvolto negativo anche perché la decomposizione produce metano, 25 volte più dannoso dell’anidride carbonica. Un albero finto potrebbe rivelarsi la scelta giusta per l’ambiente solo se viene riutilizzato per 20 anni. Quindi dopo l’Epifania va smontato e riposto con cura in cantina per poi ogni festa dell’Immacolata essere tirato fuori e addobbato, addobbato e riaddobbato per anni nonostante il colore sbiadisca, gli aghi cadano e la struttura portante si ingobbisca.

ALBERO VERO. Ma il 35% delle famiglie italiane, secondo Codacons, si reca ancora in un vivaio, sceglie un vero albero e se lo porta a casa come succede in certi film americani. Una tendenza in diminuzione: oggi molte persone si trattengono dal comprare un abete vero perché considerano immorale sradicare un albero per utilizzarlo solo per un mese. Ma nessuno sta disboscando intere foreste tropicali: gli abeti sono piantati e fatti crescere per l’unico scopo di essere venduti a Natale. Nemmeno questa opzione è immune da aspetti problematici. La crescita di questi alberi è spesso accelerata quanto più possibile da prodotti chimici quantomeno controversi come il glifosato, il cui uso non è proibito su scala comunitaria. Si può decidere ad esempio per l’acquisto di un albero certificato come biologico, ma anche di comprarlo completo di vaso e radici, per poi premurarsi di ripiantumarlo passate le feste. Piantato in spazi ristretti e tenuto in casa, nessun abete resiste a lungo. In molti non sanno che far passare un albero dai 24 gradi centigradi del loro salotto agli zero del loro giardino non è l’ideale.

ALTERNATIVE GREEN. In alternativa al classico abete si può scegliere di addobbare le proprie piante presenti in giardino o in balcone, facendo attenzione a non danneggiare rami e foglie con luci e decorazioni. Altrimenti ci sono specie adatte al nostro clima: cipressi, ginepri e latifoglie come l’alloro e il corbezzolo, o ancora gli agrumi, limone, arancio e mandarino, sono perfetti per un Natale moderno e sostenibile in quanto, tolti gli addobbi, tornano a vivere senza problemi. Inoltre, da qualche anno ci sono iniziative che permettono di acquistare un abete vivo per poi riconsegnarlo a gennaio al punto vendita in cambio di un buono dello stesso valore da spendere nel negozio.

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