Politica

Da Bossi a Salvini: la Lega torna l’incubo del Cavaliere

Silvio Berlusconi prova a minimizzare sulle frizioni di queste ore ma la lite con il segretario del Carroccio accende una miccia concreta che rischia di portare al divorzio politico già prima di Natale

Da Umberto Bossi a Matteo Salvini, la storia si ripete e, sulla strada di Palazzo Chigi, per Silvio Berlusconi c’è di nuovo da risolvere la “patata bollente” della Lega. Un patto difficile, un accordo da sancire ma soprattutto da mantenere poi in caso di possibile (o probabile, stando ai sondaggi) affermazione alle urne. Una data ufficiale sul voto ancora non era in agenda ma dopo la decisione di Forza Italia di votare contro l’iter veloce per la legge Molteni che cancella lo sconto di pena per i reati gravissimi come ad esempio lo stupro, Salvini annuncia di voler sospendere ogni trattativa con Forza Italia e si riaffaccia lo spettro di quei “tira e molla” di vecchia memoria quando al timone del Carroccio c’era il “Senatur” Bossi. Salvini non fa giri di parole e mette in discussione anche l’idea di tenere un vertice prima di Natale, è il messaggio più eloquente alla leadership del Cavaliere, che il segretario della Lega non gradisce in alcun modo. Salvini vuole fare il Premier e la strategia politico pluripresenzialista di Berlusconi inizia ad essere d’intralcio ai piani dell’europarlamentare.

ACQUA SUL FUOCO. Il caso Salvini è una minaccia che, all’apparenza, non preoccupa troppo (per ora) Silvio Berlusconi. L’ex premier ridimensiona spiegando che “i capricci” del leader della Lega sono “sopravvalutati”, ma l’inquilino di Arcore ha troppa esperienza per sottovalutare un problema politico che c’è, esiste ed è talmente macroscopico che lo vedrebbero anche da un satellite nello Spazio. Se a dividere nell’immediato i partiti del centrodestra è la presa di posizione sul ddl per la certezza della pena, il vero nodo è rappresentato dalle strategie post elettorali. Approfittando della presentazione (ormai diventata una vera e propria tradizione) dell’ultimo libro di Bruno Vespa in cui ha esordito (salvo poi chiarire che era una battuta) dicendo che «Forse Mussolini non era un dittatore», il Cavaliere fa capire di voler essere lui il punto di riferimento del centrodestra.

L’IPOTESI GENTILONI BIS. Non farà poi per nulla piacere a Salvini aver sentito dire al Cavaliere che non disdegnerebbe un Gentiloni bis se nessuno conquisterà la maggioranza alle urne. Berlusconi si affanna a smentire non solo di voler una riedizione delle larghe intese ma si dice convinto che in questa competizione l’avversario sia rappresentato dal Movimento Cinque Stelle e non dal Pd. I numeri non mentono mai e delineano uno scenario politico che, in qualsiasi caso, non assegnerà una maggioranza di Governo a nessuno e presumibilmente potrà mettere d’accordo solo Forza Italia e Pd. E a quel punto non è difficile immaginare cosa farà la Lega. O forse è più semplice ipotizzare cosa Salvini stia cominciando ad avere in mente di fare sino da questo momento. Sarà divorzio natalizio? Le premesse ci sono tutte, con buona pace di Giorgia Meloni.

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