Italia

Gioco d’azzardo: i risparmi degli italiani nelle casse dello Stato

La ludopatia brucia ogni anno risparmi e futuro di milioni di italiani nell'ipocrisia delle istituzioni dello Stato

“Gioca responsabile”. Verrebbe da sorridere se non fosse la frase che compare spesso in tantissime pubblicità lanciate dalle più importanti sigle del gioco d’azzardo operanti in Italia e dalla stessa Amministrazione Autonoma dei monopoli di stato. Come se bastassero queste due paroline magiche per attivare nella coscienza di ciascuno gli anticorpi necessari ad evitare che il gioco d’azzardo diventi una malattia. Gioca responsabile, bevi responsabile, fuma responsabile, due parole per sentirsi con la coscienza a posto mentre si lucra su fenomeni potenzialmente devastanti per la vita di un individuo e, nel frattempo, in maniera ipocrita, si vieta ad esempio il consumo della cannabis. È una delle tante contraddizioni in cui si dibatte lo Stato italiano che incassa enormi risorse dai suoi monopoli, come quello sul gioco d’azzardo, senza però mettere in campo delle misure realmente efficaci per prevenire, prima ancora che curare, la degenerazione di fenomeni come la ludopatia, l’alcolismo o il tabagismo.

I TENTACOLI DEL GIOCO. Un fenomeno capillare e pervasivo. È il quadro sconfortante che esce fuori dalla recente iniziativa del Gruppo Espresso che ha realizzato un sito online capace di mappare, comune per comune, la spesa pro capite dei cittadini che giocano d’azzardo ed il numero di slot-machine presenti sul territorio. Si pensi che ogni slot dislocata nel nostro paese, in un anno, può arrivare ad incassare una media di 120 mila euro. La ludopatia è un virus silenzioso che ti si attacca al cuore e continua a stringere fino a fartelo esplodere. Si inizia così, per gioco, quasi senza rendersene conto. Una giocata, due, poi tre, fino a perdere il senso della misura ed il contatto con la realtà, fino a galleggiare in un universo parallelo, sbiadito e confuso, un incubo a occhi aperti. Che sia davanti alle luci lampeggianti di una macchina o seduti ad un tavolo verde, intere generazioni rischiano di bruciarsi il futuro tra la musichetta stonata delle slot ed il rumore sordo delle fiches gettate sul tavolo. Un business che frutta allo stato miliardi di euro, dieci quelli incassati nel solo 2016, due in più dell’anno precedente. I più colpiti sembrano essere paradossalmente i giovani ed i giovanissimi, categorie più vulnerabili e fragili nel tessuto sociale. Il fenomeno risulta essere pericolosissimo quando chi ne è vittima porta sulle spalle la responsabilità degli equilibri familiari che ne possono uscire irrimediabilmente compromessi.

MEZZI DI CONTRASTO. Nonostante si potrebbe e si dovrebbe fare molto di più per la prevenzione ed il contrasto alla ludopatia, alcuni interventi normativi sono stati adottati dallo Stato italiano. La cosiddetta Legge Balduzzi, ad esempio, ha proibito l’apertura di nuove case da gioco vicino a luoghi sensibili come le scuole, un vincolo importante che può certamente incidere sulla diminuzione futura del numero di case da gioco operanti sul territorio nazionale. A questo proposito, è stata data facoltà agli enti locali di applicare in maniera estensiva il concetto di “luogo sensibile” includendo, ad esempio, anche i centri storici in alcuni casi. È chiaro, tuttavia, che la principale risposta debba arrivare attraverso strumenti culturali e sociali. Il protagonismo del terzo settore come supporto prezioso alle misure adottate dalle istituzioni è cruciale nella prevenzione e nel contrasto alla ludopatia. Questa è una battaglia che bisognerebbe combattere partendo dalle scuole. Soltanto con un intervento educativo incisivo sarà possibile recidere i tentacoli del gioco d’azzardo così fermamente avvolti sulla penisola italiana.

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