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Diventerà bellissima? La rivoluzione dei beni culturali in Sicilia è già iniziata

Dagli straordinari dei dipendenti regionali all'acquisto del Castello di Schisò: il neo assessore ai Beni Culturali e all'Identità Siciliana Vittorio Sgarbi alle prese con i primi nodi da risolvere

La rivoluzione dei beni culturali in Sicilia è iniziata con il nuovo governo regionale guidato da Nello Musumeci a capo della sua lista “Diventerà bellissima” e già si intravedono parecchi ostacoli lungo la strada del neoassessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Vittorio Sgarbi. In primis il problema del pagamento degli straordinari ai dipendenti regionali che hanno garantito l’apertura dei siti archeologici durante il periodo natalizio e che hanno l’esigenza che questa problematica, che ciclicamente si ripropone, venga affrontata una volta per tutte. È inconcepibile che in un’isola ove i beni archeologici incassano decine di milioni di euro all’anno non si riesca a garantire un’adeguata manutenzione e a pagare gli stipendi dei custodi. È pur vero che non tutti i siti garantiscono analoghi introiti ma certamente si potrebbe anche adottare un’adeguata redistribuzione del personale.

I NODI DEL CAMBIAMENTO. Un’altra grana per il noto critico d’arte è rappresentata dal reperimento delle somme necessarie per procedere all’acquisizione del Castello di Schisò, di proprietà della famiglia Paladino e di recente acquistato all’asta dal gruppo del noto imprenditore alberghiero Gardonese Chincherini per una somma di circa un milione e seicentomila ritenuta inadeguata dagli ex proprietari. Sempre nel comprensorio un’altra “patata bollente” per il titolare dei beni culturali in Sicilia è rappresentato dalla vicenda concernente l’annunciato progetto di ristrutturazione ed ampliamento dell’hotel San Domenico di Taormina. In questa vicenda uno dei problemi più scottanti è costituito dalla ricollocazione dei dipendenti della nota struttura ricettiva, fiore all’occhiello dell’hotellerie isolana.

DALL’ASSESSORATO AL MINISTERO. Sgarbi ha fra l’altro annunciato di volere procedere alla ricostruzione del tempio G di Selinunte, il quarto a livello mondiale per dimensioni dopo il Didimaion di Mileto, l’Artemision di Efeso e il tempio di Zeus ad Agrigento. A Selinunte gli studiosi non potendo attribuire con certezza i templi all’una o all’altra divinità decisero di utilizzare le lettere dell’alfabeto. Certamente il tempio più grande era attribuibile a Zeus Re degli Dei. Non è la prima volta che si parla di ricomporre l’antico tempio crollato, così come buona parte delle strutture di Selinunte a seguito di un terremoto. Con lo scioglimento delle Camere che con ogni probabilità verrà attuata da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei prossimi giorni “si riaprono i giochi” poiché questo è il giorno in cui ufficialmente si dà il via alla campagna elettorale. In questo contesto è coinvolto lo stesso Sgarbi che non fa “mistero di ambire al Ministero”. D’altro canto chi meglio di lui può rappresentare la “Cultura italiana nel mondo” diventando ambasciatore del più importante patrimonio artistico e culturale mondiale?

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