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Donne e diritti. La campionessa di scacchi Anna Muzychuk rinuncia all’Arabia Saudita

L’ucraina detentrice del titolo mondiale, non andrà ai Campionati di Riad: «Non voglio giocare in un Paese dove la donna non è considerata pari agli uomini»

Per lei la partita è finita prima di cominciare. Anna Muzychuk, la campionessa mondiale di scacchi, ha deciso di non partecipare al Rapid and Blitz Chess Championship di Riad, in Arabia Saudita, «Per non giocare secondo le regole altrui, non indossare un velo, non essere scortata in giro e non sentirmi una sottospecie umana». La campionessa ucraina non vuole sottostare alle e ferree regole che vigono nel regno del Principe Mohammed bin Salman e che impongono alle donne islamiche di indossare l’abaya, la tradizionale veste scura lunga fino ai piedi. Ma la sua non una presa di posizione anti Islam ma piuttosto la convinzione democratica sull’uguaglianza di genere: «Non voglio giocare in un Paese dove la donna non è considerata pari agli uomini».

ADDIO AL TITOLO. Una decisione che le costerà cara. Anna Muzychuk è disposta a perdere il titolo mondiale, che detiene per le discipline rapid e blitz, vinto esattamente un anno fa a Doha. Tanto più se si considera che per ospitare i giochi la monarchia ha messo sul piatto due milioni di dollari, un montepremi quattro volte più alto di quello che la Federazione mondiale degli scacchi mette in palio ogni anno. «In cinque giorni avrei guadagnato più che in una dozzina di eventi combinati. Tutto ciò è seccante, ma la cosa più triste è che a nessuno sembra davvero importare». C’è amarezza nelle parole di Anna, ma anche la determinazione di non voler rinunciare ai propri principi.

SCACCO MATTO. Certo, non è la prima volta che una giocatrice boicotta una manifestazione di questo livello: anche la campionessa statunitense Nazi Paikidze, nata in Russia e oggi residente negli Stati Uniti, non partecipò ai Campionati mondiali femminili di scacchi dello scorso marzo a Teheran, in Iran, a causa dell’obbligo di indossare il hijab anche in gara. Ma in Arabia Saudita il principe ereditario Mohammed bin Salman ha mostrato la volontà di “alleggerire” il carico di restrizioni in vigore per le donne, dall’abolizione del divieto di guida per le donne alla libertà annunciate di poter assistere a eventi sportivi allo stadio o di poter entrare in un cinema. In questo contesto, la mossa della campionessa mondiale Anna Muzychuk viene vista come scacco al Re. O, meglio, al Principe

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