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Le 10 cose che ricorderemo del 2017

Come ogni anno che ci lasciamo alle spalle arriva il momento di tirare le prime somme e stilare i primi bilanci, cosa ricorderemo del 2017?

I colori cremisi dell’alba del primo gennaio 2018 sono ancora in fondo agli occhi di chi ha avuto la fortuna di ammirarli. Un altro anno è già alle nostre spalle, tra botti e spumante abbiamo salutato l’arrivo del 2018 rivolgendo al cielo tempestato di stelle i nostri migliori auspici affinché si possa vivere 365 giorni di passioni, sogni e obiettivi raggiunti. Ma le prime ore del nuovo anno sono spesso dedicate anche ai ricordi, ricordi di emozioni, di persone, di eventi che hanno inciso, direttamente o indirettamente, una traccia nella nostra vita. Ricordi di traguardi raggiunti o mancati, di amori finiti o soltanto sognati, ricordi che sfilano come un carosello di fronte al nostro sguardo rapito da immagini e suoni ancora vividi nei nostri cuori. Vogliamo dunque ripercorrerlo insieme a voi, i nostri lettori, questo 2017 appena trascorso.

LA PRESIDENZA TRUMP. Donald J. Trump ha assunto ufficialmente la sua carica di 45° presidente degli Stati Uniti D’America il 20 gennaio del 2017. Lo ha fatto al termine di una delle campagne elettorali più scadenti in termini di contenuti degli ultimi decenni, combattuta a colpi di scandali e fake news da lui e da Hillary Clinton. Lo ha fatto ribaltando un pronostico che sembrava già scritto da mesi, conquistando gli stati chiave ha vinto pur totalizzando una percentuali di voti assoluti inferiore rispetto a quelli della rivale. La vittoria di Trump ha rappresentato il ritorno di un’America profonda spaventata dal “melting pot”, desiderosa di non perdere il proprio scettro di principale potenza mondiale a favore di Cina e Russia, un’America composta da tante paure e da troppi pregiudizi. Lo ha certamente aiutato una rivale che ha fatto di tutto per buttarsi la zappa sui piedi ed apparire il ben poco fulgido esempio di un establishment corrotto ed imbolsito. Cosa può rappresentare per il mondo la presidenza di Trump lo abbiamo visto nei primi 12 mesi di governo, una politica estera incendiaria che ha acuito le tensioni internazionali, specialmente con la Corea del Nord e ha isolato sempre di più l’America sullo scacchiere internazionale. Tutto l’opposto della saggia diplomazia di Putin che continua ad accreditare la sua Russia come vera regina del quadro geo-politico mondiale. Sul piano interno, invece, briglie sciolte ad un neo-liberismo d’assalto che minaccia di smantellare fino alle fondamenta quel minimo welfare state che Obama aveva provato a costruire. Se il buongiorno si vede dal mattino…

BREXIT. Molti di noi avranno conservato nei propri ricordi la sicumera dell’ex premier inglese David Cameron ed il suo ampio sorriso quando affermava che col referendum sulla Brexit si sarebbero definitivamente sopite tutte le velleità secessioniste della Gran Bretagna rispetto all’UE. Detto/fatto. Il 29 marzo scorso sono iniziati ufficialmente i negoziati per l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione con David Cameron definitivamente fuori dalla politica britannica che conta dopo aver perso quel referendum che pensava di vincere a mani basse. Poco importa se gli inglesi stiano o meno riconsiderando la propria scelta, con i se e con i ma non si fa la storia.

L’ITALIA SENZA MONDIALI DI CALCIO. “Tragedia, catastrofe, apocalisse”. I termini per definire l’uscita dell’Italia dal mondiale che si giocherà in Russia quest’anno si sono sprecati sia prima che dopo la partita decisiva giocata contro la Svezia. Un esito infausto che ha fatto rotolare via la testa di Tavecchio come presidente della FIGC e ha fatto parlare molti di un sistema calcio italiano completamente da rifondare. In realtà, al netto dei milioni persi per la mancata qualificazione e di una poca valorizzazione dei nostri vivai, il nostro calcio ha ripreso vigore in Europa come dimostrano i risultati della Juventus e l’avanzamento del nostro paese nel ranking FIFA degli ultimi anni. Rimane l’amarezza per non aver centrato un obiettivo alla portata ma stracciarsi le vesti rimane un’inutile autocommiserazione. Bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a correre.

LA COREA DEL NORD E IL NUCLEARE. Kim Jong-Un. Per tanti un’accozzaglia bislacca di lettere, per i conoscitori degli affari internazionali il nome del leader della Corea Del Nord. Dall’aspetto pingue ed apparentemente innocuo, Kim è uno dei dittatori più sanguinari del globo e nel 2017 è riuscito ad accreditare il proprio paese come una potenza nucleare dopo decine di test missilistici che hanno alzato la tensione specialmente con l’America di Trump.

LA TRAGEDIA DI RIGOPIANO. L’inferno di ghiaccio dell’hotel rigopiano rimarrà un ricordo indelebile nell’immaginario di tanti italiani. Rappresentazione plastica di una burocrazia ingessata, disattenta, connivente e poco attrezzata a reagire in tempi brevi in un settore, quello delle emergenze, dove anche pochi minuti sottratti all’incessante scorrere dell’orologio possono risultare decisivi. Sotto la tomba di neve creata da una potente slavina il 18 gennaio 2017 sull’Appennino centrale sono rimaste sepolte 40 persone, 29 di queste hanno poi perso la vita. La più grande tragedia di questo tipo in Europa dal 1999 ed in Italia dal 1916. Le vittime del rigopiano ci portano ad interrogarci, per gli anni a venire, sulla necessità di rendere il nostro sistema emergenziale più pronto ed efficace e sull’importanza di formare una burocrazia competente, imparziale e snella.

KEVIN SPACEY E LO SCANDALO MOLESTIE. Il 2017 sarà anche ricordato per l’enorme terremoto mediatico che ha travolto il mondo dello spettacolo. Decine di personaggi del grande schermo hanno denunciato le presunte molestie sessuali subite da registi, produttori e addetti ai lavori in diverse circostanze. Tra i casi più eclatanti quello che ha colpito l’attore statunitense Kevin Spacey, star di House of Cards e vincitore di due oscar e di un golden globe. Spacey ha dimostrato negli ultimi 20 anni di essere un gigante della recitazione, a parere di scrive uno dei più bravi attori del mondo. Nessuno come lui è riuscito a rimanere in equilibrio sul filo sottile che divide realtà e finzione. Ogni personaggio che ha interpretato, specialmente il presidente Frank Underwood gli si è appiccicato addosso come una seconda pelle, una maschera naturale che ha incantato milioni di telespettatori. Il rischio che la sua carriera sia al capolinea lascia un po’ di amarezza sulla bocca di tanti e conferma l’adagio secondo cui più geniali sono le menti umane più sono le ombre che si nascondono nei loro recessi.

BIOTESTAMENTO. Un anno all’insegna dei diritti quello appena trascorso per tanti italiani. Dopo anni di lotte, infatti, il parlamento del Bel Paese ha licenziato la normativa sul “Biotestamento” colmando un vuoto normativo che anche diversi inquilini del quirinale avevano negli anni chiesto di definire all’organo legislativo. La normativa è stata approvata definitivamente lo scorso dicembre sotto gli occhi commossi di Mina Welby ed Emma Bonino e darà la possibilità di decidere di rinunciare a qualsiasi trattamento sanitario in assenza del consenso del paziente. Sarà inoltre possibile, tramite le cosiddette “disposizioni anticipate di trattamento” autenticate da un pubblico ufficiale, redigere le proprie volontà in merito ai trattamenti sanitari che si desidera vengano applicati qualora le condizioni cliniche impediscano al redattore di intendere o di volere.

EFFETTO MACRON. La primavera francese ha portato all’Europa dei frutti importanti. La vittoria nelle elezioni presidenziali dello scorso maggio ha permesso al giovanissimo Emmanuel Macron di diventare il Presidente della Repubblica Francese. Una vittoria tutt’altro che scontata contro l’insidioso avversario rappresentato da Marine Le Pen. Una vittoria che ha sentenziato il definitivo arresto dell’avanzata dell’ultradestra in Europa, le conseguenze di una sconfitta del giovane leader di “En Marche” sarebbero state estremamente pericolose per un vecchio continente scosso da tentazioni revansciste negli ultimi anni.

LA MORTE DI PAOLO VILLAGGIO. Nel 2017 si è spento a 84 anni Paolo Villaggio, una delle maschere più note della commedia all’italiana degli anni ’70-’90. Villaggio ha rappresentato in maniera sublime e tragicomica l’italiano medio-borghese degli anni del boom economico attraverso il suo personaggio più noto, Fantozzi. Una figura profonda e complessa, quella del più famoso ragioniere italiano, grottesca e allo stesso tempo malinconica, mediocre e inetta, travolta dal destino. Villaggio rimarrà il simbolo di una stagione per certi versi irripetibile della commedia all’italiana.

IL MILAN DI BERLUSCONI. 29 trofei conquistati in 30 anni. Sono questi i numeri irripetibili di uno dei cicli calcistici più vincenti della storia. La presidenza rossonera di Silvio Berlusconi si è conclusa lo scorso aprile dopo la travagliata vicenda della trattativa con la cordata cinese guidata dal nuovo presidente del Milan Li Yonghong. Berlusconi lascia un club che è ancora il terzo più titolato al mondo, nonostante gli ultimi 6-7 anni di quasi totale anonimato sportivo, e da cui sono passati campioni del calibro di Van Basten, Maldini, Baresi, Kakà, Ševčenko, Weah.

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