Italia

È morto Ferdinando Imposimato storico giudice e personaggio politico italiano

Una vita e una carriera da magistrato dedicata alla lotta contro la mafia ed il terrorismo, recentemente era stato insignito della presidenza onoraria della Corte di Cassazione

Il 2018 si apre in maniera amara per chi ha amato l’importante figura storica di Ferdinando Imposimato, il popolare magistrato si è infatti spento nella mattinata di ieri dopo due giorni di ricovero al Policlinico Gemelli di Roma. Imposimato ha vissuto la sua vita all’insegna dell’impegno civico, durante i suoi anni di servizio come magistrato si è occupato con coraggio di casi spinosi come il rapimento di Aldo Moro, l’attentato a Papa Giovanni Paolo II e gli omicidi dei magistrati Brachelet, Palma e Tartaglione. Profondo anche l’impegno politico dell’ex magistrato, più volte parlamentare tra le fila della sinistra come indipendente. Durante la sua vita ha ricevuto riconoscimenti importanti come la presidenza onoraria della corte di Cassazione, la nomina a Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e la nomina a “simbolo della giustizia” da parte dell’ONU.

UN INFATICABILE AVVERSARIO DELLA CRIMINALITÀ. In un contesto, come quello italiano, dove i fenomeni del voto di scambio, della corruzione e della connivenza politico-mafiosa sono drammaticamente attuali, si vedano ad esempio i recenti servizi televisivi sull’inquinamento del voto siciliano, l’imponente figura del giudice Imposimato giganteggia come fulgido esempio di legalità ed impegno civico. La sua carriera da magistrato inizia nel lontano 1964 e viene chiamato, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, ad occuparsi di eventi delicatissimi come il rapimento di Aldo Moro avvenuto nel 1978, l’omicidio del giudice Brachelet avvenuto nel 1980 e l’attentato a Giovanni Paolo II del 1981. Vive da protagonista le vicende degli anni di piombo riuscendo a coniugare con sottile equilibrio le prerogative assegnate dalla legislazione speciale alla tutela dei diritti civili. Il suo impegno si estende alla lotta contro la criminalità organizzata di stampo mafioso. È lui che istruisce il caso di Michele Sindona, enigmatica figura di quel periodo morta in circostanze enigmatiche in carcere dopo l’arresto. Ferdinando Imposimato è stato poi protagonista di un intenso impegno internazionale. Per le Nazioni Unite ha formato generazioni di giudici sudamericani alla lotta al traffico internazionale di droga. Sempre in America Latina si occupa della tutela dei diritti umani. A cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 si dedica alla politica partecipando a ben tre legislature tra le fila del PCI. In anni recenti si è molto avvicinato alle posizioni del M5S pur non aderendovi mai. Ha riconosciuto al Movimento fondato da Grillo il merito di aver scosso una politica ingessata e lontana dal bene comune e il merito di essersi occupato di questioni politiche controverse. Imposimato ha anche sposato la causa del movimento No-Vax definendo incostituzionale il decreto Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie. Nel 2015, il Movimento 5 stelle lo aveva coerentemente votato per la presidenza della Repubblica prima dell’elezione di Mattarella. Imposimato è stato anche un prolifico scrittore, autore di ben 13 libri diversi scritti durante il corso della sua esistenza.

UN MESSAGGIO ANCORA ATTUALE. In un breve messaggio apparso sulla propria pagina Facebook della durata di circa 4 minuti è forse sintetizzato il nocciolo del pensiero dell’ex magistrato. Imposimato ha sempre insistito sull’importanza della solidarietà, vero valore fondante delle nostre comunità. Una solidarietà politica economica e sociale che deve estrinsecarsi in particolar modo verso le fasce più fragili della popolazione. Al tema della solidarietà si collega quello dell’equità sociale da raggiungere attraverso una più equa redistribuzione delle risorse economiche ed attraverso la lotta ai privilegi della casta, tema che lo ha molto avvicinato alla politica del M5S. Secondo Imposimato una delle battaglie più importanti per il prossimo futuro è quella per il lavoro. L’accesso al mondo del lavoro per tanti disoccupati e tanti giovani era ed è ancora una priorità assoluta. E infine la difesa dei principi fondamentali della Costituzione del ’48 che lo ha visto in prima linea nel referendum costituzionale del 2016 per il fronte del “NO”.

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