Italia

Foto dei figli sui social? Scatta la multa fino a 10mila euro

Un’ordinanza del Tribunale di Roma ha deciso di tutelare un minorenne dalla madre che postava le sue immagini sul web. È la prima volta che in Italia viene stabilita, oltre che la rimozione del materiale foto e video, anche una sanzione per il genitore

La prima volta di Giulia sugli sci. Il saggio di danza di Federica. Francesco che spegne le candeline. Momenti unici che ogni genitore vuole condividere con amici e parenti. Ma se per farlo si utilizzano i social network? Cari mamme e papà fate attenzione potreste incorrere in una multa. Non è la prima volta che i giudici condannano i genitori a rimuovere dal web le immagini dei figli minorenni, ma adesso, se la decisione non verrà rispettata, saranno costretti a versare una somma di denaro in favore dei figli “danneggiati”.

LA SENTENZA. Tutto parte dal caso di un sedicenne che ha chiesto tutela contro la madre che postava le sue foto sui social. Il Tribunale di Roma, il 23 dicembre 2017, ha condannato il genitore a togliere dalla rete tutte le notizie, dati, immagini e video relativi al figlio pena una sanzione di 10mila euro. Dietro alla condanna, le lamentele del ragazzo, che più di una volta aveva chiesto alla madre di non pubblicare sui social post sulla loro storia famigliare e sulla causa di separazione dal padre. Dettagli che, a parere del giovane, lo hanno messo a disagio, tanto da chiedere al giudice di potersi trasferire in America per proseguire gli studi e «rifarsi una vita». È la prima volta che in Italia viene stabilita, oltre che la rimozione del materiale foto e video, anche una multa per il genitore. Un’ordinanza che detta un principio di diritto forte a tutela dei minori, nel solco di numerose pronunce che negli ultimi anni hanno costretto i genitori a disattivare i profili Facebook aperti a nome dei figli o a rimuoverne le fotografie pubblicate nelle proprie pagine social. Tanto che le disposizioni che regolano la gestione pubblica dell’immagine dei minori da qualche anno sono entrate anche nelle condizioni dei ricorsi per separazione consensuale e di divorzio.

I PRECEDENTI. Soltanto qualche mese fa, precisamente a settembre, era toccato al tribunale di Mantova esprimersi sull’argomento: il giudice aveva stabilito che i genitori possono postare solo se c’è il consenso di entrambi. Nel caso specifico, un papà di due bimbi aveva presentato ricorso contro la ex moglie chiedendo al giudice di rivedere le condizioni regolanti i rapporti genitori-figli per «supposti gravi comportamenti diseducativi posti in essere dalla madre». Tra cui spiccava proprio l’abitudine di postare le foto dei bambini sui social. Mentre a Brescia il Tribunale ha disposto il divieto per i genitori non solo di pubblicare le foto della figlia minore su blog e social, ma anche di usarne le immagini per il profilo WhatsApp. Già nel 2014 la Cassazione, con la sentenza 37596, aveva definito i social come luoghi aperti al pubblico, potenzialmente pregiudizievoli per i minori che potrebbero essere avvicinati da malintenzionati. Numerosi sono i casi che negli ultimi anni hanno visto proprio i tribunali intervenire in tutela dei più piccoli, richiamando i genitori al dovere di tutelarli anche e soprattutto sul web.

COSA DICE LA LEGGE. La legge italiana d’altronde parla chiarissimo. L’articolo 96 della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) prevede che il ritratto di una persona non possa essere esposto o riprodotto senza il suo consenso, salvo eccezioni. Anche la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 7 dicembre 2000, salvaguardano i diritti della persona. Ma se ad essere esposti sono proprio i minori? Carta costituzionale a parte, che agli artt. 2 e 31 (comma II) sancisce che la Repubblica Italiana protegge l’infanzia e la gioventù, la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176, all’art.16 stabilisce che in tutti gli atti relativi ai minori, l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente. E i figli non fanno eccezione, anzi. Gli articoli 147 e 357 del Codice civile impongono ai genitori la cura e l’educazione dei figli, di cui fa parte anche la corretta gestione della loro immagine pubblica e la tutela dalla sovraesposizione sui social. Ed infine, anche il Garante per la Privacy ed il relativo codice ci viene in soccorso per la tutela della riservatezza dei minori. Il Garante ha assunto una posizione netta: ha dichiarato che la tutela del minore immortalato in una foto, deve essere rispettata non solo nei casi di un suo coinvolgimento in fatti di cronaca, ma in qualunque ambito della vita quotidiana. E ciò vale per le testate giornalistiche, ma anche per i genitori.

I PERICOLI DEL WEB. La sentenza del Tribunale di Roma va nella giusta direzione. Ma non basta. Molto spesso i genitori sono incapaci di riconoscere i pericoli della rete. È sempre più frequente, soprattutto su Facebook, leggere post che parlano dei figli raccontandone le gesta, a volte con aneddoti simpatici, altre volte in modo un po’ mieloso. Ma al cuore di mamma e di papà non si comanda, quindi certi slanci di condivisione possono essere comprensibili. Spesso, però, il post è accompagnato dalla foto dei figli in posa al primo giorno di scuola, mentre giocano a calcio, mentre fanno una corsa in bicicletta. Per quanto si possa restringere il campo degli “amici” sui social ed impostare le dovute misure per la protezione della privacy, vi è comunque la possibilità per “gli altri” di salvare le foto e condividerle. Questo comporta che i volti dei bambini ritratti nelle foto in qualche modo girano in rete. Al momento non vi è alcun divieto di postare le foto di minorenni, ma è bene utilizzare alcuni accorgimenti come quello di pixelare o oscurare i volti. I rischi in ogni caso restano alti, le foto dei vostri figli potrebbero finire nelle mani sbagliate.

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