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EuroHPC: la commissione Europea insieme agli stati membri investirà circa un miliardo di euro in super-computer

Ambizioso l’obiettivo che si pongono le istituzioni comunitarie nell’ambito digitale, colmare il gap con le altre potenze globali nel campo dell’elaborazione dei dati per acquisire un ruolo di primo piano nel settore

L’Unione Europea non è sempre matrigna, spesso si presenta con il suo volto più benevolo per chi ha occhi per vederlo e non porta nel cuore pregiudizi di stampo nazionalistico o populistico. Le istituzioni europee investono infatti ingenti quantità di denaro in progetti dall’indubbio valore sociale e formativo come l’Erasmus+, probabilmente il programma comunitario in assoluto meglio riuscito, che sta formando intere generazioni ai valori dell’integrazione europea quali il rispetto delle differenze e l’inclusione sociale per tutte le categorie di cittadini. Un’iniziativa altrettanto valida riguarda il campo cibernetico e digitale dove l’UE intende colmare il gap con i competitor e rendersi indipendente nella raccolta e nell’elaborazione dei dati.

UN MILIARDO DI BUONE RAGIONI. 486 milioni di euro nel triennio 2018-2020 più altrettanti soldi che saranno versati dagli stati e dai privati che aderiscono al progetto EuroHPC, queste le cifre dell’investimento. EuroHPC rappresenta un acronimo che identificherà un’impresa Europea avente lo stesso nome e la cui proprietà sarà detenuta da tutti i partner in base alle quote versate. L’impresa avrà il compito di investire nello sviluppo di nuovi super-computer che permettano una migliore raccolta ed elaborazione di dati inerenti ai più svariati ambiti, dalla sanità alle energie rinnovabili con ricadute estremamente positive sulla competitività generale nei suddetti settori e nella protezione dei dati sensibili, come i segreti d’impresa, a questi riferiti. Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato in proposito: «I supercomputer sono il motore per alimentare l’economia digitale. La concorrenza è accanita e oggi l’UE sta rimanendo indietro: nessuno dei nostri supercomputer figura nella classifica mondiale dei primi dieci. L’iniziativa EuroHPC mira a dotare, entro il 2020, i ricercatori e gli imprenditori europei di capacità a livello mondiale in questo settore, al fine di sviluppare tecnologie come l’intelligenza artificiale e creare le applicazioni quotidiane del futuro, ad esempio nei settori della sanità, della sicurezza o dell’ingegneria». Se volessimo citare più nello specifico i vantaggi che comporterebbe la creazione di questa infrastruttura digitale basti pensare alle possibilità di prevenzione di calamità naturali che sarebbe di molto potenziata o la riduzione del ciclo di produzione di nuove automobili che passerebbe da 60 a 24 mesi nonché una maggiore protezione dei dati sensibili alla sicurezza continentale e dei singoli stati membri.

L’IMPEGNO DELL’UE NEL SETTORE. L’iniziativa EuroHPC non rappresenta un progetto isolato. L’Unione Europea si stava già muovendo nel settore e nel 2012 ha fatto partire il programma denominato “The European Cloud Initiative”. Si tratta in sostanza della creazione di una gigantesca nuvola digitale denominata “European Open Science Cloud (EOSC)” in cui milioni di ricercatori in ambito scientifico e tecnologico possono condividere in maniera sicura dati utili alle proprie ricerche. È possibile affermare che l’iniziativa EuroHPC sia un follow-up di questo ambizioso progetto iniziato nel 2012 e finanziato con ben 6.7 miliardi di euro.

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