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«Perché Sanremo è Sanremo»: una lunga storia cominciata nel 1951

Tutto è cominciato il 29 gennaio di 67 anni fa nel salone delle feste del Casinò di Sanremo. Nessuna scala da scendere e poco spettacolo. Solo musica, venti canzoni in gara e una vincitrice: Nilla Pizzi con “Grazie dei fiori”

Sono cambiati i tempi, i costumi, le mode. È cambiato il secolo e anche il millennio. È cambiata la politica, l’economia, il linguaggio. Sono cambiati i papi, i valori e le valute. Le case, le automobili e le città. È cambiata l’Italia e anche gli italiani. Ma il Festival di Sanremo è rimasto lì. Alcuni di questi cambiamenti li ha subiti, altri anticipati. È stato criticato e osannato. Ma nonostante tutto ha accompagnato 68 anni della nostra storia. Perché Sanremo è Sanremo. Tutto è cominciato lunedì 29 gennaio 1951 dal Salone delle feste del Casinò di Sanremo. Una edizione lontana dalla “spettacolarità” a cui siamo abituati oggi. Nessuna scala da scendere, niente “farfalline” e spacchi vertiginosi, zero satira. Solo musica. Venti canzoni in gara e tre interpreti.

LA PRIMA EDIZIONE. «Signori e signore, benvenuti al Casinò di Sanremo per un’eccezionale serata organizzata dalla Rai, una serata della canzone con l’orchestra di Cinico Angelini. Premieremo, tra duecentoquaranta composizioni inviate da altrettanti autori italiani, la più bella canzone dell’anno.» Così, alle 22 di lunedì 29 gennaio 1951, la radio diffonde la voce del presentatore Nunzio Filogamo che annuncia l’inizio della prima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. Poi la gara cominciò. A rompere il ghiaccio furono le sorelle Dina e Delfina Fasano, ovvero il Duo Fasano, con la prima canzone della storia del Festival di Sanremo “Sorrentinella”. L’idea di una gara di canzoni da svolgersi al Casinò di Sanremo venne all’allora gestore di quest’ultimo Pier Busseti, dietro suggerimento di Amilcare Rambaldi, fioraio e consulente del Comune di Sanremo. L’organizzazione della manifestazione ed il suo svolgimento non avevano niente a che fare con il grande evento degli anni successivi. I cantanti si esibivano sul palco mentre il pubblico era sistemato in una platea con tavolini tra i quali giravano i camerieri occupati a portare le consumazioni, in stile café-chantant. La formula è ridotta. Le serate sono tre e alla finale vengono ammesse dieci canzoni votate dalla giuria, formata da sette persone, tra le venti presentate nelle prime due serate. Ad interpretarle sono solo quattro artisti: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. A vincere questa prima edizione è “Grazie dei fiori” cantata da Nilla Pizzi e composta dal maestro Saverio Seracini. L’edizione non ebbe particolare risonanza mediatica, tanto che i quotidiani dell’epoca dedicarono poche righe all’evento nelle pagine di cronaca. Ma anche la prima edizione non fu esente da polemiche a causa dell’esclusione della canzone “Ho pianto una volta sola” di Olivieri e Pinchi.

67 ANNI DI MUSICA E NON SOLO. Polemiche che sono continuate a piovere sul Festival fino alla scorsa edizione, la numero 67, che ha visto l’esclusione di “big” del calibro di Al Bano, Ron e Gigi d’Alessio. Polemiche che hanno portato ad una revisione del regolamento. Nella 68esima edizione che prenderà il via 6 febbraio, esattamente fra otto giorni, sotto la direzione artistica di Claudio Baglioni, vengono abolite le eliminazioni per i Campioni: tutti i partecipanti accedono alla serata finale. Ma polemiche a parte in mezzo ci sono 67 anni di storia della canzone italiana. Sul palco del Casinò di Sanremo, e dal 1977 in avanti del Teatro Ariston, sono saliti i grandi della musica italiana. Alcuni il festival l’hanno vinto, altri no. Alcuni erano già famosi, altri lo sono diventati in seguito. Le loro canzoni hanno raccontato l’Italia: amori e passioni, illusioni e speranze. Ieri come oggi. La narrazione sociale del Festival della canzone italiana è coincisa con quella della televisione. Il primo Festival che venne trasmesso dalla Rai in Eurovisione fu quello del 1955 condotto da Armando Pizzo e Maria Teresa Ruta. In quegli anni la gente si riuniva nelle case, nei bar, nei cinema, dove si trovavano i primi e pochi televisori, per vedere i loro cantanti preferiti: Claudio Villa, Domenico Modugno, Jhonny Dorelli, Tony Dallara, Teddy Reno. Il Festival era uno degli eventi più attesi dell’anno. Ed ancora dopo, almeno fino ai primi anni Novanta, ci si riuniva per vedere il Festival insieme e scambiare opinioni tra una canzone e l’altra. Visione collettiva che oggi è stata sostituita dai commenti sui social dei protagonisti, dei look e delle canzoni in gara.

FESTIVAL DI SANREMO 2018. La 68esima edizione del Festival di Sanremo andrà in scena dal 6 al 10 febbraio. Cinque prime serate, in onda su Rai 1 e in Eurovisione, in cui si sfidano i big per la gara tradizionale e giovani cantanti per la sezione Nuove Proposte. Dopo gli ultimi tre anni firmati da Carlo Conti, la Rai ha deciso di affidare a Claudio Baglioni sia la direzione artistica che la conduzione della storica kermesse. Ad affiancare Claudio Baglioni su palco dell’Ariston ci saranno Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. In questa edizione non ci saranno eliminazioni. Tutti i cantanti in gara, sia big che giovani, si esibiranno fino all’ultima serata, come un vero e proprio concorso, per poi stilare la classifica finale. Al posto della serata cover, invece, ci saranno i duetti. Finora sono soltanto due i nomi degli ospiti italiani ufficiali, Laura Pausini e Biagio Antonacci, attesi per la prima serata. Fra i big internazionali che calcheranno quest’anno il palco dell’Ariston, invece, al momento sono confermati i nomi di James Taylor e Sting.

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