Cultura

L’enigma esoterico di Rosslyn Chapel

Tappa nella Scozia medioevale tra storia bretone, celtica, cristiana e massonica

Tornando al legame storico tra i St. Clair e i Templari, cercheremo di condurre in brevi tratti l’excursus. Venezia, 1300: Carlo, Antonio e Nicolò Zeno. Il primo fu soprannominato “il leone di Venezia” dopo aver respinto un attacco genovese del 1380. Gli altri due, costeggiando le coste settentrionali della Scozia, furono spinti da una tempesta verso le isole Fær Øer. Soccorsi dal capo villaggio Zichmi e diventati ammiragli della flotta di quest’ultimo, gli ex naufraghi nel 1394 mapparono la Groenlandia. Ecco, quindi, il Principe Henry St. Clair, nel 1398, organizzare con Antonio Zeno una spedizione con dodici vascelli e duecento uomini. Circa cento anni prima del più noto Cristoforo Colombo, toccarono le coste delle Shetland, di Terranova (Newfoundland) e di quella che prese, appunto, il nome di Nova Scotia. Il Principe svernò con gli indiani Mi’kmaq ai quali insegnò la pesca con le reti (da lui la leggenda del “god Glooscap”). Da lì, ripartirono per le coste dell’attuale Massachusetts. I loro viaggi sono narrati nei diari del 1558 da un quadrisnipote di Antonio Zeno. Ad avvalorare la tesi del viaggio, le raffigurazioni di corno indiano e piante di mais (scolpite nella Cappella), la tomba a Prospect Hill (Westford) di Sir James Gunn of Clyth, databile ai tempi della spedizione, e il relitto veneziano di Cape Briton Island (Louisbourg).

IL LEGAME TEMPLARE. Cosa c’entrano i Templari con la spedizione nelle Americhe? Dopo la morte di Baldovino IV, sovrano cristiano di Gerusalemme, avvenuta nel 1118, nacque un ordine a protezione dei pellegrini in Terra Santa e, poiché questo aveva sede nei pressi delle ex scuderie del Tempio di Re Salomone, presero il nome di “Order of the Poor Soldiers of Christ and the Temple of Solomon”. Ai cavalieri del Tempio era legato anche le Prieuré de Sion, al quale era affidato il compito di collocare i tesori nascosti dai soldati dell’imperatore Tito. Con l’ausilio delle ricchezze accumulate, l’ordine fu l’inventore del primo “international banking”, eseguendo prestiti ad alti prelati, re e principi dell’Europa occidentale, e divenendo così una minaccia per i potenti, messi di fatto “sotto scacco”. Filippo il Bello e Papa Clemente, il 13 ottobre 1302, invitarono a un banchetto il Gran Maestro Jacques de Molay per farlo, con l’inganno, prigioniero. Iniziò quindi l’epoca delle persecuzioni. Rieccoci, quindi, a Henry St. Clair che, in veste di templare, intraprese la spedizione per collocare un tesoro da lui custodito. L’ipotesi di un legame viene rinsaldata dal matrimonio tra Katherine St. Clair e Huges de Payn (Gran Maestro dal 1118 al 1136) e dall’appartenenza di molti discendenti al Priorato di Sion. La Scozia e il Portogallo, entrambi avversi al Papa, divennero le prime mete nelle quali i Templari si diressero. La Cappella scampò anche a un incendio, probabilmente risparmiata su volere di Cromwell stesso, forse massone anch’egli.

LA LEGGENDA. La Rosslyn Chapel è, però, depositaria di misteri ben più grandi: la Colonna dell’Apprendista è legata al racconto secondo il quale questa è da attribuirsi a un allievo del maestro scalpellino. Progettata dallo stesso William St. Clair, costituiva un’ardua prova per il maestro data la complessità dell’opera stessa. Secondo le cronache, quest’ultimo si recò quindi a Roma per istruirsi in merito alla realizzazione ma, nel mentre, l’apprendista, seguendo le indicazioni apparsegli in sogno, riuscì nella realizzazione. Al ritorno dal viaggio, il maestro, ammirando il pregevole lavoro realizzato e accecato dall’ira, uccise l’allievo colpendolo con il maglio. Quindi, ne realizzò una anch’egli, ma non all’altezza della prima. La leggenda, narrata nel 1774 da Dr. Forbes in “An account of the Chapel of Rosslyn”, ricalca quella del vestibolo del tempio di Salomone con le colonne Boaz e Jachin. La colonna, inoltre, presenta il tema degli otto draghi di Neifelheim che reggono la base dell’Yggdrasil, l’albero cosmico di frassino che, secondo la mitologia scandinava, tiene uniti inferno, terra e paradiso. Il casato dei St. Clair ha, infatti, origini nordiche: i Vichinghi norvegesi, guidati da Hrôlfr, meglio noto come Rollone, stanziati in Normandia e Gran Bretagna, saccheggiarono la Valle di Tal. Il trattato di pace stipulato con Carlo il Semplice prende il nome di St. Claire-sur-Epte. In tempi moderni, esami sono stati eseguiti sulla colonna e, a circa metà del fusto, è stato rilevato un oggetto simile a uno scrigno di piombo contenente una coppa: le prime congetture hanno fatto subito pensare al Graal ma non sono state rilasciate le opportune autorizzazioni per indagini più approfondite.

MA LA LOCALITÀ DELL’ENTROTERRA NON È SOLO MISTERO. Rosslyn, dal celtico “Ross” (promontorio roccioso) e “Lynn” (cascata), costituisce un magnifico panorama nella valle di North Esk. Moltissimi autori, poeti e artisti hanno tratto spunto da questi paesaggi: Sir Walter Scott per “The Lay of The Last Minstrel”, David Macbeth Moir in “Delta” o William Turner per gli acquarelli. A celebrare la Cappella di Rosslyn e il suo meraviglioso interno giunsero, nei primi dell’ ‘800, David Roberts e Sam Swarbreck. Dorothy Wordsworth, in visita il 17 settembre 1803, descrisse l’architettura come “exquisitely beautiful”. Infine, il 14 settembre del 1842, persino la Regina Vittoria giunse in visita al sito. Recentemente, più di £13 milioni sono stati stanziati per provvedere a un migliore stato di conservazione delle sculture, della volta, delle vetrate e per un adeguato controllo dell’oscillazione delle temperature. Rosslyn è molto più di un semplice luogo esoterico e, sicuramente, per diversi decenni ancora continuerà a incuriosire appassionati e studiosi di tutto il mondo.

Pagina precedente 1 2
Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi