Italia

Gli oracoli della finanza e l’inutilità del market timing

Con la Mifid 2 più tutela per gli investitori, ma la minaccia più grossa resta la "cattiva informazione"

Dal primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore la Mifid2, la nuova normativa europea che disciplina i servizi di investimento e che introduce regole sempre più stringenti verso una maggiore tutela degli investitori. L’obiettivo principale è quello di controbilanciare la naturale asimmetria informativa che si frappone tra intermediario e cliente, tramite l’introduzione di specifiche norme volte a garantire il massimo livello di trasparenza. Su questo solco, si è ritenuto di centrale importanza eliminare quella cortina fumogena, spesso artatamente creata dagli intermediari, che riguarda i costi dei prodotti finanziari. Tuttavia, senza nulla voler togliere all’importanza delle misure anzidette, è necessario considerare un ulteriore e ben più importante costo a carico dei risparmiatori, non adeguatamente percepito e direttamente connesso a quello che potremmo definire il “fattore culturale”. L’ovvio riferimento è ai nefasti effetti della scarsa o, ancor peggio, cattiva informazione, molto pericolosa poiché determina false convinzioni e conseguenti comportamenti errati.

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GLI ORACOLI DELLA FINANZA. Nel dettaglio, un esempio di pessima informazione è di certo riconducibile alle performance dei sempreverdi oracoli della finanza che, quotidianamente, formulano previsioni sul futuro andamento dei mercati finanziari, spesso corredate anche da indicazioni operative su specifici prodotti finanziari.
Ciò induce gli investitori ad impiegare i propri quattrini seguendo le tecniche del cosiddetto “market timing”: la ricerca del momento giusto per entrare e uscire dai mercati, nel tentativo di prevederne in anticipo i movimenti. Niente di più dannoso. Come chiaramente dimostrato da ogni osservazione al riguardo (vedasi grafico in basso), l’investitore medio (barra rossa), cercando di battere il mercato, in realtà ne subisce gli effetti ottenendo sistematicamente ritorni nettamente inferiori rispetto a quelli espressi dal mercato medesimo.

È facile immaginare, pertanto, quanto sarebbe utile agli investitori essere informati in merito al fatto che nessuna evidenza statistica ha mai accertato che il richiamato approccio “market timing” abbia mai prodotto alcun risultato positivo, osservabile, rilevante e continuativo. Al contrario, innumerevoli studi di carattere empirico dimostrano ampiamente come l’investimento nei mercati azionari, nel medio/lungo periodo e in presenza di una corretta diversificazione, abbia sempre offerto eccellenti risultati.

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IL FUTURO IMPREVEDIBILE. La verità, dunque, è che il futuro non è prevedibile e non lo è neanche per ciò che riguarda i mercati finanziari, segnatamente nel breve. Aver ben chiaro questo concetto, produrrebbe immediatamente dei grandi benefici alle tasche dei risparmiatori. Si tratta di una verità apparentemente semplice e banale che, seppur tra tanti egregi interventi, sembra essere sfuggita (o quantomeno sottostimata) ai legislatori di Bruxelles. In definitiva, ciò che ci è dato semplicemente sapere è che l’economia, fatti salvi malaugurati scenari apocalittici, continuerà a crescere. Intercettare questa tendenza alla crescita è possibile a condizione che l’investitore possa disporre di un orizzonte temporale adeguatamente ampio per poter mediare quei movimenti di breve, talvolta anche molto violenti, che, con buona pace dei “maghi della finanza”, sono prevedibili soltanto col senno di poi. Concludendo: informazione, pianificazione, diversificazione e come in ogni disciplina, un professionista al fianco che, però, sia iscritto all’albo dei consulenti finanziari e non dei cartomanti.

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Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. È consulente dell’attuale Amministrazione Comunale del Comune di Messina, C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.

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