Politica

Elezioni presidenti di Camera e Senato, l’accordo non c’è

È iniziata la XVIII legislatura, ma si parte senza un accordo sul primo atto. Raffica di schede bianche

Prima fumata nera a Montecitorio e Palazzo Madama. L’inizio della diciottesima legislatura inizia con la mancata elezione dei presidenti di Camera e Senato. È difficile che si riesca ad eleggere i presidenti delle due camere del Parlamento almeno nella giornata di oggi. Una raffica di schede bianche chiude il primo voto per l’elezione dei presidenti. L’accordo tra il Movimento 5 Stelle e la coalizione di centrodestra per spartirsi le presidenze era già saltato ieri durante la riunione dei capigruppo. L’intesa si è infranta sulla candidatura di Paolo Romani di Forza Italia per il Senato.

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IL REBUS. Ma fuori dalle aule le trattative continuano. Dopo che il Movimento 5 Stelle ha mandato a monte la possibile intesa con il centrodestra sui nomi di Roberto Fico alla Camera e Paolo Romani al Senato, perché non vogliono votare il forzista condannato per peculato, Matteo Salvini non considera chiusa la partita è lancia nuovi inviti a Di Maio: «Il M5S sbaglia a porre veti, ma sbaglia anche chi si arrocca su un solo nome: ognuno di noi, in questo momento deve parlare con tutti e mettersi di lato di qualche centimetro, noi della Lega ci siamo messi di lato di un chilometro». Ma Di Maio si rifiuta a sedere al tavolo delle trattative con Berlusconi e precisa: «Un Nazareno bis non lo farò mai, non porterò mai il M5S a fare una cosa del genere». Il Cavaliere, dalla sua, non ha intenzione di mollare: «Come da accordi, Berlusconi e Forza Italia alla terza votazione al Senato confermano l’indicazione di voto del senatore Paolo Romani come candidato della coalizione di centrodestra».

LA PRIMA VOTAZIONE. I presenti e votanti sono stati 620, nessuno si è astenuto. La maggioranza richiesta era di 420 voti. Le schede bianche sono state 592, le nulle 18. Hanno ottenuti due voti Renato Brunetta di Forza Italia, Rossella Muroni e Nico Stumpo di LeU. Un voto per Davide Tripiedi e Alfonso Bonafede del M5s, Davide Ermini del Pd, Maurizio Lupi di Noi con l’Italia. Servirà una nuova votazione. Per il secondo e terzo scrutinio il regolamento abbassa il quorum ai 2/3 dei votanti, contando anche le schede bianche. Nulla di fatto anche al Senato. Hanno annunciato di votare scheda bianca M5s, Forza Italia, Lega, FdI, Pd e Leu. La situazione potrebbe cambiare nella giornata di domani, soprattutto Palazzo Madama, dove al terzo scrutinio il quorum si abbassa, passando dalla maggioranza assoluta dei componenti, quindi almeno 161 voti, alla maggioranza assoluta dei votanti, computando tra i voti anche le schede bianche.

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