Politica

Fico e Casellati i nuovi presidenti di Camera e Senato

Roberto Fico, del Movimento 5 Stelle, è stato eletto presidente della Camera al quarto scrutinio con 422 voti. Maria Elisabetta Alberti Casellati, di Forza Italia, è prima presidente donna del Senato con 240 voti

L’accordo tra Lega e Movimento cinque stelle ha retto: Maria Elisabetta Alberti Casellati, di Forza Italia, è la nuova presidente del Senato e Roberto Fico, del M5S, è il nuovo presidente della Camera. L’elezione della prima presidente donna al Senato è arrivata alla terza votazione con 240 voti. Fico, invece, è stato eletto alla quarta votazione, con 422 voti.

IL DISCORSO DI FICO ALLA CAMERA. «Sono emozionato nel rivolgermi oggi, in quest’Aula, a tutti voi e a tutti i cittadini. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato con un incarico di così alta responsabilità. Onorerò il mio impegno con la massima imparzialità e il massimo rigore», ha dichiarato Roberto Fico nel suo primo discorso alla Camera, accolto sullo scranno da un applauso scrosciante dei 5s. «Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali. Valori che per essere affermati nella nostra Carta costituzionale hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e tante donne nella lotta contro il nazifascismo». Poi un passaggio sugli obiettivi futuri: «Gli squilibri che in questi anni si sono creati, vanno riequilibrati. Per questo, è ora prioritario andare verso il superamento definitivo dei privilegi. Il taglio ai costi della politica dev’essere uno dei principali obiettivi di questa legislatura. Sono profondamente convinto che si debbano e si possano razionalizzare i costi della Camera dei deputati, senza per questo tagliare i costi della democrazia».

IL DISCORSO DI CASELLATI AL SENATO. «Nell’assumere per vostra volontà questo altissimo incarico voglio in primo luogo inviare un riconoscente saluto al Presidente della Repubblica che rappresenta, quale Capo dello Stato, l’unità nazionale. Un saluto va al mio predecessore, il senatore Grasso, che ha saputo presiedere questa Assemblea nel corso di un’intera legislatura conducendo i lavori in momenti di grande rilievo istituzionale non privi di contrasto politico», così Maria Elisabetta Alberti Casellati si rivolge ai senatori. «Il Senato che sono stata chiamata oggi a presiedere e le Istituzioni tutte che definiscono complessivamente la nostra forma costituzionale – continua Casellati – riflettono, in questa legislatura che da ieri ha mosso i primi passi, i cambiamenti profondi di un quadro politico per molti versi inedito, frutto di una precisa volontà del popolo cui spetta, nelle forme e nei limiti costituzionali, la Sovranità. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi, consapevolezza delle difficoltà non disgiunta da ragionevole ottimismo, rispetto reciproco delle forze politiche nel solco delle regole comuni».

L’ACCORDO. Maria Elisabetta Alberta Casellati era il candidato per la presidenza del Senato indicato dal centrodestra dopa la notte di trattative che ha portato la coalizione a un passo dalla rottura. Anche il M5S ha dovuto fare un passo indietro sul nome di Riccardo Fraccaro. L’intesa è raggiunta: sì alla Casellati, ed ecco tornare sulla scena Roberto Fico. Tutti rinunciano a qualcosa per arrivare all’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Ma quello che perde più di tutti è Berlusconi che è costretto a rinunciare al suo braccio di ferro con il M5S: incassa il veto su Romani e non ottiene quel «riconoscimento politico» dell’incontro con il leader Di Maio.

LE REAZIONI. «Habemus Fico» ha scritto su Twitter Beppe Grillo. «Anche questa è una giornata che non dimenticheremo mai» è il messaggio lasciato da Luigi Di Maio su Instagram. «Sono assolutamente felice, emozionato e orgoglioso per il risultato e la compattezza del centrodestra – ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini – Sono orgoglioso che, applicando il buon senso abbiamo offerto all’Italia rapidità, concretezza e due presidenti delle Camere». «La legislatura comincia con Di Maio che annuncia il voto alla candidata di Berlusconi e Salvini. E viceversa» twitta il presidente del Pd Matteo Orfini. «Non partecipiamo a una discussione che ha preso la piega di una spartizione legata a logiche interne della destra e dei Cinqustelle» ha commentato il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, «La legislatura parte male, chi ha vinto non ha dato prova di essere all’altezza».

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