Salute

Lipofilling: il grasso riserva di bellezza e giovinezza

Con le nuove tecniche di microfilling, nanofat e millinanofat si può intervenire per riempire le rughe, le labbra e il seno

Chi l’avrebbe mai detto che il grasso ha dei benefici nascosti? Di solito le donne sono disposte a sottoporsi a qualsiasi tipo di dieta, a massaggi dimagranti e a qualsivoglia diavoleria per sconfiggere i tanto odiati accumuli adiposi. Pochi invece sono a conoscenza di una tecnica chirurgica vecchia più di cento anni ma tornata alla ribalta negli ultimi quindici anni, da quando si è scoperto che le cellule adipose sono ricche di cellule staminali dotate di un potenziale rigenerativo senza eguali. Ecco che allora il grasso, da acerrimo nemico e diventato il miglior amico delle donne.

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LIPOFILLING E NUOVE TECNICHE. Il lipofilling, ovvero il trapianto del proprio tessuto adiposo, è una tecnica chirurgica che prevedeva la lipoaspirazione del tessuto adiposo da una zona donatrice, la centrifugazione del lipoaspirato e il trasferimento del grasso puro ottenuto in una zona ricevente. Il grasso veniva prelevato ed iniettato con sottilissime cannule. Oggi si parla di microfilling, nanofat e millinanofat. Il perfezionamento delle tecniche di prelievo con cannule via via sempre più sottili ha permesso di prelevare la porzione migliore del grasso che non viene più centrifugato ma “filtrato” fino ad ottenere emulsioni oleose ricchissime di cellule staminali che possono essere iniettate con l’ausilio di microcannule ed aghi, come si fa per un qualunque filler a base di acido ialuronico.

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GLI USI. Nel processo di invecchiamento del viso la perdita di volume gioca un ruolo fondamentale tanto che oggi le tecniche più sofisticate di ringiovanimento del volto danno maggior importanza al ripristino dei volumi che a “tirare la pelle”. Il microfilling, in questo caso, viene utilizzato per il riempimento di zone come le guance, gli zigomi, il mento mentre per zone più delicate come il contorno occhi, la regione temporale e le labbra si utilizza il nanofat. Queste depressioni possono essere integrate in modo naturale e sicuro utilizzando il proprio tessuto adiposo piuttosto che ricorrere ai filler. Anche per donare volume e tono ad un seno piccolo e vuoto possiamo trasferire del grasso prelevato lì dove ne abbiamo in abbondanza e dove crea inestetismi (regione trocanterica, addome, fianchi, interno ginocchio). Candidate a questo tipo di intervento sono chiaramente seni di piccolo volume, con ptosi lieve o nulla e cute elastica. Il grande vantaggio di questa metodica risiede nel fatto che in un unico intervento si associa l’eliminazione di un accumulo adiposo e si ridona tono e volume al seno.

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IL TRATTAMENTO. Il lipofilling trova ampio utilizzo anche in campo ricostruttivo: dopo mastectomia, dopo incidenti gravi con perdita di tessuto e con esiti cicatriziali importanti. Trova indicazione per le cicatrici infossate, e gli esiti cicatriziali dell’acne severa grazie alla capacità rigenerativa delle cellule staminali che migliorano il trofismo dei tessuti. Il trattamento viene eseguito ambulatorialmente ed i pazienti possono riprendere le loro abituali attività. Residua un leggero edema, talvolta delle ecchimosi risolvibili in pochi giorni. Una percentuale variabile di questo tessuto adiposo si riassorbe fisiologicamente e quindi il risultato iniziale può disattendere le aspettative del paziente. Ma con il passare del tempo le cellule staminali cominciano il loro lavoro restituendo alla pelle compattezza, tono e luminosità. La metodica è semplice, ben tollerata e ripetibile dopo uno o due anni per ottimizzare i risultati ottenuti.

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I RISULTATI. Lipofilling, microfat e nanofat sono metodiche semplici e sicure che garantiscono un certo grado di stabilità nel tempo. Sebbene una parte del tessuto adiposo trapiantato si riassorbe nei mesi successivi (circa il 30%) e sebbene i meccanismi fisiologici di invecchiamento non possono essere modificati, tuttavia la porzione di tessuto adiposo che attecchisce permane per lungo tempo e la componente stromale e staminale determinano condizioni favorevoli alla produzione di nuovi fibroblasti, nuovi vasi, nuove fibre collagene ed elastiche. La metodica garantisce massima sicurezza in quanto il tessuto adiposo impiantato appartiene alla paziente e quindi non ci possono essere reazioni di intolleranza o rigetto.

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Antonella Gallodoro

Medico Chirurgo specializzata in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Dottorato di Ricerca in traumatologia presso l’Università di Catania. Ha svolto l’attività professionale come Pratician Attachè presso la Divisione di Chirurgie Plastique et Maxillo-faciale del CHU di Grenoble (Fr) , presso il Service de Chirurgie Plastique del Centre Lèon Bèrard di Lyon (Fr) e presso la Divisione di Chirurgia Oncologica dell’Humanitas- Centro Catanese di Oncologia di Catania. Dal 2006 svolge l’attività libero professionale tra Taormina, Acireale e Catania.

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