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Caso molestie: rinviata l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura

La valanga di polemiche partite dal caso Weinstein negli Usa non si ferma, travolgendo persino la Reale Accademia di Svezia che, come non accadeva dalla seconda guerra mondiale, non assegnerà il premio Nobel per la letteratura, rinviandone la nomina all’anno prossimo

Dicono che Alfred Nobel, quando istituì il premio col suo nome, abbia tolto quello per la matematica perché la sua compagna aveva avuto una tresca con un matematico. Dunque lo scandalo molestie permea il premio Nobel fin dalla sua fondazione. Ma ciò che sta accadendo in questi giorni è di una gravità inusitata e, addirittura, ha portato alla non assegnazione dell’alloro per la letteratura. Non accadeva da oltre 70 anni.

IL CASO. Nello specifico, è stato accusato uno dei membri della commissione per l’assegnazione del Nobel per molestie sessuali, nientemeno che nei confronti anche della principessa Vittoria di Svezia. Un duro colpo per l’organizzazione intera, i cui membri sono tra l’altro permanenti. Così bisognava dare un segnale forte, specialmente nel periodo del movimento “Me Too” e dopo la valanga di polemiche che hanno travolto il mondo dello spettacolo dopo il caso Weinstein, il potentissimo produttore hollywoodiano che ha nel corso degli anni abusato di numerose donne. Dopo la sua sono state tagliate altre celebri teste, con accuse infamanti anche nei confronti di attori importantissimi come Kevin Spacey, e anche registi, come Woody Allen e negli ultimi giorni anche Roman Polansky. Per non parlare poi di Dustin Hoffman e Bill Cosby. Insomma, un caso planetario che ha raggiunto anche il nostro paese, con le pesanti accuse rivolte a Fausto Brizzi.

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I PRECEDENTI. Non è la prima volta che il Nobel per la letteratura non viene assegnato. È già accaduto in passato infatti che la nomina sia stata sospesa, ma finora sempre e solo per eventi bellici. Le sospensioni infatti risalgono agli anni delle due guerre mondiali, con la mancata assegnazione nel 1914, 1918, dal 1940 al 1943, con l’intermezzo del 1935, anno di grande crisi internazionale. Questa volta la politica e la guerra però non c’entrano nulla. È in ogni caso importante per tutte le vittime di abusi nel mondo che un’istituzione tanto importante come la Reale Accademia di Svezia abbia deciso di supportare con questa iniziativa il movimento anti molestie che oramai dilaga. E con questa mossa gli svedesi si ridanno anche un tono. È vero infatti che negli ultimi anni il premio, specialmente per quanto riguarda la sezione letteratura e pace, abbia perso grande parte del suo fascino. L’opinabilità del resto di due “scienze” tanto inesatte hanno fatto gridare allo scandalo più di una volta. L’ultimo esempio risale appena all’anno scorso, quando Bob Dylan, quasi snobbando un riconoscimento tanto prestigioso, si attardò a ritirare la medaglia e il compenso ad essa associato irritando non poco la commissione. Ma come dimenticare poi le nomine più controverse degli ultimi anni? Fece discutere non poco il Nobel per la pace ad Obama, capo di un esercito che si insanguina quotidianamente le mani, o quello dato al premier colombiano per una trattativa con le Farc più cinematografica che reale. E poi è impossibile rimuovere il fatto che Donald Trump sia stato candidato per lo stesso alloro al pari di un signore tedesco con dei buffi baffetti, che mise a ferro e fuoco il mondo uccidendo milioni di persone. Insomma, discutibile o no quella della Reale Accademia sembra una scelta sensata che potrà dare sicuramente nuovo slancio all’opera iniziata oltre 110 anni fa dalla sensibilità scientifica di un grande uomo come Alfred Nobel. Ad ogni modo ci sarà un vincitore di questa edizione, ma sarà annunciato l’anno prossimo.

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