Politica

Il governo Lega-M5s s’ha da fare, chiuso il contratto. Adesso si tratta sul premier

Il documento è lungo circa 40 pagine: non c’è l’uscita dall’euro, ma ci sono i vaccini. Restano da sciogliere sei punti caldi. Sulla scelta del premier spuntano i nomi di Bonafede e Carelli

Ancora non c’è il nome del presidente del Consiglio, ma si sarebbe trovata la “quadra” sul contratto di governo. Si è chiuso il tavolo tecnico sul programma del nuovo esecutivo a trazione Lega –M5s. Nel documento 22 punti e poco più di 40 pagine non figurerebbe più la previsione dell’uscita dall’euro o il referendum sulla moneta, ma solo un riferimento alla possibilità di revisione di alcuni trattati. Ci sarebbe invece un capitolo dedicato ai vaccini, anche se i dettagli non sono ancora noti. «Solo sei punti devono essere visionati dai leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio», ha reso noto Rocco Casalino, capo della comunicazione M5s. Ma non è ancora finita, la trattativa potrebbe andare avanti ancora per qualche giorno finché non ci sarà la piena convergenza sul nome del futuro premier.

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IL GOVERNO S’HA DA FARE. «Ora indietro non ci si può tirare. Ora questo Governo s’ha da fare. Ora l’Italia deve cambiare davvero» ha scritto Di Maio sul blog dei 5 Stelle. Ottimismo ostentato anche da Matteo Salvini: «Provano a fermarci – ha scritto su Facebook – coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse». Adesso il prossimo passo sarà consultare la base: «Informo tutti gli iscritti al Movimento, ai sensi dell’articolo 4 comma b dello Statuto del M5s, che nei prossimi giorni saranno chiamati a votare online su questo contratto di governo. La data e l’orario definitivi saranno comunicati non appena avremo il contratto ultimato, e credo che ormai sia questione di ore. Ora indietro non ci si può tirare». Stessa formula, ma con un referendum nelle piazze italiane, sceglie la Lega per sondare il gradimento degli italiani sul contratto di governo.

TOTO PREMIER. I leader di Lega e M5s dovranno adesso superare l’ostacolo finale: la scelta del premier. Di Maio e Salvini si sono entrambi detti pronti a un «passo di lato» per agevolare la nascita di un nuovo governo. «Io mi auguro — ha detto Di Maio — che si possa far parte del governo per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori». L’ipotesi di una staffetta a Palazzo Chigi fra M5s e Lega non è del tutto tramontata, mentre prende quota l’idea di affidare la presidenza del Consiglio a un esponente pentastellato che non sia Di Maio, e il nome più quotato è stato quello di Alfonso Bonafede, avvocato e deputato del M5S al secondo mandato. Ma non è l’unico nome circolato nelle ultime ore, ci sarebbe anche quello si Emilio Carelli, giornalista neoeletto nelle fila del Movimento, gradito anche alla Lega.

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