Cultura

Tour d’addio, anzi no. Quando le rockstar mentono

Dai Rolling Stones a Paul Simon, sono tanti gli artisti che hanno cambiato idea dopo aver annunciato il ritiro dalle scene. In Italia i casi di Elio e le Storie Tese e dei Pooh

Paul Simon, giovedì scorso, cominciando da Vancouver il “farewell tour”, il tour d’addio, subito dopo aver suonato “50 Ways to Leave Your Lover” – una ambigua canzone sulle modalità con cui lasciarsi – ha scherzato: «Ho mentito riguardo al finale. Stavo solo cercando di aumentare i prezzi dei biglietti». Così “Homeward Bound – The Farewell Tour” che avrebbe dovuto chiudere il 22 settembre al Madison Square Garden di New York, molto probabilmente avrà una coda, magari con un giretto in altri continenti. Un po’ come, a casa nostra, hanno fatto Elio e le Storie Tese con un doppio addio inframmezzato da un vago “Arrivedorci” da Sanremo.

LEGGI ANCHE: Eurovision, vince Netta: «La mia sfida ai cliché»

LE BUGIE DELLE ROCKSTAR. Una volta Mick Jagger dichiarò che si sarebbe sentito un idiota a cantare il rock a quarant’anni. Eccolo lì ancora saltellare su un palco urlando “(I can’t get no) Satisfaction”, magari con il defibrillatore nel camerino (non si è mai sicuri a 74 anni). Dovevano dare l’addio al palco con il tour del cinquantenario nel 2014, invece i Rolling Stones sono ancora on the road con il prosieguo del “No filter tour”. Come gli Who, finiti sulla copertina della rivista Rolling Stone nel 1982 con l’annuncio del loro ultimo tour: «L’ultimo, prima di diventare la parodia di noi stessi», spiegava Roger Daltrey. Ma gli Who – gli stessi che negli anni Sessanta cantavano “spero di morire prima di diventare vecchio” – sono ancora in tour, oggi, con “See Me, Feel Me”. Eric Clapton ha fatto la stessa cosa: «Questa è davvero l’ultima volta», diceva nel 2001. «Sono stanco, non riesco più a suonare un assolo senza annoiarmi». E tutti gli abbiamo creduto, e probabilmente lui credeva a quello che diceva. Ma oggi, diciassette anni dopo, ha un tour estivo in Europa. Recidivo, ripete: «È l’ultima volta». Dobbiamo credergli? Gli Aerosmith, dopo essersi avventurati nell’“Aero-Vederci Tour”, hanno poi detto: «Ah, beh, sì, beh. Forse cambiamo idea». In Italia avevamo pensato, dopo due anni di concerti d’addio, di aver chiuso definitivamente il capitolo Pooh, invece abbiamo assistito alla moltiplicazione. Dalla band di “Pensiero” sono scaturite tre carriere da solista: Roby Facchinetti con Riccardo Fogli, Red Canzian e Dodi Battaglia. Dal suo canto, Elton John si è preso tre anni: il “Farewell Yellow Brick Road Tour” partirà l’8 settembre, arriverà in Italia nel 2019 (29 e 30 maggio all’Arena di Verona) e terminerà nel 2021 dopo oltre trecento repliche nei cinque continenti. Più che un tour d’addio, sembra una saga biblica.

Elton John
Elton John (REUTERS/Shannon Stapleton)

IN POCHI MANTENGONO LA PROMESSA. Insomma, sono pochissimi i casi di artisti che hanno mantenuto la promessa di non tornare in scena. I Led Zeppelin, perché la morte del batterista John Bohnam aveva portato via per sempre il ritmo inconfondibile del Dirigibile; i Beatles, ma vai a sapere cosa succederebbe se fossero ancora vivi tutti e quattro; e, da noi, Ivano Fossati, Mina, quest’ultima però relativamente solo ai concerti, e Francesco Guccini, già poco propenso a tour e più attratto dalle osterie e dalle librerie. Randy Newman una volta ha scritto una canzone sulle popstar un po’ datate che si ostinano a rimanere sotto i riflettori. S’intitola “I’m Dead (But I Don’t Know It)” e comincia così: «Non ho più niente da dire, ma lo dirò comunque». Era il 1999 e quella che era sembrata semplice satira si è rivelata un’accurata predizione. Rolling Stones, Paul McCartney, Who, Neil Young, Roger Waters a cent’anni sono ancora in tournée, cantava il dottor Jannacci. Lanciano l’ultimo tour, che cercano di far durare il più possibile. Più onesto Bob Dylan che ha chiamato il suo tour “Never ending”: senza fine.

LEGGI ANCHE: Il ritorno di Brian Wilson. Unica data nazionale in Sicilia

PER SEMPRE GIOVANI. Il tempo sottratto alle famiglie, i problemi fisici, l’urgenza svanita del raccontare, sono tra i motivi che spingono gli artisti all’addio alle scene. Poi l’urlo della gente, il calore del pubblico, le luci che si accendono, l’adrenalina che ti fa volare e gli incassi fanno superare qualsiasi acciacco, compresi quelli più gravi, come il cancro per Ronnie Wood degli Stones, o i malanni alla schiena che costringono Bob Dylan seduto alle tastiere. Brian Wilson dei Beach Boys, atteso in agosto in Sicilia a Taormina, è stato appena operato alla schiena e già conta il prossimo mese di riprendere il tour. D’altronde perché dovrebbero ritirarsi quando i loro dischi rappresentano ancora un evento e quando a far registrare i sold out, a riempire i grandi spazi, sono sempre loro, i nonni o i papà del rock?

Tags

Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.
Close