Cultura

“Bedroom pop”: la new wave dei nativi digitali

Le camere da letto diventano punto di partenza delle carriere di molti giovani artisti nati e cresciuti on line. Un fenomeno che dilaga dalle periferie di Londra a Los Angeles sino alle rive dell'Arno. Il caso Shawn Mendes. Spotify ha dedicato una playlist con migliaia di followers

Per la prima volta nella storia, ascoltiamo musica prodotta da una generazione di artisti che non hanno mai vissuto senza Internet. Ogni artista ormai ha capito come utilizzarlo a proprio vantaggio, ma c’è qualcosa di speciale in questa nuova ondata di giovani creativi, nativi digitali. Tutte le informazioni che potrebbero desiderare sono a portata di mano, possono consumare contenuti da tutto il mondo e possono imparare come fare qualsiasi cosa vogliano fare. E imparano veloci. Nel giro di un paio di anni, i giovani musicisti possono insegnare loro stessi come creare musica, come registrarla, come condividerla e come costruirsi una community di fan. I percorsi tradizionali per una carriera musicale esistono ancora, ma c’è qualcosa di particolarmente avvincente nel trovare il successo dalle proprie camere da letto. Una volta relegati nelle nicchie di Internet, molti di loro stanno iniziando a diventare mainstream, o almeno a mostrare il potenziale. Oltre a mettere su numeri enormi nel mercato dominato dallo streaming, molti cominciano a calcare i palcoscenici, portando i suoni che hanno costruito nelle loro camere da letto alle folle di città che non hanno mai nemmeno visitato.

SUONI LO-FI. La regola del fai-da-te è presente in tutti i generi, ma ci sono alcune caratteristiche condivise tra alcuni dei neofiti in rapida crescita, e il termine “pop da camera” è diventato il modo più semplice per descriverlo. «C’è un certo suono lo-fi, incline alla psichedelia che tocca la maggior parte degli artisti», Spiega John Stein di Spotify a Pigeons&Planes, «ma la cosa vera che collega questi artisti, secondo il mio parere, è che sono creativi e indipendenti mentalmente. Stanno facendo la loro musica da soli: è personale, e sembra fresca e reale per i fan. Per la maggior parte delle persone, la camera da letto è dove puoi essere veramente te stesso… Penso che il termine funzioni bene in tal senso».

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FENOMENO MENDES. Shawn Mendes, che in questi giorni pubblica il nuovo album, è diventato famoso da giovanissimo, a 16 anni, postando centinaia di “Vines”. Cioè quei videini che spopolavano qualche anno fa prima che Instagram inglobasse tutto con l’aggiunta dei video e le stories. Erano video brevissimi, perfetti per diventare virali e poi disperdersi nella nube di Internet, proprio come ogni cosa che ognuno posta ogni giorno. «Non voglio che la mia musica venga ascoltata per qualche mese e poi sparisca» ha detto Shawn. Oggi Mendes è stato inserito tra i 100 personaggi più influenti da Time ed è il fenomeno musicale del momento: il singolo “In My Blood” ha già superato quota 145 milioni di stream e ha debuttato al #1 posto di ITunes in oltre 50 Paesi oltre ad aver raggiunto la Top15 e Top10 nelle classifiche radio Usa, UK e Germania.

BEDROOM POP. John Stein e il team di Show & Editorial di Spotify hanno cominciato a notare l’ascesa del “pop da camera” verso la metà del giugno 2017. Sul finire dello stesso anno, il video di “Pretty Girl” di Clairo – una clip che ha realizzato in 30 minuti nella sua camera da letto, con un budget zero – è diventato virale. «Non so ancora come abbia fatto “Pretty Girl” ad esplodere», commenta Clairo. «Mi aspettavo al massimo 5.000 visualizzazioni!». Il video ha superato le 12 milioni di visualizzazioni, e Clairo ha buone probabilità di diventare una star di successo. Così Spotify ha deciso di creare una playlist con Clairo e alcuni dei suoi contemporanei affini. «Vedere il video di “Pretty Girl!” di Clairo esplodere, e quindi la vera connessione che sembrava avere con gli ascoltatori, ha rafforzato l’idea della playlist», spiega Stein. «Abbiamo provato a pensare a un titolo intelligente per la playlist, alla fine abbiamo deciso di mantenere la semplice definizione di “Bedroom Pop”». Messa on line nel gennaio 2018, in pochi mesi la playlist “Pop da camera” ha raggiunto i centomila followers, con canzoni di artisti come Ron Pope, Yellow Days, MorMor, Gus Dapperton, Banes World, Role Model, Michael Seyer, Still Woozy, Cuco, Roy Blair, Steve Lacy, Kevin Abstract, Rex Orange County , Sales, London O’Connor, No Vacation, Poolside, Magic Poyions, Cosmo Pyke e tantissimi altri.

GIOVANI ALLA CONQUISTA DEL MONDO. Per la maggior parte di questi artisti, fare musica nella propria camera da letto è solo il primo passo, non un’etichetta che vogliono portare con sé per tutta la carriera. Certo, inizia sempre in camera da letto, ma di solito i ragazzini che prendono l’iniziativa di creare, registrare e distribuire musica da casa, sono tipi ambiziosi con obiettivi più alti di quelli che si possono ottenere da una camera da letto. «Ho un rapporto di amore-odio con il termine “pop da camera”», si lamenta Clairo. «Capisco perfettamente da dove viene, ma le persone scrivono e registrano musica nei loro studi casalinghi da anni. Immagino che ciò che rende questa ondata di artisti diversa o speciale sia il fatto che abbiamo creato una comunità tra di noi». Sophie Meiers è una diciottenne che fa musica dalla sua cameretta a Durango, una piccola città nel sud-ovest del Colorado, dalla quale si sta connettendo con persone di tutto il mondo. È una storia che si ripete: se hai il computer, la passione e una connessione Internet, puoi entrare in contatto con altri creativi e creare una base di fan, anche se ti senti bloccato in mezzo al nulla. Sophie sta collezionando milioni di fan online con canzoni che spaziano tra i generi e il suo spirito collaborativo è chiaro dando uno sguardo alla sua pagina di SoundCloud. «Se ascolti la mia discografia noterai che ho molte canzoni che si dividono in un vasto spettro di generi: hip-hop, r&b, elettronica, jazz, indie e altro», dice.

IL CASO BIRTHH. In Italia, Birthh, nome d’arte di Alice Bisi, ventenne toscana, ha composto, arrangiato, prodotto e suonato tutti i brani del suo album di debutto, “Born in the woods”. «Il quinto anno di liceo è stato tosto: ero triste, arrabbiata, volevo dimostrare qualcosa» racconta. «La mattina andavo a scuola, il pomeriggio registravo i provini per non disturbare la mia famiglia e la notte studiavo in silenzio». La fatica è stata ripagata: è arrivato l’apprezzamento di festival internazionali e prestigiosi come SXSW, Eurosonic e Canadian Music Week, e la possibilità di una carriera come autrice. Dalle frondose periferie di Londra alla soleggiata Los Angeles sino alle rive dell’Arno, questi artisti stanno creando alcune delle novità più eccitanti del 2018, e lo stanno facendo insieme, anche se tutto è iniziato in modo solitario, in una camera da letto.

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Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.
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