Politica

Quirinale sotto attacco social: dagli insulti alla solidarietà per Mattarella

#Iostoconmattarella l'hashtag per manifestare il sostegno al Quirinale. Sul fronte opposto gli ultras del mai nato governo Conte invadono i social network di minacce di morte: «Meriti di fare la fine di tuo fratello». E su Facebook il segretario lombardo della Lega propone di rimuovere dagli uffici pubblici la foto di Mattarella

Volente o nolente il discorso di Mattarella al Quirinale sul fallito governo Lega-M5s è destinato a passare alla storia. Il presidente della Repubblica non aveva neanche finito di spiegare le ragioni dietro la sua scelta di non accettare la nomina di Paolo Savona al ministero dell’Economia che i social sono stati letteralmente invasi da insulti e intimidazioni inauditi. Un vasto repertorio di «ti prenderei a» e «meriti di morire come» che ha trovato il suo acme nei post che augurano al Capo dello Stato la stessa sorte del fratello Piersanti, trucidato dalla mafia nel 1980 quando era presidente della Regione Siciliana.

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SOLIDARIETÀ AL PRESIDENTE. L’hashtah #iostoconmattarella è stato ritwittato centinaia di volte. Un’ondata di commenti e parole di solidarietà espresse nei confronti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Mattarella non si è fatto intimidire dalla mafia figuriamoci da quattro fascisti», scrive un utente. «Non sono mai stato così fiero di un Presidente della Repubblica come stasera dopo aver sentito il suo discorso! Grazie Presidente Mattarella» cinguetta un altro. Alla notizia del fallito tentativo di formare un governo gialloverde, i social reagiscono con una valanga di tweet e messaggi di sostegno al Capo dello Stato, con l’hashtag #Mattarella balzato in poche ore in cima ai trending topic di Twitter. In molti traggono un respiro di sollievo dalle parole di Matarella: «Grazie Presidente, per aver difeso il mio posto di lavoro. Grazie per aver difeso la liquidazione che mia madre non ha ancora incassato e la sua pensione. Grazie per aver difeso il futuro di mia figlia». Ma dall’altro lato si sono sprecati le immagini e i meme accompagnati dall’hashtag #nonseiilmiopresidente.

INSULTI E MINACCE DI MORTE. Nei commenti su Facebook ai video con le dichiarazioni del Quirinale vi sono diverse attestazioni di stima ma anche una sfilza di «traditore», «dittatore», «burattino», «camorrista». Parole in libertà che suonano come violente e inaccettabili. Soprattutto quelle che incitano all’aggressione e che minacciano la morte. C’è chi sogna “un accidente in diretta tv” e chi “l’esecuzione”.La messa in stato d’accusa invocata dal Movimento Cinque Stella, Lega e Fratelli d’Italia non hanno fatto altro che incoraggiare i leoni da tastiera. «Ti hanno ammazzato il fratello, non ti basta?», arriva a scrivere qualcuno dietro falso profilo su Facebook. «Peccato che la mafia abbia ucciso suo fratello e non questo golpista», scrive un utente twitter.

VIA LA FOTO DI MATTARELLA. L’ultimo attacco diretto al presidente della Repubblica arriva proprio dalla Lombardia con l’invito a sindaci e amministratori lombardi di togliere le foto di Sergio Mattarella dai loro uffici. «Bocciando Savona come ministro dell’Economia proposto dal presidente del Consiglio incaricato, oggi la democrazia italiana è stata ferita a morte», ha scritto il deputato e segretario della Lega in Lombardia, Paolo Grimoldi su Facebook. «Siamo profondamente preoccupati e indignati – continua Grimoldi – per una decisione di inaudita gravità. La Lega era ed è pronta a governare con i propri ministri per liberare il Paese dalle catene che evidentemente Berlino e Bruxelles hanno messo alle caviglie del nostro Paese. A questo punto chiederemo a tutti gli amministratori della Lega in Lombardia di rimuovere immediatamente dai loro uffici pubblici la foto di Mattarella, che non rappresenta più un garante imparziale dei cittadini».

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