Politica

Caso impeachment Mattarella. Flick: «Il presidente non è un notaio»

Continua l'aggressione al Colle, ma dopo la richiesta di messa in stato d'accusa la società civile si mobilita in difesa del capo dello Stato con raccolta firme, sit-in e flash mob. Anche una voce autorevole come quella del presidente emerito della Corte Costituzionale sostiene l'operato di Mattarella

Agli attacchi politici e minacce sui social si oppone una larga fetta di società civile che sostiene la scelta di Mattarella di opporsi al nome di Savona come ministro dell’Economia facendo saltare il governo Lega-M5s. Ma se insulti e minacce corrono veloci sul web, altrettanto rapida è la campagna #iostoconmattarella, lanciata dall’organizzazione no-profit Progressi ed arrivata nelle piazze. Da Torino a Palermo, da Milano a Roma, Napoli e Bologna, da ieri e per tutta la settimana sono previsti cortei e sit-in. Una voce autorevole a sostegno dell’operato di Mattarella è quella del presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick. «Il presidente della Repubblica non è un notaio delle volontà politiche, ma deve partecipare alla formazione del governo facendo riferimento ai valori costituzionali» ha detto durante la lectio magistralis “Una Costituzione attuale e da attuare” organizzata dall’Istituto ligure per la storia della Resistenza in prefettura a Genova.

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LE DICHIARAZIONI DI FLICK. «Il presidente della Repubblica ha solo esercitato il suo dovere facendo riferimento a precisi valori costituzionali: l’articolo 117 della Costituzione, secondo il quale lo Stato e le regioni, nella loro potestà, rispettano i principi europei e l’ordinamento comunitario e l’articolo 47 che recita: “il compito della Repubblica la tutela del risparmio”. L’unica responsabilità del Presidente della Repubblica può essere per attentato alla Costituzione o per alto tradimento. Mi pare che nell’esercitare un potere-dovere conferito dalla Costituzione con riferimento a precisi parametri di valori costituzionali da tutelare da parte di chi è il garante della Costituzione e rappresenta in questo senso l’unità nazionale, e quindi tutti, non possa esser considerato nemmeno in astratto un attentato alla Costituzione. Nel nostro Paese in troppi pensano di riscrivere la Costituzione senza rileggerla, ma a me sembra che sia scritta in modo abbastanza chiaro. La Costituzione ha un ruolo fondamentale e non può essere né svuotata dall’interno con un referendum né disapplicata o ‘privatizzata’ parlando di contratti di governo o del premier come avvocato del popolo».

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IL FRONTE PRO MATTARELLA. Nelle ultime ore si è costituito un fronte pro Mattarella con iniziative di ogni tipo in tutto il Paese. Un appello lanciato dalla noprofit digitale Progressi ha raggiunto oltre 260mila firme, 14 costituzionalisti si schierano a favore del suo operato, il presidente francese Emmanuel Macron gli riconosce “grande senso di responsabilità e coraggio” nella gestione della crisi. Lo difendono i sindacati come la Cgil. Il Pd lancia la mobilitazione in difesa del presidente: #litaliachiamò. E ancora l’applauso del New York Times: «la lealtà all’euro di Sergio Mattarella – scrive il quotidiano statunitense – ha portato al collasso del nascente governo populista poche ore prima che prendesse il controllo della quarta economia dell’Unione europea». I grandi industriali veneti non nascondono le loro diffidenze verso un governo Lga-M5s, ritenuto impreparato a gestire le sfide economiche che attendono l’Italia e guardano a Cottarelli come ad un traghettatore verso le nuove elezioni. Iniziative a favore del presidente in tante piazze italiane: a Firenze è stato organizzato un flash mob davanti alla Prefettura. Analoga iniziativa a Genova. Sit-in in piazza della Fonderia a Palermo.

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