Politica

Governo, Cottarelli senza lista dei ministri. Cresce l’ipotesi di voto a luglio

A mettere in crisi il premier incaricato sarebbe il crescente pressing dei partiti per un voto a luglio. Nuovo incontro al Colle domani mattina

Tutto rinviato a domani. Il premier incaricato, Carlo Cottarelli, ha lasciato il Quirinale per fare rientro alla Camera dopo un incontro di circa un’ora e mezza con il presidente della Repubblica Mattarella. La lista dei ministri non è ancora definita. «Il presidente incaricato Carlo Cottarelli ha avvisato il capo dello Stato della situazione. I due si rivedranno domani mattina. Non sono autorizzato a dirvi altro», ha spiegato il consigliere per la Comunicazione del Quirinale, Giovanni Grasso. Cottarelli non è uscito passando dal salone del Loggione dove è allestita la sala stampa per le dichiarazioni ai giornalisti.

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IL VOTO A LUGLIO. A mettere in crisi il premier incaricato Cottarelli sarebbe il crescente pressing dei partiti per un voto a luglio. La data indicata è il 29 luglio. In questo caso non avrebbe senso formare un nuovo governo: a traghettare il Paese verso le elezioni potrebbe essere il governo in carica con Gentiloni premier. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da più parti si levano le voci a favore di un ritorno al voto il prima possibile. A parlare apertamente del “voto estivo” è il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci: «Se c’è l’accordo si può fare». Per il capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio: «era più responsabile far partire il governo, ma siamo pronti ad andare al voto a luglio». A chiedere un ritorno alle urne anche Forza Italia: «Ora bisogna ridare la parola al popolo sovrano, riportando Fi nel cammino di un centrodestra unito, riproponendo il nostro programma già validato dagli elettori», ha detto Anna Maria Bernini. «Siamo pronti a votare subito – ha affermato il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio -e vi manderemo ancora una volta a casa».

TOTOMINISTRI. Cottarelli avrà 24 ore in più per mettere a punto la lista dei ministri. Secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi torneranno i tecnici. All’Economia sembra in pole position Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi di Milano. L‘elenco dei ministri comprenderebbe anche il giurista Alessandro Pajno, presidente del Consiglio di Stato, Paola Severino, rettore della Luiss e già ministro della Giustizia nel governo Monti, Francesco Paolo Tronca, già commissario straordinario del Comune di Roma dopo il crollo della giunta Marino, Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina e Anna Maria Tarantola, ex presidente Rai, Enrico Giovannini, già ministro del Lavoro per il governo Letta.

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