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Tutti gli uomini di Conte. Da Salvini e Di Maio agli outsider del governo che oggi giura

Presentata da Conte e approvata da Mattarella ecco la lista dei ministri del governo Lega-M5s: Salvini all’Interno, Di Maio al Lavoro. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio è Giancarlo Giorgetti. Tria va all’Economia, casella inizialmente destinata a Savona che viene spostato al Ministero Affari Ue

Un premier “tecnico”. Due vicepremier che sono i leader dei partiti che hanno sottoscritto il “contratto” di governo. Diciotto ministri: cinque donne, sette grillini, cinque leghisti, sei tecnici. È nato dopo quasi tre mesi di trattative, veti, colloqui il governo Lega – Movimento Cinque Stelle guidato da Giuseppe Conte.

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GIUSEPPE CONTE, PREMIER. Nato a Volturara Appula, in provincia di Foggia, laureato in Giurisprudenza nel 1988, docente di Diritto Privato all’università di Firenze e alla Luiss, ha 53 anni. È avvocato civilista, patrocinante in Cassazione, oltre a essere condirettore della collana Laterza dedicata ai “Maestri del diritto” e componente della commissione cultura di Confindustria. È anche componente del comitato scientifico della Fondazione italiana del notariato e di varie associazioni scientifiche e che nel ruolo di membro laico del Csm della giustizia amministrativa ha presieduto fra le altre la commissione speciale del Consiglio di Stato che ha destituito Francesco Bellomo, il consigliere finito nella bufera per le avances sessuali alle allieve dei corsi per aspiranti magistrati. Giuseppe Conte è stato, inoltre, il legale nella complessa vicenda sul caso stamina della famiglia di Sofia, bambina con una grave malattia neurodegenerativa non curabile.

MATTEO SALVINI, VICEPREMIER E INTERNO. Classe 1973, Senatore ed eurodeputato, dal dicembre 2013 è segretario federale della Lega Nord, partito al quale si è iscritto nel 1990. Giornalista professionista, lavora al quotidiano leghista La Padania e a Radio Padania Libera. Inizia da consigliere comunale a Milano con il leghista Marco Formentini. A Palazzo Marino rimarrà per 19 anni. Per anni chiede l’indipendenza della Lombardia e del Nord dal resto dell’Italia, anche con pesanti slogan contro il Sud, salvo poi nel 2014 fondare nel Centro e Sud Italia Noi con Salvini. Nemico dell’immigrazione clandestina invoca «mandiamoli via dall’Italia, difendiamo i nostri confini».

LUIGI DI MAIO, VICEPREMIER E LAVORO. Trentadue anni, è stato il più giovane vicepresidente di Montecitorio nominato nel 2013, alla sua prima legislatura. Dal settembre 2017 è capo politico del Movimento 5 Stelle. Chissà se il giovane ragazzo di Pomigliano D’Arco poteva immaginare una simile brillante carriera quando a nemmeno ventun’anni decise di fondare nel suo paese natale il primo Meetup del Movimento di Beppe Grillo. A Di Maio sono bastati appena sei anni di battaglie per arrivare a Palazzo Chigi come vicepresidente del Consiglio e insieme guida di un dicastero creato su misura, il cosiddetto «Supermise», ovvero la somma del dicastero dello Sviluppo economico con quello del Lavoro.

GIANCARLO GIORGETTI, SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO (LEGA). Classe 1966, originario della provincia di Varese, è un leghista della prima ora. Approdato alla Camera nel 1996, nelle due legislature con il centrodestra al governo, ha ricoperto il ruolo strategico di presidente della commissione Bilancio, forte della sua laurea in Economia conseguita alla Bocconi. Per lui quindi si tratta di un esordio al governo, fatta eccezione per una brevissima parentesi di dieci giorni del giugno 2001 come sottosegretario alle Infrastrutture. Da ricordare poi la sua esperienza in una delle due commissioni di saggi a cui nella primavera del 2013 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affidò una sorta di incarico esplorativo, per porre le basi politico-programmatiche sulle quali sarebbe poi nato il governo di larghe intese guidato da Enrico Letta.

PAOLO SAVONA, AFFARI EUROPEI (TECNICO). È il nome sul quale si era infranto il primo tentativo di un governo Conte. Ottantadue anni, economista con un passato in politica. Dopo la laurea in Economia e commercio nel 1961 entro alla Banca d’Italia ricoprendo anche il ruolo di direttore. Si specializza in economia monetaria ed econometria presso il Massachusetts Institute of Technology ed inizia la sua carriera accademica all’Università di Cagliari. È stato direttore generale di Confindustria e ha ricoperto vari incarichi nei consigli di amministrazione di alcune delle più grandi e importanti società italiane, pubbliche e private: per esempio è stato presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, di Impregilo, di Gemina, degli Aeroporti di Roma e del Consorzio Venezia Nuova. Tra il 1993 e il 1994 fu ministro dell’Industria, del commercio e dell’artigianato durante il governo tecnico di Ciampi. Più di dieci anni dopo, tra 2005 e 2006, fu a capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della presidenza del Consiglio dei ministri e Coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona durante il governo Berlusconi.

GIOVANNI TRIA, ECONOMIA (TECNICO). Critico nei confronti dell’euro ma europeista. Favorevole alla flat tax da finanziare anche con l’aumento dell’Iva ma scettico sul reddito di cittadinanza. Sono alcuni dei tratti di Giovanni Tria, il ministro dell’Economia nel governo gialloverde. Romano, 69 anni, una laurea in giurisprudenza, è preside della prestigiosa facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata di Roma. Dal 2010 al 2016, è stato presidente della Scuola nazionale della pubblica amministrazione, che seleziona e forma i dirigenti pubblici, e delegato del governo italiano nel board dei direttori dell’Ilo, l’agenzia delle Nazioni Unite sul lavoro. È stato consigliere dell’ex ministro di Forza Italia, Renato Brunetta, fa parte del comitato scientifico di Magna Carta, e nel 2013 è stato chiamato da Giorgio Napolitano per studiare le riforme istituzionali.

ENZO MOAVERO MILANESI, ESTERI (TECNICO). Sessantatré anni, docente di diritto comunitario e avvocato. Già giudice di primo grado presso la Corte di giustizia dell’Unione europea e collaboratore della Commissione europea, Moavero Milanesi è stato Ministro per gli Affari Europei nel governo Letta, dopo aver ricoperto il medesimo ruolo nel precedente governo Monti. Anche l’ultimo premier, Paolo Gentiloni, aveva voluto dargli un incarico, quello della gestione della gara per l’Agenzia del farmaco. Discendente della famiglia Bocconi, Enzo Moavero Milanesi è originario di Cavenago D’Adda in provincia di Lodi. Dopo una laurea presa alla Sapienza si specializza al College de France di Bruges in diritto comunitario e poi quella in diritto internazionale alla University of Texas, a Dallas.

GIULIA BONGIORNO, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (LEGA). Palermitana, 52 anni, è al primo incarico a Palazzo Chigi. Per due volte, invece, è stata eletta a Montecitorio: nel 2006 nelle liste di Alleanza nazionale, e nel 2008 in quelle del Pdl. Presidente della commissione Giustizia ai tempi del duro scontro tra Silvio Berlusconi (che di lei diceva: «Questa toglietemela di torno») e Gianfranco Fini. In questa legislatura è stata eletta invece con la Lega di Matteo Salvini. Avvocato penalista divenuto noto alle cronache per aver affiancato appena 27enne l’avvocato Franco Coppi nella difesa di Giulio Andreotti dalle accuse per mafia. Tra i suoi clienti più noti c’è stato Raffaele Sollecito, l’ex compagno di Amanda Knox, difeso da lei, assolto per l’omicidio di Meredith Kercher. Assieme a Michelle Hunziker ha fondato Doppia difesa: un’associazione a tutela delle donne che subiscono violenza. E si è battuta in prima linea per la legge contro lo stalking.

ALFONSO BONAFEDE, GIUSTIZIA (M5S). Siciliano di nascita, toscano d’adozione. Avvocato civilista, nato a Mazara del Vallo nel 1976, ma dal 1995 abita a Firenze dove si è laureato in Giurisprudenza e dove è rimasto collaboratore come cultore di Diritto Privato. Eletto alla camera dei Deputanti nel 2013 con i Cinque Stelle, nell’ultima tornata elettorale è stato rieletto alla Camera e presentato da Di Maio come Ministro della Giustizia dell’eventuale governo del M5S. È uno dei parlamentari più fidati e vicini al capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, tanto da essere soprannominato per questo il “mister Wolf” a 5 Stelle. Ha fatto parte del direttorio politico M5s nella scorsa legislatura e, una volta, sciolto l’organismo, ha seguito le complicate vicende del Campidoglio fungendo da interfaccia sia con i parlamentari sia con Beppe Grillo e Davide Casaleggio.

ELISABETTA TRENTA, DIFESA (M5S). Nata a Roma nel 1967, docente universitaria ed esperta di sicurezza e intelligence, capitano della riserva selezionata dell’esercito, milita nei Cinque Stelle del 2013. Laureata nel 1994 alla Sapienza di Roma in Scienze Politiche con indirizzo economico, ha conseguito due master, uno in International Development alla Stoa – Scuola di Management, l’altro in Intelligence and Security all’Università di Malta Link Campus. Tra l’ottobre 2005 e luglio 2006 è stata consigliere politico della Farnesina in Iraq, mentre nel 2009 per cinque mesi è stata richiamata in servizio come capitano della riserva internazionale nell’ambito della missione Unifil in Libano. Dal maggio 2016 al giugno 2017 ha collaborato con il Cemiss – Centro Militare di Studi Strategici, come ricercatrice in materia di relazioni internazionali, sicurezza e difesa. Analista nei temi della difesa e della sicurezza, attualmente è vice direttore del Master in Intelligence and Security della Università Link Campus e docente nel master di Cooperazione internazionale e sui Fondi Strutturali.

GIAN MARCO CENTINAIO, POLITICHE AGRICOLE (LEGA). Quarantasette anni, di Pavia, è l’uomo scelto da Matteo Salvini per guidare il ministero dell’Agricoltura. La sua prima tessera con la Lega Nord risale a inizio degli anni Novanta, a soli 19 anni. Laureato in Scienze politiche, nella sua città ha fatto le sue prime esperienze politiche, come consigliere comunale, assessore alla Cultura e vicesindaco. Senatore alla seconda legislatura è dal luglio 2014 capogruppo a Palazzo Madama. Amico personale di Salvini dai tempi dei Giovani Padani, ha partecipato attivamente ai lavori del tavolo tecnico che ha redatto il “contratto” del governo del cambiamento M5s-Lega.

DANILO TONINELLI, INFRASTRUTTURE (M5S). Capogruppo dei Cinque Stelle al Senato, è nato in provincia di Cremona nel 1974. Parlamentare al secondo mandato, nella precedente legislatura è stato membro della Giunta per il regolamento, e l’uomo chiave dei Cinque Stelle in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, di cui è stato vicepresidente. dal 1999 al 2001 è ufficiale di complemento dell’Arma dei Carabinieri a Torino, poi ispettore tecnico assicurativo a Bergamo e Brescia, passa alla carriera politica aderendo al Movimento 5 Stelle: attivista dal 2009 fonda il gruppo cremasco. Prima di approdare in Parlamento nel 2013 si era già candidato due volte nella sua regione senza essere eletto: alle regionali della Lombardia nel 2010 come consigliere per la Provincia di Cremona, ed alle amministrative 2012 come consigliere comunale a Crema.

MARCO BUSSETTI, ISTRUZIONE (TECNICO). Cinquantasei anni, è l’attuale responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia. Ha un passato da dirigente scolastico, insegnate e allenatore di basket. Ha ricoperto diversi incarichi di insegnamento presso l’Università degli Studi di Milano, per il Master Universitario Sport Management, Marketing and Sociology; all’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano; presso l’Università di Varese. Come si evince dal curriculum, reperibile on line sul sito del Miur, ha conseguito con 110 e lode la laurea specialistica in scienze motorie presso l’Università Cattolica di Milano. Ha un diploma Universitario preso presso l’Isef statale di Milano e detiene un titolo polivalente di specializzazione per soggetti portatori di handicap.

ALBERTO BONISOLI, BENI CULTURALI E TURISMO (TECNICO). Classe 1961, è un esperto nel settore dell’alta formazione e del design. Attualmente a capo della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, istituzione privata presente in 80 paesi che dal 1980 si occupa in Italia di moda, grafica e design, e presidente della rete delle Scuole di Moda. Dal 2013 guida la Piattaforma Sistema Formativo Moda. Tra le varie collaborazioni accademiche c’è quella con la Bocconi, dove ha insegnato a lungo Innovation Management.

GIULIA GRILLO, SALUTE (M5S). Quarantatré anni, medico anatomopatoloco, è attualmente capogruppo alla Camera del M5s. Nata a Catania il 30 maggio del 1975, laureata in medicina e chirurgia con specializzazione in medicina legale, è un’attivista della prima ora del Movimento Cinque Stelle. Si candida senza successo alle regionali del 2008 in Sicilia con la lista «Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente». Eletta alle politiche del 2013, diventa successivamente vicecapogruppo e capogruppo alla Camera e capogruppo del M5s e nella commissione Affari Sociali.

RICCARDO FRACCARO, RAPPORTI CON IL PARLAMENTO E DEMOCRAZIA DIRETTA (M5S). Nato nel 1981 a Montebelluna, in provincia di Treviso, Fraccaro si sposta in Trentino dove si è laureato in diritto internazionale dell’ambiente. Nel 2010 inizia a militare nei Cinque Stelle fondando il primo Meet up del capoluogo trentino. Nel 2013 entra a Montecitorio, unico deputato M5s eletto in Trentino. Per il Movimento diventa anche portavoce del gruppo e segretario dell’ufficio di presidenza.

BARBARA LEZZI, MINISTRO PER IL SUD (M5S). Pugliese, classe 1972, diplomata all’istituto tecnico per periti aziendali di Lecce. Nel 2013 viene eletta senatrice per i Cinque Stelle. Nella scorsa legislatura è stata vicepresidente della Commissione bilancio e membro della Politiche europee. Fin da subito si ritaglia un ruolo di spicco tra la truppa cinquestelle sbarcata in Parlamento: dopo la caduta del divieto di partecipare alle trasmissioni tv viene scelta per partecipare ai dibattiti nei salotti televisivi e poi inviata come prima pentastellata a partecipare al Forum Ambrosetti di Cernobbio.

LORENZO FONTANA, FAMIGLIA E DISABILITÀ (LEGA). Nato a Verona nel 1980, dipendente dell’Ente Fiera, laureato in Scienze politiche e in Storia della civiltà cristiana, dopo essere stato consigliere comunale di Verona, nel 2009 Fontana è stato eletto per la prima volta al Parlamento Europeo, diventando capodelegazione del gruppo della Lega. Da sempre a stretto contatto con Matteo Salvini, che lo ritiene il suo “stratega” politico, nel febbraio 2016 Fontana è stato nominato vicesegretario della Lega. Dal 29 marzo è uno dei quattro vicepresidenti della Camera.

ERIKA STEFANI, AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE (LEGA). Nata a Valdagno (Vicenza) nel 1971, è un avvocato. Prima di approdare in Parlamento, ha fatto una lunga carriera a livello amministrativo e territoriale. Iscritta alla Lega nel 2009 si presenta alle elezioni comunali del suo paese di residenza, Trissino, e viene eletta vicesindaco e assessore all’Urbanistica e all’edilizia privata. La svolta politica è arrivata però solo nel 2013, quando è stata eletta senatrice con la coalizione di centrodestra alle politiche. Durante la legislatura, è stata vicepresidente del gruppo Ln-Aut, membro della Giunta delle elezioni e elle immunità parlamentari, componente della commissione Giustizia. Inoltre ha fatto parte della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere; del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa; della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Era anche membro della commissione di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Alle elezioni del 4 marzo ha ripetuto il successo ottenuto alle precedenti politiche.

SERGIO COSTA, AMBIENTE (TECNICO). Nato a Napoli nel 1959, laurea in Scienze Agrarie con un master in Diritto dell’Ambiente, Costa entra nel Corpo Forestale diventando Comandante Regionale della Campania. Ed è in questo ruolo che ha guidato la sua indagine più famosa: quella sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Nel 2017, quando la Forestale è stata accorpata ai Carabinieri, è diventato generale di brigata dell’Arma.

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