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Facebook, nuovo scandalo: dati venduti ai produttori di smartphone

Sembrava tornato il sereno nei cieli sopra Menlo Park, ma ecco un nuovo scandalo che rischia di travolgere il social network più usato al mondo. Sarebbero stati venduti dati degli utenti a produttori di smartphone

Non c’è pace per Mark Zuckerberg. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica e il Datagate che ha coinvolto Facebook nei mesi scorsi, ecco una nuova grana per il manager creatore del social network site da 2 miliardi di utenti. Stavolta il caso risalirebbe ad anni addietro, ma le ripercussioni rischiano di essere molto pesanti, considerata l’aggravante della recidività.

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FAVORITI I PRODUTTORI. Il caso, denunciato dal New York Times, risalirebbe a circa dieci anni fa e sarebbe andato avanti nel tempo. L’azienda si sarebbe infatti resa responsabile di aver ceduto i dati dei propri utenti ai grandi produttori di smartphone, così da favorire l’approdo della piattaforma sui telefoni mobili di ultima generazione. Si parla di operatori del settore molto importanti e con un fatturato da miliardi di dollari favorito da un mercato che, anno dopo anno, ha fatto degli smartphone quasi un prodotto di prima necessità, creando tra l’altro schieramenti da stadio tra sostenitori di diverse marche. Sarebbero dunque coinvolte BlackBerry, Amazon, Microsoft e, soprattutto, i due marchi che da anni si spartiscono la maggior fetta degli users di tutto il mondo: Apple e Samsung. Accordi, quelli presi da Facebook, mai dichiarati e dunque poco trasparenti, che rendono impossibile quantificare il traffico dei dati trasmessi ai produttori, simili a quelli già ceduti a Cambridge Analytica e riguardanti le più svariate sfaccettature delle personalità degli utenti.

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LA DIFESA. Facebook, ovviamente, si difende. Da Menlo Park fanno sapere che di questi accordi gli utenti sarebbero stati informati. Ma in realtà a partire dal 2015, anno in cui dal social network site è partita una stretta sulla raccolta dei dati personali, ci sarebbero state delle omissioni nei regolamenti sulla privacy, riguardanti ambiti come, appunto, la cessione di informazione ai produttori di smartphone. Zuckerberg si era limitato a chiedere scusa durante l’audizione che l’aveva visto protagonista al Congresso in pieno Datagate e la gente sembrava anche averlo perdonato. O quasi. Ma come potrà tirarsi fuori da questa nuova, imbarazzante situazione? Potrebbe scusarsi un’altra volta e ammettere nuovamente le proprie colpe. Ma quella delle scuse è una corda che, se troppo tirata, rischia di rompersi, e nel caso di Facebook sembra sempre più sfilacciata. Così come sembra sempre più solo lo stesso Ceo del social network, diventato imprescindibile anche per la comunicazione politica. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, il sito avevo perso svariati miliardi di dollari, poi parzialmente recuperati dopo la positiva audizione di Zuckerberg al Senato degli Stati Uniti. Bisognerà vedere come Wall Street reagirà a questa nuova imbarazzante pagina per il colosso dei social. Che ogni giorno in maniera maggiore sembra gestito da un ragazzo che vorrebbe passare per puro e innocente ma che diventa sempre più agli occhi della gente uno squalo senza scrupoli.

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