Cultura

“Pino è”, il mega evento del San Paolo in diretta tv

Giovedì 7 giugno allo stadio di Napoli si ritroveranno tantissimi protagonisti della musica e dello spettacolo per un concerto tributo al "nero a metà", scomparso nel 2015. Il ricordo di colleghi e vecchi amici

Quando qualcuno se ne va/ resta l’amore intorno/ i baci non hanno più/ quel sapore eterno.

«I miss you» canta Pino Daniele in “Resta quel che resta”, l’inedito pubblicato postumo il mese scorso. «Resta quel che resta», spiega a chi si sente orfano di lui e della sua arte. E sono tanti quelli che si sentono “orfani” dell’arte del “nero a metà” morto tre anni fa e che si ritroveranno giovedì 7 giugno allo stadio San Paolo di Napoli per il concerto-tributo “Pino è”.

I COLLEGHI. C’è Jovanotti: «Pino è il più grande dei grandi perché pensava sempre a cosa poteva imparare ancora». C’è Eros Ramazzotti che in Pino Daniele ha ritrovato un fratello: «Era carismatico, personale, scriveva da Dio. Con Lorenzo canteremo “A me me piace ‘o blues”. Io proverò a fare “‘O Scarrafone” voce e chitarra e poi vorrei fare un pezzo con la band storica di Pino, “A testa in giù”». C’è Giuliano Sangiorgi che si emoziona intonando “Je so’ pazz” con la chitarra di Daniele. C’è Clementino che rappa in onore di “zio Pino”: «Salutam’ a Totò, Massimo (Troisi, ndr) e pure Eduardo (De Filippo, ndr)». C’è Emma Marrone che conserva «come se fossero il Sacro Graal» i guantini di pelle ricevuti in regalo a Verona da Pino Daniele per il suo ventottesimo compleanno: «Canterò una “Io per lei” a due con la voce registrata di Pino e un po’ di magone al pensiero di quella sera in Arena, ma anche “Quanno chiove” in coppia con Giuliano Sangiorgi e il potente accompagnamento di James Senese e della band di “Nero a Metà”. Saranno momenti pazzeschi». C’è Antonello Venditti che ricorda, negli anni Sessanta, «quando ci ritrovammo insieme in un magico Natale napoletano, arruolati in una “Cantata dei pastori” storica. Erano gli anni del Teatro Instabile, che bazzicava anche De Gregori, come potevamo non esserci il 7 giugno, come potevamo sottrarci alla commozione che riempirà lo stadio, la notte, la città, le radio, la tv, l’Italia tutta quando verrà il momento di “Napule è”».

IL CAST. Jovanotti, Eros Ramazzotti, Giuliano Sangiorgi, Clementino, Antonello Venditti ed Emma sono tra i tantissimi artisti che hanno aderito al mega evento “Pino è” che sarà trasmesso in diretta tv da Rai 1 e il cui incasso andrà in beneficenza. Insieme a loro, Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Loredana Berté, Mario Biondi, Red Canzian, Francesco De Gregori, Tullio De Piscopo, Gigi De Rienzo, Teresa De Sio, Elisa, Tony Esposito, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Irene Grandi, J-Ax, Rosario Jermano, Fiorella Mannoia, Agostino Marangolo, Gianna Nannini, Nccp – Nuova Compagnia Di Canto Popolare, Raiz, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Ron, James Senese, Tiromancino, Paola Turci, Ornella Vanoni, Ernesto Vitolo, Il Volo. Dal mondo dello spettacolo arriveranno: Alessandro Siani, Giorgio Panariello, Pierfrancesco Favino, Enrico Brignano, Edoardo Leo, Vincenzo Salemme, Marco Giallini, Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Mariangela D’Abbraccio, Enzo Decaro. Non potranno mancare le band storiche di Pino Daniele, Vai mo’ e Nero a Metà, amici, prima che colleghi, che hanno condiviso con Pino momenti di musica e di vita negli oltre quarant’anni di carriera del cantautore napoletano.

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I VECCHI AMICI. Tutto iniziò con una telefonata al leggendario sassofonista James Senese: «Ha bussato alla porta di casa questo ragazzone con la “faccia da indiano”. Era impazzito ascoltando Napoli Centrale, voleva far parte del gruppo. Ci serviva un bassista e chiesi se aveva i soldi per un basso. Non li aveva, glielo comprai io. Da allora non ci siamo più lasciati: Pino è qui, forse voi non lo vedete, ma io sì». «Pino era un genio e noi avevamo un po’ più di esperienza – ricorda Tony Esposito -. Con i nostri assoli trasgredivamo una regola che si stava consolidando negli anni Ottanta: per una questione di mercato le canzoni dovevano essere brevi. Ma sul palco può succedere di tutto: l’assolo finisce quando deve finire, la musica anche». «Pino aveva capito che quello era il momento di fare ‘a musica e valorizzava le nostre capacità – interviene Tullio De Piscopo -. Forse agli occhi del pubblico ci ha reso ancor più bravi e a noi manca: adesso suoniamo con altri ma non ci troviamo». Musica e sentimento erano le parole chiave di ogni frase di Pino Daniele. «Sicuramente l’aspetto al quale mio padre teneva di più è la figura di “musicista” con un suo personale linguaggio» racconta Alex Daniele. «Suonare per Pino era una missione ed il codice per comunicare il sentimento. Il sentimento è la chiave nella sua musica. Viveva per suonare, quando non suonava aspettava il momento di suonare». Del padre, Alex Daniele parla sempre al presente e non a caso il titolo scelto per il grande tributo live è “Pino è”.

LE CORDE DELL’ANIMA. L’8 giugno, il giorno dopo il concerto tributo, uscirà “Le corde dell’anima – Studio & Live” (Sony Music/Legacy Recording), la nuova raccolta dedicata a Pino Daniele, con quattro cd e quaranta pagine di musica, racconti scritti da John Vignola e fotografie di Luciano Viti. «Nelle canzoni che compongono questo box ci sono le testimonianze ultime di un viaggio che avrebbe potuto riservare ancora qualche sorpresa – racconta John Vignola -. Non solo perché, nella fascinazione per armonie sacre o nel ritorno all’essenza dei propri suoni, Pino Daniele continuava a dimostrare una curiosità che non si era ancora risolta del tutto, ma anche perché le celebrazioni di “Nero a metà” sembravano rilanciare le storie di ieri, farle risuonare in un oggi molto più disordinato, ma non così inospitale. Invece, la storia si chiude qui e in qualche modo rimane, più che un rimpianto, la consapevolezza che la lezione di Pino sia insostituibile, come del resto è lui, nella migliore storia della musica italiana».

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Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.

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