Italia

Migranti, Salvini sfida l’Ue: «Porti chiusi, l’Italia ha smesso di chinare il capo»

La nave con a bordo 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte, resta in mezzo al mare in attesa d’istruzioni da Roma. Malta è ferma nella sua decisione di non concedere il porto sicuro alla nave

Porti italiani chiusi. Una scelta netta, di rottura, nelle politiche sui migranti destinata a far discutere che guarda la regolamentazione e alle politiche europee di accoglienza e al dibattito su una loro eventuale modifica. Il ministro dell’Interno Salvini ha negato l’approdo della nave Aquarius con i 629 migranti soccorsi la notte scorsa in acque libiche. Salvini aveva scritto subito alle autorità di Malta per invitarle a farsi carico dello sbarco. Ma da La Valletta è arrivato l’ennesimo diniego: «Il recupero della nave è stato coordinato dal centro di Roma. Malta, perciò, non ha competenza». È iniziato così il braccio di ferro con l’Europa: «Anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese – scrive su twitter Matteo Salvini – è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia. Associazione tedesca, nave olandese, Malta che non si muove, la Francia che respinge, l’Europa che se ne frega. Basta. Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c’è chi dice no!».

LA SITUAZIONE SULL’AQUARIUS. Intanto sull’Aquarius, la prima notte difficile è passata. C’è chi ha trovato riparo sottocoperta, soprattutto i bambini, e chi ha trovato una sistemazione sul ponte al freddo. Ma già dalle prime luci dell’alba, i migranti si sono accorti che la nave è sostanzialmente ferma e monta l’agitazione. Anche se nessuno versa in critiche condizioni di salute, il team medico di Medici senza frontiere che è a bordo della nave di Sos Mediterraneé, dice che si tratta comunque di persone provate da lunghi mesi di torture e violenza in Libia. La nave resta affiancata da due motovedette italiane arrivate per fornire eventuale aiuto medico e per assicurare rifornimenti. La nave Aquarius, con a bordo 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte, resta in attesa d’istruzioni da Roma. Mentre Malta resta ferma nella sua decisione di non concedere il porto sicuro alla nave, i sindaci di Palermo, Messina e Napoli si dicono pronti ad accoglierla. Intanto, dalla nave, Aloys Vimard capoprogetto di Msf, e Nicola Stalla coordinatore di Sos Mediterranée, reclamano ascolto: «Abbiamo scorte di cibo, medicinali e coperte ancora per 48 ore». E l’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) avverte: «Gli Stati trovino una rapida soluzione».

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GOVERNO COMPATTO. Nel governo gialloverde c’è intesa piena: «Malta non può continuare a voltarsi dall’altra parte», hanno scritto in un comunicato congiunto il leader della Lega Salvini e il pentastellato Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, da cui dipende la Guardia costiera. In sintonia anche l’altro vicepremier, Di Maio: «La risposta di Malta Dimostra quello che abbiamo sempre detto: mentre noi ci siamo fatti di una emergenza straordinaria loro si fanno gli affari loro». Dopo il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi anche dal premier Conte arrivano parole dure contro l’Europa: «Al premier maltese Joseph Muscat che ho contattato personalmente ho chiesto chiaramente che si facesse carico almeno del soccorso umanitario delle persone in difficoltà sull’Aquarius. Muscat non ha assicurato però alcun intervento. Si conferma l’ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell’Europa, a intervenire. L’Italia è in totale solitudine. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato».

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