Cultura

In viaggio sulle orme di Goethe: l’avventura di Vienna Cammarota

Si è concluso il Grand Tour della guida ambientale cilentana, che ha ripercorso le tappe descritte dallo scrittore tedesco nel suo "Viaggio in Italia": «Il dialogo con la gente mi ha arricchito»

Sulle orme di Wolfgang Goethe, 231 anni dopo lo scrittore tedesco. È la missione compiuta da Vienna Cammarota, guida ambientale escursionistica Aigae di 68 anni, che ha percorso a piedi 2650 chilometri in 300 giorni, di cui 130 trascorsi a camminare. Dalla Repubblica Ceca, attraversando il cuore dell’Europa e l’Italia, è arrivata in Sicilia. «È stata un’esperienza unica in cui ho voluto raccontare il paesaggio, il tessuto culturale e la gente che ho incontrato durante il mio cammino nelle città europee e nelle regioni italiane portando un messaggio di fratellanza a umanità». Unico compagno di viaggio il libro di Goethe, “Viaggio in Italia”. «Goethe è una guida spirituale, un compagno di avventura discreto e silenzioso. Ho letto e riletto i suoi appunti viaggio ed è stato meraviglioso riscontrarli nella realtà. Nel mio viaggio sono andata alla ricerca dei luoghi visti e apprezzati da Wolfgang, ma non solo. Sono voluta compenetrare nei territori, scoprire l’arte e la natura, conoscere la storia e la cultura, ma soprattutto parlare con la gente. Una delle cose che più mi ha affascinato durante il mio cammino è stato conoscere gli abitanti, fermarmi a chiacchierare con loro, ascoltare le loro storie e i loro racconti».

IL VIAGGIO DI GOETHE. Lo scrittore tedesco il 3 settembre del 1786 partì dalla cittadina termale di Karlovy Vary, nell’attuale Repubblica Ceca, ed il 10 settembre, a bordo di una carrozza, raggiunse l’Italia. Goethe era alla ricerca di un Italia metastorica, di minerali e di strati geologici da classificare e di opere d’arte da studiare. Ma non trascura l’aspetto sociale della sua vacanza italiana. Racconti, lettere e appunti che trent’anni dopo finiscono nel volume “Viaggio in Italia”, un testo ampio sul Belpaese in cui non troviamo un asettico resoconto di viaggio ma possiamo leggervi le emozioni che la “terra dei limoni” gli ha trasmesso. Nasce così il Gran Tour.

IL CAMMINO DI VIENNA. Partita il 28 agosto scorso, alle 6 del mattino, dalla stessa cittadina termale alle porte di Praga, Vienna Cammarota a piedi ha attraversato la Boemia, la Baviera, l’Austria e l’Italia. Una tappa in Trentino e una in Veneto, un giorno a Bologna, due ore a Firenze e poi ancora più giù fino a Roma per visitare la casa di Goethe. Una deviazione nelle regioni del centro Italia colpite dal terremoto, e poi una tirata fino a Napoli da dove ha preso il traghetto per raggiungere Palermo. «È stata un’esperienza che umanamente mi ha arricchito molto perché durante il mio cammino ho cercato non solo le città e i luoghi visitati da Goethe, ma soprattutto il contatto con le persone. Le fermavo per strada, chiedevo in formazioni, mi facevo raccontare i luoghi». La guida ambientale cilentana non è nuova a queste imprese. Vienna ha attraversato il Madagascar in kayak nel 2004, Israele e Palestina a piedi nel 2014, il Nepal e Tibet nel 2015 e ben 230 Km dal Cilento al Gargano in Italia nel 2016 per il cammino della Misericordia. E nel futuro? Per Vienna risponde Chatwin: «La vera casa dell’uomo è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi». E allora zaino in spalla, come ci racconta, è pronta ad una nuova avventura sulle orme di Marco Polo, la via della seta da Venezia alla Cina.

Quali motivazioni l’hanno spinta a intraprendere un viaggio sulle orme di Goethe?
«La motivazione principale è stata quella di far comprendere che si può viaggiare non solo spostandosi su un mezzo meccanico ma anche a piedi vivendo il territorio a stretto contatto con la gente. Una delle cose che più mi ha affascinato durante il mio cammino è stato conoscere gli abitanti, fermarmi a chiacchierare con loro, ascoltare le loro storie e i loro racconti».

Un viaggio che da Karlovy Vary, attraversando nazioni, regioni e borghi, l’ha portata in Sicilia. Che esperienza è stata?
«È stata un’esperienza che umanamente mi ha arricchito molto perché durante il mio cammino ho cercato non solo le città e i luoghi visitati da Goethe, ma soprattutto il contatto con le persone. Le fermavo per strada, chiedevo in formazioni, mi facevo raccontare i luoghi. Soprattutto in Italia, quando vedevo un gruppetto di anziani immediatamente mi fermavo con loro ad ascoltare storie ed aneddoti».

Come è cambiata l’Italia dal 1786, anno in cui Goethe ha iniziato il suo Grand Tour, ad oggi?
«Il volto dell’Italia è molto cambiato. Le città si sono evolute, l’antichità è stata messa da parte e anche la cura dell’ambiente è stata un po’ trascurata. Ma la cosa che più mi dispiace è che si sta perdendo quel contatto e quel dialogo continuo tra le persone. Nel mio viaggio sono andata alla ricerca dei luoghi visti e raccontati da Goethe e mi è dispiaciuto molto quando non sono riuscita a rintracciarli perché la gente ha dimenticato. Credo che questo sia un aspetto molto negativo della modernità specialmente per noi italiani che dovremmo essere i custodi della nostra cultura».

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