Politica

Vaccini obbligatori: scontro tra Salvini e il ministro Grillo

Il ministro degli Interni ha definito inutili, se non addirittura dannosi, i dieci vaccini obbligatori. La replica stizzita del ministro della Salute e le reazioni della comunità scientifica

La questione vaccini resta argomento più caldo che mai, specie se al governo si ha un ministro dell’Interno a cui piacciono le incursioni in ambiti che non gli dovrebbero competere. La nuova dichiarazione di Salvini, che ha definito inutili e talvolta dannosi i dieci vaccini obbligatori, ha scatenato nuovamente la discussione intorno a uno dei temi roventi degli ultimi mesi. La presa di posizione del ministro degli Interni, però, non è piaciuta a chi si dovrebbe realmente occupare del problema, il ministro della Salute Giulia Grillo, che non ha fatto attendere la propria risposta.

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LE REAZIONI. Il ministro Grillo ha risposto per le rime al leader della Lega, affermando di non volere polemiche strumentali a riguardo. Per la titolare della Sanità, i vaccini sono fondamentali e, semmai, si può discutere sulle modalità migliori per la somministrazione. Il ministro ha affermato che le successive decisioni verranno discusse con l’alleato di governo, ma sempre a condizione che della situazione si occupi il Ministero della Sanità, unico organo che dovrebbe avere voce in capitolo a riguardo. Il Movimento 5 Stelle, così, ribadisce ancora una volta la sua mutata posizione sui vaccini, dopo un passato in cui la questione era stata trattata in maniera ambigua. A gettare acqua sul fuoco ci ha provato anche l’altro ‘superministro’, Luigi Di Maio, ormai quotidianamente alle prese con le dichiarazioni di Salvini. Il vicepremier ha cercato di mediare affermando che sì, il Movimento nel famoso contratto ha inserito una verifica del decreto Lorenzin, ma che la posizione del M5s sui vaccini è nota e travalica le posizioni personali. Proprio l’ex titolare del dicastero da cui il decreto prende il nome non ha fatto mancare una sua dichiarazione sull’argomento, definendo grave il fatto che un ministro che non sia della Salute si occupi di un argomento tanto delicato, e ricordando inoltre l’epidemia di morbillo che ha mietuto otto vittime e migliaia di ricoverati appena qualche tempo fa. Fin qui le reazioni politiche, ma anche il mondo scientifico non ha risparmiato critiche a Salvini.

LA COMUNITÀ SCIENTIFICA. Per bocca del professor Roberto Burioni, ormai famoso per la sua strenua resistenza agli anti-vax, il mondo scientifico ha criticato le parole del ministro degli Interni, attaccandolo in maniera diretta: «Dice bugie pericolosissime». Burioni ha poi ricordato che dieci vaccini non sono inutili né dannosi, ma che anzi sono forma comune di prevenzione in tutto il mondo e proteggono perfino i figli di Salvini e dei suoi elettori. Scatenato il putiferio, il ministro degli Interni, allo stesso modo di come aveva fatto con altri polveroni da lui stesso alzati come quello sul censimento dei Rom o sull’altra spinosissima questione sulla quale il leader della Lega sta facendo proseliti, i migranti, ha fatto dei distinguo, ritrattando parzialmente le sue dichiarazioni, affermando di non essere un no-vax, tanto da aver effettivamente garantito la copertura vaccinale ai suoi figli, ma di essere preoccupato per reazioni pericolose che alcuni vaccini causerebbero, standolo a sentire, in maniera comprovata. Resta un clima politico teso su qualsiasi questione. Salvini sembra tenere in ostaggio il “governo del cambiamento”, occupandosi giorno dopo giorno di tutto, anche di argomenti fuori dalla sua competenza. L’atteggiamento del leader della Lega appare quello di un esponente di governo che sa che l’esperienza di questo esecutivo rischia di non essere troppo lunga e, allora, vive un perenne stato di campagna elettorale, cercando di riscuotere consensi su consensi anche ora che, ipoteticamente, da ministro potrebbe agire fattivamente. Intanto la Lega cresce nei sondaggi, risultando ad oggi il primo partito in Italia. L’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle, sembra essere sempre più infastidito dall’atteggiamento di Salvini, ma arginarlo è complicato. Il M5s saprà resistere e tenere testa al sempre più ingombrante partner? Le prossime elezioni europee sapranno dirci qualcosa.

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