Cultura

Nastri d’Argento 2018, trionfa “Dogman” di Matteo Garrone

Otto premi per il film del regista romano. A “Loro” di Paolo Sorrentino i riconoscimenti per la sceneggiatura e gli attori Elena Sofia Ricci, Kasia Smutniak e Riccardo Scamarcio. Solo ex aequo per il miglior montaggio per “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino

Cala il sipario sulla cerimonia di consegna dei Nastri d’Argento 2018 che, come di consueto, si è svolta nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina. La 73esima edizione è andata in scena dopo che lo scorso 29 maggio erano state annunciate le candidature al Maxxi di Roma. Garrone pigliatutto: sono ben otto i premi per “Dogman”, che vince come miglior film dell’anno, regia, produzione, scenografia, sonoro, montaggio, casting director e per i due attori protagonisti, Marcello Fonte – già premiato a Cannes come miglior attore e arrivato direttamente dalla Francia dove il film è appena uscito in sala – e Edoardo Pesce, che dice: «Un lavoro impegnativo anche fisicamente, dieta, pesi e altre cose che odio. Per i prossimi impegni cercherò altro genere di personaggi, ad esempio sarò Franco Califano nel film su Mia Martini». Ispirato a un fatto di cronaca nera della Roma degli anni Ottanta, “Dogman” è la versione romanzata dell’efferato omicidio commesso da Pietro De Negri, detto ‘Er Canaro della Magliana’, ai danni del criminale e pugile Giancarlo Ricci. E quella che è stata una ricca stagione di grandi nomi e avvincenti sfide lascia l’amaro in bocca a Luca Guadagnino che, con il suo “Chiamami col tuo nome”, porta a casa solo il premio per il miglior montaggio ex aequo con il film di Garrone.

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LA FESTA DEL CINEMA ITALIANO. La manifestazione del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci) diretto da Laura delli Colli è stata realizzata con il sostegno di MiBACT – Dg Cinema, Bnl Gruppo Bnp Paribas, Regione Siciliana, Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, nell’ambito del progetto Sensi Contemporanei, e Fondazione Taormina Arte. La serata condotta da Carlotta Proietti ha visto il pubblico accorrere numeroso per una grande festa del cinema italiano, in fin dei conti ancora in buona salute. Tra i premiati, Elena Sofia Ricci primeggia tra le attrici protagoniste per “Loro” di Sorrentino (che vince anche il premio per la sceneggiatura di Umberto Contarello per l’intero film e i Nastri per gli attori non protagonisti, Kasia Smutniak e Riccardo Scamarcio). «Interpretare Veronica Lario – racconta l’attrice in conferenza stampa – ha comportato attenzione, rispetto, delicatezza nell’entrare nei panni non di un personaggio ma di una persona. Man mano che si vede il film di Sorrentino sempre di meno si vedono loro e sempre di più noi. Se siamo onesti con noi stessi».

GLI ALTRI PREMI. Di nuova introduzione è il premio per la Commedia dell’anno, vinto da “Come un gatto in tangenziale” di Riccardo Milani e con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Premi per la musica a Pivio e Aldo De Scalzi con le liriche di “Nelson”, e per la migliore canzone “Bang Bang” interpretata da Serena Rossi, Giampaolo Morelli e Franco Ricciardi nel delizioso “Ammore e malavita” dei Manetti Bros. Nastro per l’opera prima a “La terra dell’abbastanza” dei giovani fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo. Il miglior soggetto va a Luciano Ligabue che, a vent’anni da “Radiofreccia”, per “Made in Italy” ritira anche l’Hamilton behind the camera Award. Per festeggiare il quarantennale come attore, a Massimo Ghini – che ricorda la sua prima premiazione proprio sul palco del Teatro Antico insieme con Valeria Golino – va il Nastro alla carriera, mentre Claudia Gerini ritira il Premio Nino Manfredi dalle mani di una Erminia come sempre emozionata; Edoardo Leo, protagonista di “Smetto quando voglio – Ad honorem”, è Premio Persol per Personaggio dell’anno. Ad Euridice Axen, per “Loro”, va la borsa di formazione del Nuovo Imaie 2018 e a Luigi Fedele, protagonista di “Quanto basta” il premio Graziella Bonacchi. È ‘Nome di donna’ di Marco Tullio Giordana, con Cristiana Capotondi, a vincere un Nastro per aver portato sul grande schermo il tema delle molestie sul lavoro.

I PREMI TECNICI. Nastro d’Argento per la fotografia (Gianfilippo Corticelli) a “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek, per i costumi (con Nicoletta Taranta) a “Agadah” e “A ciambra”, per il sonoro in presa diretta (Maricetta Lombardo) ex aequo a “Dogman” e “L’intrusa”. E a “Dogman” è andato anche il premio per la scenografia (Dimitri Capuani). A Taormina l’ultima manche di un palmarès che in un anno speciale per il cinema italiano ha segnalato anche il valore di protagonisti della stagione come Gabriele Salvatores (Nastro ‘Argentovivo’ cinema&ragazzi) autore di “Il ragazzo invisibile – Seconda generazione”, Paolo Virzì (“Ella&John”) e Vittorio Storaro per la “cinematografia” di “La ruota delle meraviglie” di Woody Allen. E ancora, nei mesi passati a Roma per la fiction, e a Lamezia Terme, sono stati consegnati i Nastri della legalità, nati quest’anno in collaborazione con il festival Trame: premiati “Prima che la notte” di Daniele Vicari e “Nato a Casal di Principe” di Bruno Oliviero. I Premi “Guglielmo Biraghi” per gli esordienti sono andati a Euridice Axen (“Loro”) e ai fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, anche vincitori della migliore opera prima, “La terra dell’abbastanza”.

#Fotogallery Nastri d’Argento 2018 di Santo Nicolosi

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Marco Fallanca

Studente di Giurisprudenza. Precoce e accanito cinefilo, possiede a casa una videoteca con oltre 7000 film. Affetto da un incommensurabile amore per Cinema, Teatro, Musica e ogni forma d’Arte. Già giurato del 61º TaorminaFilmFest, segue da vicino festival e rassegne. Disilluso podista, allo studio alterna partite di calcio. Già arbitro regionale presso l’Associazione Italiana Arbitri - sezione di Catania
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