Economia

L’Ania lancia l’allarme spread per le polizze rivalutabili

Secondo le compagnie assicurative, l'aumento dei tassi di interesse avrebbe ripercussioni su 20 milioni di clienti. A rischio il rendimento dei contratti di ramo uno

L’Ania lancia l’allarme spread. Secondo l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, un persistente aumento dei tassi d’interesse sarebbe inevitabilmente «destinato a riflettersi sui rendimenti corrisposti a 20 milioni di clienti». Le polizze in questione sono le cosiddette “rivalutabili” (ramo uno in gergo assicurativo), una forma d’impiego del risparmio che di norma garantisce la corresponsione dell’intero capitale a scadenza, unitamente a rendimenti mediamente superiori agli attuali ritorni offerti dai Titoli di Stato. Per così dire, la tipica “botte piena e moglie ubriaca”. Tali garanzie vengono prestate tramite la costituzione delle cosiddette “riserve tecniche” ovvero la sommatoria dei premi versati dai sottoscrittori che, al netto di costi e tasse, vanno a confluire in appositi fondi dedicati, in larga misura composti da Titoli di Stato, con cui verranno successivamente erogate le previste prestazioni.

LE GESTIONI SEPARATE. Ma com’è possibile che un fondo costituito da Titoli di Stato possa rendere più degli stessi titoli in cui investe? Vediamo di spiegare l’arcano. I suddetti fondi, denominati “gestioni separate”, hanno ancora in carico titoli acquistati in precedenza, a tassi ben maggiori rispetto a quelli odierni che, sino alla loro scadenza, rimarranno inalterati. Tali gestioni, inoltre, presentano la peculiarità esclusiva di calcolare gli attivi del fondo secondo il valore nominale e non di mercato dei titoli che ne costituiscono l’attivo e pertanto, in caso di riscatto anticipato, il sottoscrittore incassa sempre il valore nominale indipendentemente dai relativi valori espressi dal mercato in quel momento. Come abbiamo già spiegato in precedenza, se lo spread sale il valore di mercato dei Titoli di Sedtato scende e viceversa. E poiché i tassi sono tendenzialmente in discesa da circa 30 anni, il valore di realizzo delle richiamate gestioni si è mantenuto sempre al di sopra di quello dichiarato dalle compagnie al 31 dicembre di ogni anno.

LEGGI ANCHE: Fine del Quantitative easing, attenti ai Btp

INVERSIONE DI TENDENZA. Nessun problema, dunque, per liquidare i riscatti anticipati e, quanto ai rendimenti, per semplice inerzia, continuano a mantenersi su livelli relativamente elevati. Sin qui tutto bene. Ma ciò che dovrebbe fare attentamente riflettere tutti, Istituzioni, compagnie e investitori, è che l’annunciata fase d’inversione al rialzo dei tassi produrrà uno scenario opposto rispetto a quello apparentemente idilliaco sin qui narrato. Sicché, una volta scaduti e rinnovati i vecchi titoli con quelli di nuova emissione, è ragionevole prevedere che ben difficilmente si potranno garantire ai sottoscrittori rendimenti superiori allo zero. Inoltre, ed è questo il rischio maggiore, nel nuovo scenario si potrebbero agevolmente creare delle notevoli divergenze tra gli attivi nominalmente dichiarati e quelli di effettivo realizzo. Ne consegue che, in caso di massicce richieste di riscatto anticipato, le risorse presenti nelle gestioni separate potrebbero risultare insufficienti, costringendo le compagnie ad attingere ai loro patrimoni per poter adempiere ai relativi obblighi contrattuali, con i conseguenti gravi rischi di default che inevitabilmente seguirebbero a ruota.

LEGGI ANCHE: La fine del Quantitative easing di Mario Draghi e la necessità del recupero della fiducia

LE “UNIT LINKED”. Se dunque non vogliamo rinunciare ai molteplici benefici connessi alle polizze vita, con particolare riferimento al loro utilizzo come strumento di pianificazione fiscale e successoria, è decisamente consigliabile guardare alle “Unit Linked” (ramo tre). Tali tipologie di contratti non garantiscono di norma il capitale ma, se ben gestite e correttamente utilizzate, possono di contro restituire rendimenti interessanti nel medio/lungo termine che costituisce il naturale orizzonte temporale di ogni polizza vita. Ma per le compagnie assicurative e Poste Italiane, in particolare, è più facile pubblicizzare e vendere il prodotto al 3% con capitale sempre garantito. Mentre gli organi di controllo, come di consueto, si preparano a costruire i soliti cancelli di ferro da utilizzare a furto avvenuto.

Tags

Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. Ha ricoperto l'incarico di esperto a titolo gratuito per le problematiche finanziarie presso il Comune di Messina dal 2014 al 2018, è C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.

Related Articles

Close