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Milan, già tramontata l’era cinese. Il club passa a Elliott

Yonghong Li non è riuscito a rispettare le scadenze dei pagamenti relativi al prestito che gli ha consentito di entrare in possesso del Club Rossonero. Via libera alla nuova proprietà americana

Lunghe e scure le ombre cinesi che si allungano sul presente e sul futuro del Milan. La proprietà cinese è già tramontata dopo appena un anno dando ragione a tutti coloro che avevano sollevato grossi dubbi sull’intera operazione finanziaria che aveva portato alla vendita del prestigioso club calcistico da parte della famiglia Berlusconi. L’ultima carta di Yonghong Li e dell’attuale dirigenza rossonera non ha prodotto risultati. L’interessamento dell’imprenditore russo, Dmitrij Rybolovlev, proprietario del Monaco, non si è tradotto in nulla di concreto: nessun contratto preliminare di acquisto, nessun bonifico pari all’importo del debito. Il fondo americano Elliott entrerà subito in possesso del club che tenterà poi di rivendere per rientrare dall’investimento intrapreso.

MILAN A STELLE E STRISCE. Non c’è pace per i tifosi rossoneri. Dopo il clamoroso scippo europeo con cui la Fifa ha privato il club milanese della qualificazione alla prossima Europa League conquistata sul campo, si profilano all’orizzonte nuovi guai ed incertezze per il Milan. Fallite le piste Commisso e Rybolovlev che avrebbero consentito a Li di mantenere quantomeno una quota di minoranza, il fondo americano Elliott escuterà il pegno come da contratto e diventerà il nuovo proprietario del Milan. Il primo effetto concreto sarà probabilmente il radicale cambiamento del Cda e l’inizio di un’ennesima, lunga, estenuante trattativa per trovare un compratore che dia finalmente stabilità al Milan e consenta ad Elliott di rientrare dall’investimento economico varato un anno fa. Su quest’ultimo auspicio pesa però un’incognita legale che è allo studio degli avvocati del fondo americano e della vecchia proprietà cinese. Yonghong Li, infatti, spera di poter contare su una clausola per la quale, in caso di futura cessione del club, dovrebbe incassare tutto ciò che Elliott prenderà oltre al valore del debito di 370 milioni di euro. Da tutta questa ingarbugliata vicenda, chi ne esce vincitore è certamente Silvio Berlusconi che con l’enorme quantità di denaro versata nelle casse di Fininvest ha realizzato un’enorme plusvalenza rientrando, probabilmente, di gran parte dei danari investiti nel Club nei 30 anni di presidenza che lo hanno portato a vincere ogni tipo di trofeo.

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UN DIFFICILE INIZIO DI STAGIONE. Nel mezzo di questo caos c’è ovviamente la squadra agli ordini di mister Gattuso. Nonostante la grinta del proprio allenatore, è impossibile pensare che le vicende societarie non stiano pesando sul morale e sulla testa dei giocatori rossoneri. E dire che l’ex mediano calabrese è abituato a situazione societarie “estreme” dopo l’esperienza greca e quella pisana. Tuttavia, mai si sarebbe aspettato di trovare simili difficoltà al Milan. Gattuso, come ogni buon condottiero, ostenta sicurezza sia sul mercato che sulla partecipazione alle gare europee nelle quali, ne è convinto, il Milan non mancherà di competere già nella prossima stagione. Gattuso ha già affermato che intende ripartire dal 4-3-3, con possibilità di cambi in corsa passando alla difesa a tre. Dei big attuali non dovrebbe partire nessuno così come bloccato sembra il mercato in entrata. Il mister dei rossoneri ha anche avuto parole di elogio per Gianluigi Buffon capace a 40 anni suonati, questa l’opinione dell’ex mediano calabrese, di riproporsi a livelli internazionali con la maglia del Paris Saint-Germain.

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