Cultura

La corsa contro il tempo del Taormina Film Fest, un insperato ritorno

Archiviate (forse) le vicende giudiziarie, il Festival del Cinema di Taormina si presenta in una veste rinnovata nella forma e nei contenuti

È con una scena del film “L’Avventura” (1960) di Michelangelo Antonioni – presentato al 13° Festival di Cannes, vincitore del Premio della Giuria, e con protagonisti Gabriele Ferzetti, Monica Vitti e Lea Massari – che la quanto mai efficace e simbolica locandina firmata da Daniela Monaco annuncia e fa da apripista al tanto auspicato ritorno della sessantaquattresima edizione del Taormina Film Fest. E se il progetto grafico rievoca alla memoria un’altra immagine della medesima pellicola, utilizzata per il poster della 62ª edizione del Festival di Cannes, e rinsalda il legame con un film quasi interamente girato in Sicilia tra Taormina, Francavilla e la Valle dell’Alcantara, è la scelta del titolo a risultare evocativa. E mentre “La dolce vita” di Fellini si aggiudicava la Palma d’oro, Antonioni trovava infatti consacrazione a livello internazionale con il primo capitolo della cosiddetta “trilogia esistenziale o dell’incomunicabilità” – il più lungo della cinematografia dell’estense – «trovando un equilibrio esatto e suggestivo, fotografando paesaggi e sentimenti con pulizia e rigore e lasciando trasparire nelle possibilità di comportamento dei personaggi cose che potevano anche essere sconvolgenti». Una produzione travagliata: «Cinque mesi straordinari, violenti, logoranti, spesso drammatici, ma pieni» (giorni caratterizzati dall’isolamento sull’isola deserta, la sparizione di alcuni produttori, lo sciopero della troupe per le mancate retribuzioni, un violento maltempo). Il film, che segna l’inizio del sodalizio sentimentale-artistico fra Antonioni e Monica Vitti, si conclude tra l’altro con una struggente scena finale girata a Taormina, nella piazza antistante il San Domenico con – sullo sfondo – l’Etna innevata. E così il fotogramma scelto per il manifesto della kermesse cinematografica seconda per fasti e tradizione solo alla Mostra del Cinema di Venezia si rivela un potente ed elegantissimo omaggio, non solo per contrasto cromatico, a una monumentale artista del cinema italiano, la cui intensità, in questa scena, è dirompente.

Lino Chiechio, Di Miceli, Maria Guardia Pappalardo, Mario Bolognari, Salvo La Rosa e Gianvito Casadonte
Da sinistra: Lino Chiechio, Di Miceli, Maria Guardia Pappalardo, Mario Bolognari, Salvo La Rosa e Gianvito Casadonte

LE VICENDE GUDIZIARIE. Si prende, con licenza, spunto dal meraviglioso omaggio a Monica Vitti nel manifesto per raccontare un festival che si accinge – nonostante le interminabili e abusate vicissitudini – al rinnovamento, se non nelle formule, quanto nella veste. E non solo in quella grafica. “Un’avventura” la si potrebbe definire, tra corsi, ricorsi e controricorsi (non esclusivamente storici), che però sembra essere giunta a un lieto epilogo, in primo luogo per le sorti future della manifestazione. Una corsa, ancora una volta, contro il tempo, foriera tuttavia di un grande ritorno – quello del Cinema in una sua eletta location – e di un “dono” all’Isola e alla sua comunità – la restituzione di un evento di recente ingloriosamente minato da ostruzionismi, connivenze e vicende giudiziarie. E così il 21 giugno scorso, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta), pronunciandosi definitivamente, dichiarava inammissibile il ricorso proposto da Associazione Codici di Cultura e Associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino contro Fondazione Taormina Arte Sicilia e nei confronti di Videobank s.p.a., per l’annullamento dell’Avviso Pubblico di Sponsorizzazione per la Progettazione, l’Organizzazione, la Gestione e la Promozione del TaorminaFilmFest e del relativo provvedimento di aggiudicazione. «Le ricorrenti – si legge nelle motivazioni -risultano non aver mai dichiarato di aver presentato domanda, o di voler partecipare alla procedura selettiva in esame, rendendosi pertanto del tutto estranee a tale procedimento; ne consegue che, non vantando alcun interesse proprio, connesso ad una possibile veste di operatore del settore, esse sono prive di legittimazione ad impugnare gli atti della procedura selettiva in contestazione». Occorre, dunque, rilevare che non risulta dichiarata, né tanto meno dimostrata, la legittimazione delle associazioni a ricorrere. Ancora, deve rilevarsi un’ulteriore ragione di inammissibilità del ricorso, che risiede nella peculiare tipologia delle censure dedotte, alcune delle quali non sono altro che contestazioni di scelte di merito dell’amministrazione.

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#64TFF. L’edizione che avrà luogo dal 14 al 20 luglio sotto l’egida di Videobank e sotto la direzione artistica di Gianvito Casadonte e Silvia Bizio, vedrà 13 film anteprime mondiali, 6 anteprime internazionali, 5 anteprime italiane. Sono poi 14 i film in concorso, 12 i documentari inediti, e non mancano partnership importanti, come quella con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma che vedrà una selezione di corti curata da Daniele Lucchetti. Oltre alle numerose star nazionali e internazionali: Rupert Everett, Richard Dreyfuss, Matthew Modine, Maurizio Millenotti, Michele Placido, Sabina Guzzanti, Monica Guerritore, Beppe Cino, Tony Sperandeo, Gaetano Curreri, Pietro Valsecchi, Michela Andreozzi, Paola Ferrari De Benedetti e Maria Sole Tognazzi. Portare grandi divi nella Perla dello Ionio non è difficile – come sottolineato anche dal direttore artistico Casadonte – difficile è farlo in pochissimo tempo. Difficoltà superata anche grazie al serio impegno dimostrato da Videobank, vicina al Festival da 15 anni, già nella risoluzione di una travagliata controversia. Le proiezioni, a ingresso gratuito, si terranno presso le sale del Palazzo dei Congressi mentre sarà la cornice del Teatro Antico a ospitare la serata finale presentata dal conduttore e giornalista Salvo La Rosa. A comporre la giuria solo donne: Martha De Laurentis, Maria Grazia Cucinotta, Donatella Palermo, Eleonora Granata e Adriana Chiesa. Non mancheranno le tradizionali masterclass, due mostre fotografiche, due premi speciali, i Taormina Arte Awards a Rupert Everett (miglior regia e attore per The Happy Prince), a Maurizio Millenotti (costumi e carriera) e a Matthew Modine, Richard Dreyfuss e Michele Placido, nonché il Tauro d’Oro per miglior film, miglior regia, miglior attrice e miglior attore. Certi che, nonostante l’esiguità di tempo a disposizione, sarà un’edizione all’altezza degli elevati standard che tanto hanno destato le preoccupazioni romane, il panorama festivaliero italiano non può che salutare con favore l’arrivo – o il ritorno – della sessantaquattresima edizione del TaorminaFilmFest.

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Marco Fallanca

Studente di Giurisprudenza. Precoce e accanito cinefilo, possiede a casa una videoteca con oltre 7000 film. Affetto da un incommensurabile amore per Cinema, Teatro, Musica e ogni forma d’Arte. Già giurato del 61º TaorminaFilmFest, segue da vicino festival e rassegne. Disilluso podista, allo studio alterna partite di calcio. Già arbitro regionale presso l’Associazione Italiana Arbitri - sezione di Catania

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