Economia

Imposte di successione, Italia paradiso fiscale. Conviene approfittarne subito?

L’Italia, con un’aliquota del 4%, si trova nell’ultima posizione della classifica delle aliquote massime applicate nella successione. Una “anomalia” destinata a durare ancora per poco. Ecco come sfruttare questa opportunità

La pressione fiscale in Italia è notoriamente tra le più alte in Europa. Tuttavia, se guardiamo alle imposte di successione, il nostro Paese appare come un vero e proprio paradiso fiscale. Basti pensare che in linea retta (coniuge, figli e genitori) è prevista un’aliquota del 4%, con una franchigia pari a un milione di euro per ogni singolo erede. Ben al di sotto delle percentuali mediamente applicate nei Paesi europei, che vanno dal 19% della Germania al 34% della Spagna. Per meglio capire la dimensione di tali scostamenti, si consideri che nel 2016 il gettito complessivo proveniente da questa tipologia di tassazione è ammontato complessivamente a circa 600 milioni, più o meno un decimo, ad esempio, di quanto incassato dall’erario francese nello stesso periodo. Pertanto, considerando le condizioni di cronica precarietà dei nostri conti, risulta ragionevole ipotizzare che tale “anomalia” italiana non sia destinata a durare ancora per molto. Ne consegue che chi avesse oggi dei beni intestati e destinati a divenire oggetto di trasferimento agli eredi, potrebbe valutare la possibilità di utilizzare la descritta condizione di favore effettuando delle donazioni in vita.

Confronto imposte successione

CONVIENE APPROFITTARNE? Essendo le imposte di donazione equiparate a quelle di successione, può essere molto utile approfittarne adesso onde poter ridurre o eliminare del tutto gli effetti delle paventate condizioni peggiorative. A tal proposito, è bene precisare che le donazioni devono essere sempre oggetto di attenta valutazione in modo da evitare, tra l’altro, possibili lesioni riferibili alle quote minime spettanti ai cosiddetti eredi necessari o legittimari. Tali soggetti vengono individuati dal codice all’articolo 536, e sono: il coniuge del defunto; i figli legittimi (ai quali sono equiparati i legittimati e gli adottivi); gli ascendenti (genitori/nonni) legittimi. Si consideri che le donazioni, per effetto dell’istituto della “collazione”, contribuiscono anch’esse a formare la massa attiva ereditaria e, in caso di lesione di legittima, devono essere compensate con il patrimonio residuo o direttamente tra gli eredi. Sempre in riferimento alle donazioni, escludendo quelle definite dal codice civile “di modica entità”, esse si configurano anche nelle forme di semplici e informali regalie, nelle cointestazioni a titolo gratuito e nelle forme cosiddette “indirette” come, per esempio, il classico acquisto della casa dal genitore al figlio. In questo caso è sempre consigliabile darne evidenza nel relativo atto pubblico. In ordine alle richiamate quote legittime, bisogna anche considerare che la norma prevede una “quota disponibile”, variabile in funzione del numero di eredi, di cui il titolare dei beni può disporre a proprio piacimento. Infine, nel caso di immobili, di quote societarie e altre particolari tipologie di beni, il donante può riservarsi il cosiddetto usufrutto cedendo soltanto la nuda proprietà. Effettuando questa scelta, il donante manterrà la disponibilità del bene, avrà diritto di percepire ogni eventuale reddito dallo stesso prodotto e rimarrà a suo carico ogni relativa imposta. Al verificarsi del malaugurato evento, il citato usufrutto si estinguerà in automatico e, pertanto, il titolare della nuda proprietà diverrà pieno proprietario senza alcun ulteriore adempimento a suo carico.

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Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. Ha ricoperto l'incarico di esperto a titolo gratuito per le problematiche finanziarie presso il Comune di Messina dal 2014 al 2018, è C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.
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