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Aumentano i casi di razzismo, Salvini: «L’allarme è un’invenzione della sinistra»

Il ministro dell'Interno tace sull'aggressione del senegalese a Partinico. La sinistra lo attacca, ma lui va avanti per la sua strada: «Lavoro da 58 giorni per riportare sicurezza e serenità nelle nostre città»

Un diciannovenne senegalese a Partinico è stato aggredito, insultato e “invitato” a tornarsene al suo paese. Eppure secondo Matteo Salvini «l’allarme razzismo è un’invenzione della sinistra, gli italiani sono persone perbene ma la loro pazienza è quasi finita. Io, da ministro, lavoro da 58 giorni per riportare sicurezza e serenità nelle nostre città». Dalla sinistra viene contestato al ministro del’Interno il silenzio sul caso di Partinico, l’ennesimo di violenza ai danni di immigrati. L’appello di Sergio Mattarella affinché «l’Italia non diventi un Far West» è di fatto diventato il manifesto degli anti-leghisti che utilizzano qualsiasi fatto di cronaca, in cui la vittima è un extra comunitario, per accusare Matteo Salvini di fomentare il clima d’odio che porta a episodi di razzismo.

LE REAZIONI. «Quello che è accaduto a Partinico – scrive invece Andrea Maestri, esponente di Possibile – è l’ennesimo gesto nauseante. Il segno è stato passato già da tempo ormai. Il governo ha sdoganato il peggiore razzismo e si sono verificati episodi inqualificabili. Quindi attenzione: non si può derubricare questo atto a un fatto singolo, un caso di cronaca tra tanti. La responsabilità politica è di questo governo, in primis il ministro dell’Interno, Matteo Salvini». Ma la politica portata avanti dal ministro dell’Interno, le sue dichiarazioni e i suoi silenzi, accendono le polemiche da parte dell’opposizione di centrosinistra. «Il ministro dell’Interno – dice Matteo Orfini del Pd – commentando l’aumento di violenze razziste dichiara che l’emergenza razzista non esiste ed è un’invenzione della sinistra. Confermando così che un’emergenza razzista c’è. E che il ministro dell’interno ne è la causa». «Negli ultimi 45 giorni i giornali italiani hanno dovuto inaugurare la rubrica fissa del tiro a segno contro i migranti – accusa Giovanni paglia di Leu – Siamo arrivati finora alla settima persona colpita, e il ministro dell’Interno continua ad alimentare il clima di intolleranza xenofoba, anzichè schierarsi dalla parte delle vittime. Di più promuove in prima persona la diffusione di armi. Ci sarà mai un sussulto di dignità del M5S, o quattro poltrone valgono qualsiasi prezzo?».

I CASI DI RAZZISMO. Dopo il bracciante ucciso a Vibo Valentia il 3 giugno, episodi si sono verificati a Roma, Vicenza, Caserta, Latina e Forlì. Una bambina rom di un anno viene raggiunta da un proiettile sparato da un fucile ad aria compressa mentre si trova in braccio alla mamma, nei pressi del campo nomadi a Roma. A Caserta due migranti originari del Mali sono stati colpiti, uno di loro era rimasto ferito, con una pistola ad aria compressa da un’auto in corsa. Colpi esplosi da un’auto hanno raggiungono anche due migranti nigeriani che erano in attesa dell’autobus a Latina. Episodi simili si sono verificati anche a Forlì e a Cassola, nel vicentino, dove un uomo e una donna denunciavano di essere stati colpiti da colpi esplosi con armi ad aria compressa. L’ultimo, alcuni giorni fa, a San Cipriano d’Aversa: un mmigrato della Guinea, ospite in un centro di accoglienza, ha raccontato di essere stato colpito al volto da due ragazzi in moto. A questi episodi va aggiunta anche la tragedia di Sacko Soumaila, il giovane del Mali ucciso a Vibo Valentia il 3 giugno mentre stava prendendo da una fabbrica abbandonata lamiere di alluminio.

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