Italia

Smartphone alla guida, Toninelli: «Possibile ritiro della patente»

Il ministro dei trasporti annuncia un giro di vite e una vasta campagna di sensibilizzazione soprattutto tra i giovani. Nel 2017 sono stati 35 mila gli incidenti provocati dall’uso dello smartphone al volante

Le abitudini (cattive) alla guida potrebbero presto cambiare. Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha annunciato l’inasprimento delle sanzioni, che potranno includere anche il ritiro immediato della patente, sull’uso dello smartphone al volante. L’Istat segnala, tra le prime cause degli incidenti stradali, la distrazione che, in crescita esponenziale, è sempre più spesso dovuta all’uso scorretto dei cellulari per parlare e stare sui social, leggere e mandare sms. Nel 2017 sono stati 35 mila su un totale di 223 mila gli incidenti provocati dall’uso scorretto dello smartphone alla guida. «Stiamo ragionando su un inasprimento delle sanzioni – ha annunciato Toninelli – Ma prima ancora di una scelta sulle norme, servono più controlli e una doverosa opera di sensibilizzazione culturale».

I RISCHI AL VOLANTE. Nell’ultimo anno, secondo il report dell’Istituto nazionale di statistica dedicato alla sicurezza stradale, sono state quasi 150mila le contravvenzioni scattate per questo tipo di infrazione alle norme sulla circolazione. Secondo i dati del Consiglio di Sicurezza Nazionale, ripresi dal Corriere della Sera, il 27 per cento degli incidenti automobilistici dello scorso anno sono stati causati dall’uso del cellulare alla guida. Secondo l’Aci, in Italia, 3 incidenti su 4 sono dovuti alla distrazione, spesso conseguenza proprio dell’uso dello smartphone. Un fenomeno grave, soprattutto perché «ha a che fare – sottolinea il ministro dei Trasporti –con le nostre abitudini più radicate e con l’idea, errata, che in fondo certe cose possano accadere solo agli altri». Di un inasprimento delle sanzioni ma anche di investimenti in cultura della sicurezza e pubblicità istituzionale contro l’uso dello smartphone alla guida Toninelli ne aveva parlato nei giorni scorsi rispondendo ad una audizione al Senato: «A fronte di comportamenti inaccettabili che vanno puniti è giunto il momento – aveva detto – di valutare un intervento sul codice della strada. Ma serve anche investire sulla cultura della sicurezza stradale».

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LE SANZIONI. Oggi, per la guida col cellulare è prevista una sanzione che va da 160 a 646 euro, con la perdita di 5 punti dalla patente. Nell’articolo 173 del Codice della strada si legge: «È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani). Chiunque viola queste disposizioni è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 160 a euro 646. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un ulteriore violazione nel corso di un biennio». L’anno scorso si cercò di inasprire le sanzioni, con un emendamento alla legge di Bilancio che prevedeva multe più salate, il raddoppio dei punti decurtati e la sospensione della patente fin dalla prima infrazione: ma poi saltò tutto. Il ministro Toninelli ci riprova: «Serve una doverosa opera di sensibilizzazione culturale, specie tra i giovani: senza un cambio di mentalità, i risultati saranno sempre parziali».

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