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Genova, crolla il ponte Morandi sull’A10: cosa sappiamo

Un lungo tratto del viadotto autostradale, inaugurato 51 anni fa, è sprofondato poco prima di mezzogiorno, trascinando con sé i mezzi in transito. Le vittime accertate sono 22. Tredici i feriti, 5 gravi

È sprofondato mentre le automobili sfrecciavano in entrambi i sensi di marcia. Il crollo di un lungo tratto del ponte Morandi, sull’A10 a Genova, scuote l’Italia alla vigilia di Ferragosto. Un tonfo devastante di cemento e calcinacci che da oltre cinquanta metri di altezza si è riversato rovinosamente sul quartiere genovese di Sampierdarena travolgendo strade, edifici e la linea ferroviaria. Almeno ventidue le vittime, secondo quanto riferisce il vice ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, e tra queste anche una bambina. Tredici i feriti, cinque gravi. L’agenzia di stampa Adnkronos riporta una dichiarazione del direttore del 118 di Genova Francesco Bermano che parla di «decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto chi è rimasto incastrato sotto le macerie».

LE PRIME RICOSTRUZIONI. Dai primi filmati sotto esame da parte degli inquirenti sarebbero state 21 le auto e i tir in transito nella porzione caduta. Sarebbe stato un cedimento strutturale a provocare il disastro mentre sulla città era in corso un violentissimo nubifragio in regime di allerta meteo arancione. Da una prima ricostruzione il cedimento sarebbe avvenuto, come riporta l’Ansa, nel tratto che sovrasta via Walter Fillak, travolgendo tra l’altro una parte di un capannone dell’Amiu, l’azienda ambientale del comune di Genova. La maggior parte del viadotto si è schiantato sul greto del torrente Polcevera. Nel crollo sono stati sfiorati anche i capannoni di Ansaldo Energia, una delle principali industrie di impianti per la produzione di energia in Italia.

I SOCCORSI. La prima certificazione ufficiale parla di undici morti. Tra le vittime c’è anche un bambino. Il 118 ha dirottato tutte le ambulanze disponibili. «La dimensione è epocale. I vigili del fuoco insieme ai sanitari stanno tirando fuori i pazienti, qualcuno è già arrivato negli ospedali di Genova. Abbiamo l’appoggio pieno di Lombardia e Piemonte, tutti gli ospedali sono a disposizione. Siamo lavorando ma in questo momento non abbiamo ancora la dimensione piena del problema», ha detto il direttore del 118 di Genova Francesco Bermano. Durante i soccorsi una fuga di gas ha obbligato i vigili del fuoco ad evacuare la zona di intervento. Nella zona sono state attuate le stesse procedure collaudate per i terremoti: sono state attivate anche le squadre cinofile e Usar, gli esperti di ricerca e soccorso tra le macerie urbane.

IL PONTE MORANDI. Il viadotto Polcevera, conosciuto come ponte Morandi per via del progettista, Riccardo Morandi, è stato costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua. Sino dalla sua inaugurazione, avvenuta il il 7 settembre 1967 alla presenza del presidente Saragat, ha sempre fatto discutere. «Il viadotto ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici», ha scritto l’ingegner Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all’Università di Genova, in un articolo pubblicato da Ingegneri.Info il 29 luglio del 2016. Si tratta di un ponte a trave strallata, in cui l’impalcato è retto da una serie di cavi (gli stralli) ancorati a piloni (o torri) di sostegno. Tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90, il viadotto Polcevera fu interessato da imponenti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la sostituzione dei cavi di sospensione con nuovi cavi affiancati agli stralli originari. Attualmente, come comunicato da Autostrade per l’Italia, erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto, con l’installazione di un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. «I lavori e lo stato del viadotto – si legge in una nota di Autostrade per l’Italia – erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi».

LE PRIME REAZIONI POLITICHE. «Sto seguendo con la massima apprensione ciò che è accaduto a Genova e che si profila come immane tragedia. Siamo in stretto contatto con Autostrade e stiamo andando sul luogo con il viceministro Rixi. La mia totale vicinanza in queste ore alla città». Così, su Twitter, si è espresso il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli. Via Facebook, invece, è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Stiamo seguendo minuto per minuto la situazione del crollo del ponte di Genova, ringrazio fin da ora i 200 Vigili del Fuoco (e tutti gli altri eroi) che stanno già adesso lavorando per salvare vite». Per Luigi Di Maio del M5s: «Tutto il governo, in particolare il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, sta seguendo con attenzione quanto sta succedendo a Genova. È una tragedia immane. I soccorritori sono incessantemente al lavoro e li ringrazio per il loro impegno». Il premier Conte raggiungerà Genova in serata.

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