Italia

Diciotti, Salvini indagato: «È una vergogna, non ci fermeranno»

Il ministro dell'Interno e il suo capo di gabinetto sotto inchiesta per il caso dei migranti bloccati nel porto di Catania. Il fascicolo della procura di Agrigento ipotizza il sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Di Maio: «Salvini vada avanti, ma rispetto per i pm»

Tutto è bene quel che finisce bene (o quasi). Nella notte si sono concluse le operazioni di sbarco delle 137 persone rimaste a bordo della Diciotti, ma l’inchiesta sui migranti bloccati nel porto di Catania sull’imbarcazione della Guardia costiera non è più a carico di ignoti: il principale indagato è adesso il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio trasmetterà il fascicolo al Tribunale dei ministri di Palermo. Sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio, le ipotesi di reato contestate al capo del Viminale. Nel registro degli indagati è finito anche il capo di gabinetto del ministro, il prefetto Matteo Piantedosi. «È una vergogna, non ci fermeranno», la reazione a caldo del leader del Carroccio.

SALVINI: «È UNA VERGOGNA». «Possono arrestare me ma non la voglia di cambiamento di 60 milioni di italiani, indaghino chi vogliono – ha detto Salvini in diretta dalla festa leghista di Pinzolo -. Abbiamo già dato abbastanza, è incredibile vivere in un paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone dove non c’è un indagato e indagano un ministro che salvaguarda la sicurezza di questo Paese. È una vergogna». E subito dopo twitta: «Grazie a chi sta twittando #nessunotocchiSalvini! State tranquilli, non ho paura di nulla: indaghino, mi interroghino, mi arrestino. Io sono fiero di battermi per difendere i confini, tutelare la sicurezza degli italiani e proteggere il futuro dei nostri figli».

DI MAIO: «SALVINI VADA AVANTI». In una diretta Facebook il vicepremier Luigi Di Maio è tornato sul caso Diciotti e sull’inchiesta della Procura di Agrigento che vede indagato l’altro vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno: «Salvini vada avanti perché non ha violato il codice etico del contratto e dei Cinque Stelle – dice Di Maio -.Il governo si assume la responsabilità politica delle scelte fatte sul caso della nave Diciotti ma c’è pieno rispetto per l’azione della magistratura, non dobbiamo attaccare i pm che indagano». Sull’indagine della Procura di Agrigento Di Maio ha precisato: «La storia ci giudicherà politicamente, la magistratura ci giudicherà dal punto di vista giudiziario. Su questo siamo sempre stati il M5s, abbiamo sempre detto che le istituzioni vanno sempre rispettate, poi spiegheremo perché abbiamo lasciato per cinque giorni le persone sulla Diciotti, nella piena tutela della loro salute». A chi in queste ore ha riproposto un suo vecchio tweet del 2016 in cui chiedeva le dimissioni dell’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano, il vicepremier ha replicato: «Mi dicono: tu qualche anno fa hai chiesto le dimissioni di Alfano perché indagato per abuso di ufficio. Ma mica c’è bisogno di un’indagine per chiedere le dimissioni di Alfano. Alfano si doveva dimettere in quanto Alfano, ne aveva fatte talmente tante. Ora è un privato cittadino e non voglio infierire, ma all’epoca si doveva dimettere in quanto Alfano».

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