Economia

Mutui, tassi mai così bassi. Ultima chiamata?

Chi si accinge a sottoscrivere un mutuo si trova oggi in una condizione di particolare vantaggio. Ma è meglio il tasso fisso o quello variabile?

Mai nella storia i tassi d’interesse sono stati così bassi. Nel tentativo di contrastare la gravissima crisi finanziaria del 2009 a cui fece seguito, due anni dopo, l’attacco speculativo dei mercati al nostro debito sovrano, tutte le grandi banche centrali internazionali imbracciarono il bazooka finanziario, denominato “quantitative easing”, dando vita ad una mastodontica immissione di liquidità nel sistema, di dimensioni mai viste in precedenza. Tale inusitato intervento, globalmente concertato, ebbe gli effetti sperati. Infatti, i mercati si calmarono e i tassi d’interesse precipitarono a tal punto da divenire negativi sulle durate più brevi.

Euribor 6 mesi dal 2011 ad oggi
Euribor 6 mesi dal 2011 ad oggi

TASSO FISSO O VARIABILE? Adesso, dopo 10 anni dal loro avvento, è necessario ridurre dette misure espansive se non, come negli Stati Uniti, per esempio, sostituirle con misure speculari e restrittive. I tassi, dunque, in un modo o nell’altro, dovranno crescere. Ed è evidente a tutti che oggi, per le motivazioni sopra richiamate, chi si accinge a dover sottoscrivere un mutuo si trova in una condizione di particolare vantaggio. Per esempio, un mutuo a 15 anni finalizzato all’acquisto della prima casa, costa circa lo 0,5% se variabile e intorno all’1% se fisso. Ma quale delle due modalità scegliere? Vale la pena pagare mezzo punto in più per assicurarsi la certezza del tasso fisso? La risposta che frequentemente viene fornita in banca è un rassicurate “nì”. Cioè, viene consigliato di sottoscrivere il tasso variabile per poi, tra un anno o due, trasformarlo a tasso fisso. La motivazione a monte di tale suggerimento è che i tassi sono sì destinati a salire ma molto gradualmente, come affermato da Mario Draghi in più di una occasione. Non siamo dello stesso avviso e cercheremo di spiegarlo nel modo più comprensibile possibile. Per determinare il tasso di un mutuo a tasso variabile si aggiunge uno spread predeterminato al tasso Euribor, mentre per il tasso fisso si utilizza come parametro l’Eurirs. La differenza non è di poco conto. Infatti, il primo si riferisce ad un tasso puntuale, ovvero quello appena concordato tra le principali banche nelle loro transazioni finanziarie; il secondo costituisce una stima media – implicitamente ricavata secondo complesse metodologie di rilevazione – del futuro livello dei tassi ad una determinata scadenza. L’Eurirs, pertanto, allorché dovessero aumentare le attese a lungo termine di rialzo, presenta una maggiore velocità nell’adeguarsi e anche in maggior misura rispetto all’Euribor. In soldoni, quando il titolare di un mutuo a tasso variabile volesse passare al tasso fisso potrebbe trovarsi di fronte ad una forbice più ampia tra i due parametri. Tecnicamente, un irripidimento della curva dei tassi e dunque condizioni ben più penalizzanti rispetto a quelle odierne. Stesso discorso per chi avesse già stipulato un precedente mutuo a tassi più alti (fissi o variabili) rispetto a quelli attuali. Si tenga presente, a tal proposito, che le attuali normative consentono, del tutto gratuitamente, la cosiddetta portabilità del mutuo da una banca all’altra.

LEGGI ANCHE: Imposte di successione, Italia paradiso fiscale. Conviene approfittarne subito?

Tags

Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. Ha ricoperto l'incarico di esperto a titolo gratuito per le problematiche finanziarie presso il Comune di Messina dal 2014 al 2018, è C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.
Close