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Vaccini, rientro a scuola nel caos. Cosa cambia

Tra pochi giorni riaprono le scuole e la legge Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie è ancora in vigore. Tutto quello che occorre sapere: tra rinvii, autocertificazioni e “obblighi flessibili”

Per entrare a scuola i vaccini sono obbligatori? Sì, ma non è obbligatorio presentare la certificazione che attesta il reale espletamento degli obblighi di legge. A pochi giorni dalla riapertura di asili e scuole materne molti genitori si ritrovano a fare i conti con autodichiarazioni e certificati delle Asl. Le modifiche attuate, tentate o annunciate dal governo gialloverde al decreto legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale non hanno fatto altro che generare perplessità. Una circolare ministeriale del 5 luglio ha stabilito che per l’anno scolastico che sta per iniziare sarà sufficiente presentare l’autocertificazione per le vaccinazioni obbligatorie. Un emendamento al decreto Milleproroghe, che verrà discusso alla Camera solo al rientro della pausa estiva, ha rinviato all’anno scolastico 2019-2020 l’entrata in vigore del divieto di frequentare le scuole dell’infanzia ai bambini non vaccinati. Ma finché non verrà abrogata, vale la legge Lorenzin. Nell’attuale situazione di incertezza, dunque, la cosa migliore da fare per garantire una frequentazione scolastica senza problemi è assicurarsi di essere in regola con tutte le vaccinazioni e le documentazioni relative agli obblighi vaccinali stabiliti lo scorso anno.

LA LEGGE LORENZIN. La legge che ha introdotto le vaccinazioni obbligatorie è ancora in vigore. Il decreto Lorenzin del maggio 2017, che prende il nome del ministro della Salute dei governi Renzi e Gentiloni, introduce l’obbligo per tutti i bambini e ragazzi fino a 16 anni di effettuare dieci vaccinazioni: polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, Haemophilus influenzae di tipo b, morbillo, rosolia, parotite, varicella (da sottoporre a valutazione triennale). Sono esonerati i bambini immunizzati per effetto della malattia naturale o quelli che non possono vaccinarsi per particolari condizioni cliniche. I bambini che non hanno ricevuto queste vaccinazioni non possono frequentare asili nido e scuole materne. Quelli che invece frequentano la scuola dell’obbligo, dai 6 ai 16 anni, devono continuare a frequentarle, ma saranno sanzionati con una multa tra 100 e 500 euro. La legge Lorenzin stabiliva che, temporaneamente, fosse possibile frequentare l’anno scolastico 2017-2018 presentando soltanto un’autocertificazione di avvenuta vaccinazione, a patto che successivamente venissero presentati i documenti ufficiali rilasciati dalla Asl.

LA CIRCOLARE MINISTERIALE E IL NO DEI PRESIDI. A cercare di rendere meno stringenti gli obblighi della legge Lorenzin è intervenuta una circolare dei ministri Giulia Grillo e Marco Bussetti in cui si stabilisce che l’autocertificazione di avvenuta vaccinazione è sufficiente e non c’è alcuna necessità di presentare ulteriori documenti ufficiali. Ma l’obbligo di presentare i certificati di vaccinazione resta. Una circolare ministeriale non può superare quanto previsto in una legge dello Stato (legge Lorenzin). L’Associazione nazionale presidi e diversi suoi esponenti regionali hanno già fatto sapere che non intendono applicare la circolare, per via del suo profilo di dubbia legittimità: «A settembre – hanno detto – impediremo l’accesso alle scuole materne e agli asili dei bambini non vaccinati». Mentre si discutevano gli effetti della circolare ministeriale, in Senato i parlamentari di Lega e Movimento 5 Stelle introducevano un’ulteriore modifica alla legge Lorenzin. Un emendamento al decreto Milleproroghe rimanda all’anno scolastico 2019-2020 l’entrata in vigore delle sanzioni. Il decreto Milleproroghe è una legge, quindi, non incorre nei problemi di legittimità della circolare Grillo-Bussetti, ma bisognerà aspettare settembre per il passaggio alla Camera. Il decreto, al momento, è stato approvato dal solo Senato; sarà discusso dalla Camera soltanto al ritorno dalla pausa estiva, quindi a partire dall’11 settembre, e difficilmente potrà essere approvato prima dell’inizio delle lezioni.

LEGGI ANCHE: Vaccini, cos’è l’obbligo flessibile che vuole introdurre la ministra Grillo

L’OBBLIGO FLESSIBILE. A complicare ulteriormente la situazione è arrivato l’annuncio del ministro alla Salute, Giulia Grillo, di voler introdurre un “obbligo di vaccinazione flessibile”. La proposta, depositata lo scorso 7 agosto dai senatori Stefano Patuanelli (M5s) e Massimiliano Romeo (Lega), prevede che solo in casi di emergenza «si potranno adottare piani straordinari d’intervento con l’obbligo di effettuare una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita e per gli esercenti le professioni sanitarie, con l’obiettivo di mantenere il livello di sicurezza delle coperture». Diversamente dalla circolare ministeriale e dalla norma contenuta nel Milleproproghe, che sono misure temporanee per rendere meno stringente l’obbligo di vaccinazione nel breve periodo, la proposta di legge “sull’obbligo flessibile” va nella direzione di una riscrittura della legge Lorenzin. «Si tratta di una proposta di legge della maggioranza parlamentare – spiega il ministro Grillo – in cui si spinge per il metodo della raccomandazione che è quello che prediligiamo da un punto di vista politico».

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