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Addio all’ora legale: vantaggi per salute e ambiente

In Italia è stata introdotta per la prima volta nel 1916. Adesso la Commissione europea propone di abolirla. Juncker: «L'ora estiva diventi la regola»

Presto potremmo dire addio al passaggio tra ora solare e ora legale. È l’intenzione annunciata dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in seguito alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione in tutta Europa, per verificare se andasse o meno aggiornata la direttiva del 2000 che regola lo spostamento delle lancette dell’orologio due volte l’anno. Secondo le fonti Ue citate dal giornale Westfalenpost, una maggioranza schiacciante vicina all’80% avrebbe votato a favore dell’abolizione dell’ora legale nella «consultazione più partecipata di sempre». «Milioni di persone hanno risposto e credono che dovrebbe essere così – ha detto ancora Juncker in un’intervista alla televisione tedesca Zdf – Sono dell’avviso che in futuro debba essere l’ora estiva a divenire la regola. La gente vuole questo e lo faremo». La richiesta di abolire l’ora legale è sostenuta dai paesi dell’Est e del Nord, capeggiati da Polonia e Finlandia, che da anni denunciano i danni alla salute e all’ambiente causati del cambio dell’ora.

L’INTRODUZIONE DELL’ORA LEGALE. L’ora legale nasce da un’idea introdotta nel 1784 come espediente per risparmiare energia dallo scienziato Benjamin Franklin. Perché la sua idea potesse trovare seguito, fu necessario aspettare fino al 1916, quando venne introdotta anche in Italia come misura economica per far fronte ai costi della Prima Guerra mondiale. Abolita nel 1920, è stata nei decenni successivi più volte introdotta, sospesa, abolita e di nuovo introdotta. È stata poi definitivamente ripristinata nel 1966: anche in questo caso durante un periodo di crisi energetica in cui serviva sfruttare meglio la luce del sole. Fra gli anni Settanta e Ottanta è stata poi adottata da tutti i membri dell’Unione Europea e in diversi altri Paesi del mondo. Dal 2000 una direttiva comunitaria obbliga gli stati a introdurla fra il 25 e il 31 marzo di ogni anno e a rimuoverla fra il 25 e il 31 ottobre, per armonizzarne l’utilizzo in tutta l’Ue.

I VANTAGGI DEL CAMBIO ORA. A molti il passaggio tra ora solare a ora legale può sembrare innocuo, ma i vantaggi, per ragioni geografiche, si notano di più negli stati del Sud Europa. In Italia, nel giorno più lungo dell’anno, il Sole sorge verso le 5.30 e tramonta entro le 21. Se non ci fosse l’ora legale, sorgerebbe alle 4.30 e tramonterebbe alle 20. In questo lo spostamento delle lancette permette di godere di un’ora di luce in più, dalle 20 alle 21. Non è così nei paesi del Nord Europa dove le giornate estive sono di per sé molto dilatate. In Finlandia, il 21 giugno, il sole sorge prima delle 4 e tramonta alle 22.40: in pratica scandisce una giornata da quasi 19 ore di luce. Se non ci fosse l’ora legale il sole tramonterebbe alle 21.40, un orario decisamente più tollerabile. Non è un problema che riguarda solo i Paesi scandinavi: anche in Germania e in Francia grazie all’ora legale, nel giorno più lungo dell’anno, il sole tramonta alle 21.33 alle 21.57. È vero che in alcuni paesi il risparmio è considerevole – il gestore della rete elettrica italiana Terna stima in 116 milioni di euro il risparmio garantito nei sette mesi di ora legale – ma da tempo alcuni paesi sostengono che lo spostamento dell’ora porta con sé diversi problemi, relativi soprattutto alla salute.

I BENEFICI PER LA SALUTE E PER L’AMBIENTE. Secondo uno studio del parlamento di Varsavia, ad esempio, il cambio di orario danneggerebbe la salute. Se questo dato non è unanimemente accettato dalla comunità scientifica, secondo i sostenitori dell’iniziativa lo spostamento delle lancette due volte l’anno disturba il sonno, provoca cambiamenti e squilibri nel corpo, genera sbalzi di umore e aumenta l’incidenza di attacchi cardiaci, incidenti stradali o infortuni sul lavoro. Una delle ricerche più complete sull’argomento, compiuta dal comitato scientifico del Bundestag, ha esaminato sette studi sull’ora legale compiuti fra il 2008 e il 2015: alcuni hanno mostrato rischi per la salute, altri hanno suggerito che il cambio dell’ora non abbia alcun effetto o ne abbia uno molto limitato. Gli studi che sostengono i benefici del passaggio all’ora legale si concentrano soprattutto sulle sue conseguenze indirette, come una maggiore propensione allo sport e allo stare all’aria aperta nei mesi estivi. Inoltre, l’ora legale produce benefici all’economia e all’ambiente. «Grazie all’ora legale si può stimare un risparmio dello 0,2% all’anno del consumo elettrico. Sembra poco invece è un dato importante, pari in media a circa 100 milioni di euro all’anno risparmiati», dichiara al Corriere della Sera Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate, società rivolta allo sviluppo sostenibile. Questo risparmio di energia ha delle ricadute positive sull’ambiente. «Nel 2017 – chiarisce Molteni -con l’ora legale grazie ai minori consumi elettrici l’Italia ha evitato l’emissione di 320 mila tonnellate di Co2».

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