Italia

Vaccini, dietrofront della maggioranza: i bambini non immunizzati non entrano a scuola

Lega e M5S hanno deciso di cancellare dal decreto Milleproroghe la norma che avrebbe permesso l'iscrizione dei bambini senza profilassi. Ma la battaglia alla legge Lorenzin non è ancora finita. La relatrice del M5s Baldino: «Presto faremo un ddl ad hoc»

Proprio nel giorno in cui riaprono le scuole arriva il dietrofront della maggioranza sui vaccini. Il governo ha deciso di cancellare dal decreto Milleproroghe l’emendamento che avrebbe reso non obbligatori i vaccini per i bambini che frequentano asili nido e scuole materne. Se il nuovo provvedimento passa resta tutto come previsto dalla legge Lorenzin: i bambini da 0 a 6 anni che non hanno ricevuto le dieci vaccinazioni obbligatorie non possono entrare a scuola, quelli dai 6 ai 16 anni possono frequentare le lezioni ma saranno sanzionati con una multa tra 100 e 500 euro. Il nuovo emendamento firmato dai due relatori del M5s, Vittoria Baldino (commissione Affari Costituzionali) e Giuseppe Buompane (Commissione Bilancio), arriva all’indomani dell’audizione alle commissioni Affari costituzionali e legislativa della Camera dove tutti gli esperti – l’Istituto superiore di sanità, le società scientifiche di medici e pediatri, l’associazione nazionale presidi – avevano sollecitato il ritiro della proroga.

L’EMENDAMENTO. «Oggi abbiamo presentato un emendamento al Milleproroghe in materia di vaccini che sopprime quello già approvato ad agosto al Senato», dichiara in una nota Vittoria Baldino, relatrice M5s del decreto Milleproroghe. Questo, spiega la deputata, «al fine di trattare le politiche vaccinali con un provvedimento normativo ad hoc: il ddl che abbiamo già depositato al Senato e di cui si inizierà l’esame nel più breve tempo possibile. Sui vaccini il nostro Paese ha bisogno di una disciplina organica e razionale. Per questo motivo si è deciso di affrontare questo lavoro nello strumento del ddl liberando il Milleproroghe, che assolve a funzioni diverse, da questa incombenza. In questo modo potremo definitivamente superare il Decreto Lorenzin, un testo di carattere emergenziale, causa dei malfunzionamenti e del caos che abbiamo dovuto affrontare fino ad oggi».

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LE REAZIONI. «Si tratta di una vittoria della scienza su ignoranza e pregiudizio – dice l’ex ministra alla Salute Beatrice Lorenzin – grazie al mondo scientifico, della scuola e della cultura e grazie alle forze politiche che si sono battute per ristabilire il primato della salute collettiva». Per l’associazione nazionale presidi quella del nuovo emendamento «è una buona notizia che denota sensibilità da parte del Parlamento rispetto alle ragioni da noi esposte in audizione davanti alle commissioni della Camera: avevamo rappresentato come Associazione presidi che l’ammissione negli asili e nelle scuole dell’infanzia dei bambini non vaccinati avrebbe comportato un rischio per la salute di quelli immunodepressi. È una grande vittoria di civiltà». Anche il coordinatore della commissione salute della conferenza delle Regioni, Antonio Saitta, ha espresso soddisfazione: «Sul tema dei vaccini finalmente stanno prevalendo un atteggiamento di razionalità, le ragioni della scienza e l’esigenza della massima tutela possibile della salute dei bambini. Sono lieto che sia stata accolta la proposta, che abbiamo avanzato già un mese fa, di eliminare l’emendamento, approvato al Senato, al decreto Milleproroghe che avrebbe consentito l’accesso alle scuole materne e ai nidi senza la documentazione comprovante la vaccinazione». «Dietrofront di Lega e Cinque Stelle sui vaccini, battuta la loro visione oscurantista. Resta l’obbligo. Grazie alle tantissime famiglie che si sono battute come noi per il diritto alla salute dei bambini e per la scienza», scrive su Twitter il segretario del Partito democratico Maurizio Martina.

COSA CAMBIA. Al momento l’obbligo di effettuare dieci vaccinazioni per poter iscrivere i figli all’asilo e alla scuola materna e per iscriverli senza dovere pagare sanzioni alla scuola dell’obbligo è regolarmente in vigore. Esiste comunque un’incertezza su quali documentazioni sia necessario presentare. Il decreto Lorenzin stabilisce che è necessario fornire alla scuola le ricevute vaccinali fornite dalle Asl, ma lo scorso luglio i ministeri della Salute e dell’Istruzione avevano pubblicato una circolare in cui sostenevano che fosse sufficiente presentare un’autocertificazione di avvenuta vaccinazione. L’Associazione nazionale presidi si è opposta all’autocertificazione, sostenendo che una legge dello Stato (il decreto Lorenzin) debba prevalere su una semplice circolare ministeriale. È probabile quindi che molti presidi si rifiuteranno di accettare le autocertificazioni.

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