Salute

“Maledetto fischio”, come combattere l’acufene con l’osteopatia

Anche le disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare possono essere causa del fastidioso ronzio. Il trattamento osteopatico non è risolutivo ma, se complementare alla terapia medica, può migliorare la qualità di vita del paziente

Fischio, ronzio, sibilo. Chi lo sente sa benissimo di cosa stiamo parlando: di acufene, ovvero quella fastidiosa percezione sonora che non proviene da sorgenti esterne, ma dall’interno del nostro corpo. Il trauma acustico dovuto ad ambienti di lavoro rumorosi, casse o altoparlanti troppo vicini, cuffie con volume eccessivo, è un importante fattore di rischio. Ma l’acufene non interessa solo le vie uditive. La sua origine è multifattoriale. Anche le patologie che riguardano la colonna e la muscolatura cervicale, le malocclusioni dentali e le disfunzioni che riguardano l’articolazione temporo-mandibolare possono essere determinanti come concause. Per gestire una situazione così complessa servono un approccio e un trattamento multidisciplinare che accanto allo specialista in otorinolaringoiatria preveda la presenza di un neurologo, di un osteopata e di ortognatodontista.

PERCHÉ CONSULTARE UN OSTEOPATA. Dopo aver escluso cause otoiatriche o neurologiche, mediante gli esami di routine, è necessario indagare se l’acufene possa derivare da disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare di tipo funzionale, che richiedono un trattamento osteopatico associato al trattamento ortodontico e gnatologico. Una disfunzione osteopatica della mandibola può influenzare, in maniera diretta o indiretta, il corretto funzionamento dell’orecchio, e può essere causa o adattamento di uno squilibrio ascendente, discendente o misto delle catene muscolari. La proposta osteopatica è mirata, quindi, alla valutazione e al trattamento funzionale delle strutture cranio-cervicali, ed in particolare dei legamenti e dei muscoli che collegano l’orecchio alla mandibola. È bene precisare che l’osteopatia non è risolutiva in caso di acufene ma, se complementare alla terapia medica, può di certo essere utile nel miglioramento della qualità di vita.

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TRATTAMENTO OSTEOPATICO. Il primo compito dell’osteopata è determinare quali fattori meccanici potrebbero essere all’origine dell’acufene e su quali può agire. Ogni caso è unico e il risultato che può dare il trattamento osteopatico passa per diversi approcci. A volte un rilassamento muscolare delle fasce cervicali può risultare efficace. Altre volte è utile un riequilibrio delle ossa del cranio ed in particolare dell’osso temporale che contiene l’orecchio interno. L’obiettivo dell’osteopata mediante le sue tecniche manuali, strutturali, miofasciali, viscerali e cranio-sacrali è quello di ripristinare la corretta fisiologia e funzione di tutti quegli elementi che sono all’origine dell’acufene. Solo dopo la valutazione osteo-gnato-posturale, viene impostato, insieme con l’ortognatodontista, il piano di trattamento osteopatico. Dopo la prima seduta viene consegnato un protocollo di esercizi per la rieducazione dell’articolazione temporo-mandibolare da svolgere a casa. Nei trattamenti successivi, dopo aver rivalutato il paziente, se ritenuto opportuno, si procede alla progettazione e applicazione di eventuali apparecchi ortodontici o gnatologici. Inoltre, per il raggiungimento di risultati positivi serve un monitoraggio costante del paziente con controlli periodici.

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Gianluca Barca

Laureato in Educazione Fisica con il massimo dei voti all’Università degli studi di Palermo, ha conseguito la Laurea Magistrale (Specialistica) in Scienze Motorie presso l’Università di Torino S.U.I.S.M. e un Master di II livello all’Università Tor Vergata di Roma. Diploma di Massofisioterapista Triennale legge 403/71. Si è perfezionato in Francia con un Master in Osteopatia presso il R.O.R.I. di Lione e si è Diplomato in Osteopatia presso l’E.F.S.O. l’Ecole Française Supérieure d’Osteopathie, scuola riconosciuta dal ministero della Salute Francese risultando essere il primo nella graduatoria di merito.
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