Salute

Malocclusione dentale, i rischi per la respirazione dei bambini

Alcune alterazioni craniomandibolari possono essere causa di patologie respiratorie ostruttive in età pediatrica. Analizzando le differenti tipologie è possibile capire quali anomalie respiratorie possano portare al bambino

Molti bambini respirano con la bocca, russano e vanno incontro a pericolosi episodi di apnea notturna. Le malocclusioni, ovvero l’errata chiusura delle arcate dentali, possono essere la causa delle patologie respiratorie ostruttive in età pediatrica. Una diagnosi tempestiva e un corretto intervento possono evitare inoltre l’insorgere di disturbi futuri legati all’errato sviluppo dell’apparato respiratorio. Alcune alterazioni craniomandibolari in età evolutiva possono, infatti, indurre una respirazione di tipo orale favorendo l’insorgere di ipertrofie adeno-tonsillari. Nel bambino con respirazione orale, una quota considerevole di aria ispirata (non preriscaldata nelle fosse nasali e nei seni) salta il fisiologico filtro costituito dall’epitelio nasale ciliato ed investe il tessuto adeno-tonsillare. L’ipertrofia, che ne consegue, finirà per ridurre l’utilizzo della via nasale fino ad escluderla, istaurando così un circolo vizioso.

LE MALOCCLUSIONI RESPONSABILI DELLE PATOLOGIE RESPIRATORIE. Le principali malocclusioni che favoriscono l’insorgenza della respirazione orale e delle sindromi ostruttive sono il morso aperto, il morso profondo, il morso inverso mono e bilaterale ed il frenulo linguale corto. Il morso aperto è una malocclusione sul piano verticale caratterizzata dalla presenza eccessiva di spazio tra le arcate superiori ed inferiori quando i denti sono in occlusione. A volte è l’ipertrofia tonsillare a indurre Lo sviluppo del morso aperto. Le tonsille dolenti portano il bambino ad assumere una posizione di difesa antalgica, a portare cioè la mandibola in avanti e in basso e a interporre la lingua tra le arcate. Il morso profondo, invece, è la condizione in cui gli incisivi dell’arcata superiore coprono in modo eccessivo quelli inferiori. Diminuendo la dimensione verticale tra le basi ossee si hanno due effetti: la retrusione mandibolare e la perdita dello spazio a disposizione della lingua. La lingua impedita dal muro dentale in avanti e ai lati non potrà che riguadagnare spazio in alto, determinando il palato ogivale, o all’indietro verso le tonsille rendendole ostruttive. La terapia più indicata per correggere queste due tipologie di malocclusioni è quella di utilizzare un apparecchio funzionale, associandolo alla terapia logopedica e miofunzionale.

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MORSO INVERSO MONO E BILATERALE. Anche il morso inverso può essere causa di difficoltà respiratoria nasale. Quando l’occlusione è solo da un lato (morso inverso monolaterale) il palato non raggiunge le dimensioni di sviluppo ideali riducendo lo spazio a disposizione della lingua che esercita una eccessiva spinta sui tessuti molli del retro bocca. Si sviluppa una digressione della mandibola e del terzo inferiore della faccia che favoriscono la deviazione del setto nasale e una respirazione di tipo orale. Il morso inverso posteriore bilaterale contribuisce disfunzionalmente all’iposviluppo dell’arcata superiore, con conseguente iposviluppo delle vie nasali. Questa malocclusione è frequentemente dovuta ad una mandibola ben sviluppata accompagnata ad un mascellare superiore scarsamente dimensionato. La terapia di elezione del morso inverso bilaterale è l’espansore rapido del palato, un apparecchio che espande il mascellare a livello della sutura palatino-mediana del palato con conseguente miglioramento delle funzioni respiratorie.

FRENULO LINGUALE CORTO. Un’altra problematica che può incidere sullo sviluppo dell’articolazione craniomandibolare e sulla respirazione nasale è il frenulo linguale corto. Oltre ad alcune difficoltà nell’articolare alcune consonanti, nella deglutizione e nell’allattamento al seno (o biberon), il frenulo linguale corto può comportare deficit occlusali gravi che impediscono la completa chiusura della bocca. Le strategie terapeutiche dipendono dall’età del paziente e dalla gravità della condizione. Quando la condizione del frenulo non è grave da impedire la motilità linguale, la logopedia rappresenta la terapia di riferimento. Quando la brevità del frenulo risulta più grave la terapia d’elezione è quella chirurgica (frenulectomia). La diagnosi e la successiva terapia di malocclusione dento-scheletrica che ha ripercussioni sull’apparato otorinolaringoiatrico in pazienti in età evolutiva, necessita di un lavoro in team tra ortodontista, otorinolaringoiatra, pediatra, logopedista, osteopata.

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Cristina Vitale

Odontoiatra. Specialista in ortognatodonzia Università degli Studi di Torino. Dottore di ricerca in scienze ortodontiche e pedodontiche Università degli Studi di Messina. Socio S.I.D.O. (Società italiana ortodontisti) e A.S.I.O. (Associazione specialisti italiani ortodonzia). Consulente in Ortognatodonzia ed Odontoiatria infantile presso lo studio del Dott. Massimo Vitale in Giadini Naxos (ME) e presso diversi studi Odontoiatrici in Sicilia. Consulente in Ortogantodonzia presso studi Odontoiatrici di Roma.

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