Italia

Ponte Morandi: dopo 45 giorni arriva il “decreto Genova”

Alla fine il governo ce l’ha fatta: entrano in vigore le misure per la ricostruzione del viadotto crollato lo scorso 14 agosto. E c’è anche la convergenza di Lega e M5s sul nome di Claudio Andrea Gemme per il ruolo di commissario straordinario

È in vigore il cosiddetto “decreto Genova” che contiene, tra le altre cose, provvedimenti e interventi per la ricostruzione del ponte Morandi. Dopo 45 giorni dal crollo, dopo settimane di ritardi, imprevisti, polemiche, il “decreto Genova” è stato infine firmato presidente della Repubblica, e pubblicato quindi in Gazzetta ufficiale: entro 60 giorni dovrà essere convertito in legge dal Parlamento. Una delle indicazioni più importanti che riguarda Genova è l’esclusione di Autostrade per l’Italia dai lavori di ricostruzione che saranno affidati a «uno o più operatori» su indicazioni del commissario straordinario. E proprio riguardo al nome che rivestirà il nuovo incarico, secondo fonti parlamentari, Lega e M5s avrebbero raggiunto l’accordo su quello di Claudio Andrea Gemme, manager genovese e direttore della Divisione Systems & Components di Fincantieri. Il commissario straordinario per la ricostruzione dovrà essere nominato entro il 9 ottobre e resterà in carica per un anno, ma l’incarico potrà essere prorogato o rinnovato fino a un massimo di tre anni.

LE MISURE PER GENOVA. Il decreto prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro per la ricostruzione, che verranno trasferiti a una contabilità gestita direttamente dal commissario straordinario. I 20 milioni si aggiungono ad altri 33,5 già stanziati ad agosto, poco dopo il crollo del ponte. Autostrade «in quanto responsabile dell’evento, dovrà far fronte alle spese di ricostruzione dell’infrastruttura, entro trenta giorni dalla richiesta del Commissario straordinario». Per assicurare «il celere avvio delle attività» per la ricostruzione del ponte di Genova, in caso di mancati o ritardato versamento da parte del concessionario Autostrade, sarà anticipata la spesa di 30 milioni annui dal 2018 al 2029, pari a 360 milioni, attingendo al Fondo per le infrastrutture. Rispetto alle attese, il decreto di 46 pagine, molte delle quali dedicate ad altre emergenze come il terremoto di Ischia e alla reintroduzione della Cigs per cessazione, contiene anche uno stanziamento di 30 milioni per il porto di Genova: un terzo di quanto previsto in una prima stesura del testo. Previste, inoltre, esenzioni fiscali per le aziende che operano in una zona franca del capoluogo ligure che verrà istituita.

LEGGI ANCHE: Effetto Genova, in Italia “scoperti” 300 ponti pericolanti

COSA PREVEDE IL DECRETO. Il decreto prevede poi la creazione, dal gennaio 2019, di un’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, che comporterà la chiusura dell’attuale Agenzia per la sicurezza delle ferrovie. Alla nuova agenzia sarà chiesto di «esercitare l’attività ispettiva finalizzata alla verifica della corretta organizzazione dei processi di manutenzione da parte dei gestori, nonché l’attività ispettiva e di verifica a campione sulle infrastrutture, obbligando i gestori a mettere in atto le necessarie misure di controllo del rischio in quanto responsabili dell’utilizzo sicuro delle infrastrutture». Inoltre, il testo prevede per gli anni 2019 e 2020 «il trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale qualora l’azienda abbia cessato o cessi l’attività produttiva e sussistano concrete prospettive di cessione dell’attività con conseguente riassorbimento occupazionale». Infine, all’interno del decreto sono previste delle misure per le aree terremotate di Ischia.

Tags

Related Articles

Close