Economia

Salvini, Di Maio e il mondo che non c’è

Sulla strada tracciata dai due “condottieri” c’è la lotta all’Europa, alle banche e allo spread. Ma è quella giusta o ci condurrà davanti al burrone di un isolazionismo antistorico e irragionevole?

Salvini e Di Maio, due condottieri a difesa del popolo contro Europa, banche e spread. Ma sono davvero questi i nemici da abbattere? Non è che, per caso, stiamo rischiando di tagliare il ramo su cui siamo seduti? Esaminiamo i fatti.

L’EUROPA. È ormai a tutti evidente la necessità di un radicale riordino dei trattati che, peraltro, in quanto soci fondatori abbiamo contribuito a scrivere. Ma, ‘dura lex sed lex’, abbiamo tutto il diritto di batterci per le loro opportune modifiche ma non possiamo certo ignorarne l’esistenza. Immaginare di fare a meno dell’Europa per recuperare la sovranità monetaria è pura follia. Basta guardare al Venezuela che continua a stampare moneta che ormai vale meno della stessa carta utilizzata.

LE BANCHE. I numerosi casi di corruzione e malversazione all’interno delle banche e nel sistema finanziario in genere segnalano un problema che deve essere adeguatamente e urgentemente affrontato. Ma i nemici sono i banchieri ladri e corrotti, non “le banche”. Infatti, un sistema bancario solido ed efficiente costituisce una condizione necessaria e imprescindibile per l’auspicato sviluppo economico della nostra nazione e dunque, in ultima analisi, per il benessere dei cittadini.

LO SPREAD. Si tratta di un numero che indica la differenza di rendimento dei nostri titoli di stato decennali con quelli tedeschi che, per convenzione, si ritengono privi di rischio. Esso rappresenta la misura del rischio percepito dagli investitori nel prestarci i loro quattrini. Contrariamente a quanto si vuol continuare a far credere, la sua entità non è stabilità dai “tecnocrati di Bruxelles” o altri fantomatici soggetti, bensì rappresenta la sintesi dell’umore di milioni di investitori (fondi pensione, risparmiatori, aziende e anche speculatori) sparsi nel mondo, tutti accomunati da un unico obiettivo: guadagnare il massimo rischiando il minimo. In soldoni, lo spread determina la spesa per gli interessi sul debito a carico dello Stato, cioè (vale la pena ricordarlo) dei cittadini, ed è pertanto facilmente intuibile quanto sia utile per la collettività cercare di contenerlo il più possibile, al fine di evitare di dover destinare al pagamento degli interessi risorse che potrebbero essere più utilmente indirizzate a favore dei cittadini. È dunque incontestabile il fatto che lo spread influenza in modo diretto le tasche della popolazione intera, segnatamente di quelle dei ceti meno abbienti. Insomma, più cresce lo spread, più siamo poveri.

IL MONDO CHE NON C’È. E allora, ci è utile continuare a mandare a fanculo Europa, banche e spread? È il modo giusto per salvaguardare gli interessi dei cittadini? Nel mondo che non c’è, disegnatoci da Salvini e Di Maio, forse sì. Ma se guardiamo al mondo che c’è, quello reale, appare evidente l’incessante opera di mistificazione dei fatti che continua a fuorviare pericolosamente il giudizio popolare.
Siamo d’accordo sul fatto che le persone e i loro bisogni devono riconquistare il loro ruolo primario, pesantemente offuscatosi nel corso degli ultimi decenni. Ma quella indicata dai due “condottieri” non è la strada migliore, è il burrone di un isolazionismo irragionevole e antistorico, di una battaglia ideologica contro tutto e tutti, fondata su ragionamenti astrattamente condivisibili ma demagogici e irrealistici nelle loro declinazioni pratiche.
E le vicende di strettissima attualità che riguardano la legge di bilancio ne costituiscono un chiaro esempio. Infatti, posto che uno spread ragionevole rappresenta la prima e imprescindibile condizione affinché si possano concretizzare le annunciate misure a favore dei cittadini, a cosa serve soffiare (gratuitamente) sul fuoco dei tassi per il tramite di baldanzose uscite del tipo “lo spread me lo mangio a colazione”? E ancora, cosa c’è di più illogico e dannoso di minacciare, impaurire e innervosire proprio coloro a cui devi chiedere i soldi in prestito? Le risposte, a questo punto, datevele da soli. E fate presto.

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Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. Ha ricoperto l'incarico di esperto a titolo gratuito per le problematiche finanziarie presso il Comune di Messina dal 2014 al 2018, è C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.

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