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Quando di selfie si muore: 259 vittime dal 2011

Rischiare la vita per stupire amici e followers con foto e video al limite, tra le vertigini del vuoto e il brivido della velocità. A cercare lo scatto estremo sono soprattutto gli uomini

Incoscienza, distrazione, imprudenza. E la ricerca dello scatto perfetto. Il selfie in cima a un grattacielo, davanti a un treno in corsa, accanto alle fauci di un animale pericoloso. Si sfida la morte pur di dimostrare al mondo virtuale coraggio estremo. Ma sempre più spesso vince lei. È successo almeno 259 volte dal 2011. A fare il conto è stato uno studio pubblicato sul Journal of Family Medicine and Primary Care dell’All India Institute of Medical Sciences. Basta digitare “extreme selfies” o “Daredevil selfies” su YouTube per finire in un mondo di straordinaria follia. Per una manciata di “like” sui social network sempre più ragazzi perdono la vita.

LO STUDIO. Partendo proprio dalla ricerca sul web lo studio dell’Istituto indiano delle scienze mediche ha trovato informazioni su 137 incidenti in tutto il mondo, tra ottobre 2011 e novembre 2017, che hanno fatto appunto 259 vittime. Non è un caso che la ricerca si partita dall’India, che detiene il primato mondiale dei “morti da selfie”. Seguono Russia, Usa e Pakistan. La macabra contabilità registra settanta morti per annegamento; mentre la seconda causa più frequente è risultato l’incidente con un mezzo di trasporto. Fra le altre cause di morte segnalate ci sono cadute, incendi, scosse elettriche e persino, in otto casi, persone che hanno perso la vita mentre facevano selfie con animali pericolosi. Agli Stati Uniti va il primato per gli incidenti con armi da fuoco: molte persone si sono sparate accidentalmente mentre cercavano lo scatto. Quasi tre quarti delle 259 vittime erano maschi, età media 23 anni.

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I CASI IN ITALIA. L’ultima “morte da selfie”, in ordine di tempo, è quella di un quindicenne salito sul tetto di un centro commerciale di Sesto San Giovanni per scattarsi un selfie, ma all’improvviso è precipitato da un’altezza di 25 metri finendo all’interno di una condotta di aerazione. Negli ultimi tempi non sono pochi i casi di adolescenti che hanno perso la vita alla ricerca del selfie perfetto. Accade, ad esempio, che in una sera d’estate un adolescente si sdrai sulla strada per filmare con il cellulare l’amico che passa con lo scooter, ma che questi fatalmente lo investa. Oppure che la vacanza in Gallura di una ragazzina ungherese di 15 anni si trasformi in tragedia: insieme alla zia si era issata su una roccia a picco sul mare per scattarsi un selfie mozzafiato quando un’onda di sette metri l’ha trascinata in acqua. Epilogo tragico anche per un ragazzo di tredici anni che a Soverato, in provincia di Catanzaro, ha perso la vita investito da un treno, mentre i due suoi amici, rimasti illesi, hanno raccontato ancora sotto shock che l’idea era quella di posizionarsi sui binari in modo tale da cogliere nello scatto l’arrivo ad alta velocità del convoglio.

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